29 Ott, 2026

Bolsonaro degli Usa si proclama ‘vero presidente’ del Brasile. Trump prende le distanze

Flavio Bolsonaro

Dopo la fuga negli Stati Uniti con il passaporto italiano, il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro rivendica la vittoria elettorale e annuncia che guiderà l’opposizione dall’estero. Trump evita di sostenerne le accuse di brogli. Nella successiva versione della dichiarazione, Bolsonaro attenua la rivendicazione e si definisce «leader del Brasile»


Dopo essere fuggito negli Stati Uniti, Flavio Bolsonaro si è proclamato «vero presidente eletto del Brasile». Denunciando senza prove brogli elettorali e annunciando che guiderà l’opposizione dall’America. Nelle successive versioni della dichiarazione ha corretto la formula, presentandosi come «leader del Brasile».

Donald Trump, che lo ha accolto negli Usa, ha preso le distanze dalle sue rivendicazioni: «Non voglio essere coinvolto». Una nuova svolta che rende ancora più clamorosa la fuga del candidato sconfitto da Lula al ballottaggio di domenica.

La fuga negli Stati Uniti

Il rocambolesco epilogo di Bolsonaro, passato in poche ore da favorito alla presidenza del Brasile a fuggiasco costretto a chiedere asilo a Trump, ha il sapore di una cesura storica per la politica brasiliana. Una parabola decisamente repentina per qualcuno che per settimane era stato indicato come il prossimo leader di Brasilia, dopo la sua affermazione a sorpresa al primo turno delle elezioni il 4 ottobre scorso.

Salvo poi perdere il ballottaggio contro il presidente uscente Lula domenica scorsa. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente in carcere dopo essere stato condannato a 27 anni e tre mesi di carcere per aver organizzato un fallito colpo di Stato nel 2022, è atterrato infatti ieri a Miami alle prime ore del giorno. Accolto a braccia aperte dall’amministrazione del tycoon, che gli ha concesso un visto per poter rimanere in territorio statunitense e potersi così sottrarre alla giustizia brasiliana.

I casi Dark Horse e Willer Tomaz

Al momento Flavio è infatti indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso “Dark Horse” è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre Jair. In esame ci sono fondi riconducibili all’ex banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere per una maxi-frode, e fondi pubblici parlamentari. Poi è indagato anche nel caso “Willer Tomaz”: qui l’accusa è riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società e piattaforme di scommesse.

Prima di scappare Flavio Bolsonaro aveva promesso: «Non intendo lasciare il Brasile. Questa misura è ingiustificata», aveva giurato. Protestando contro la decisione giudiziaria che gli aveva sospeso il passaporto per il timore di una possibile fuga all’estero.

Solo poche ore più tardi, tuttavia, l’ex candidato presidenziale – con moglie e figlie – è fuggito a piedi in Argentina, attraverso il valico di confine in Misiones. Grazie agli accordi sulla libertà di circolazione tra i Paesi latinoamericani, infatti, i cittadini brasiliani possono spostarsi in Argentina muniti della sola carta d’identità. Bolsonaro si è quindi imbarcato su un volo per Guayaquil, in Ecuador, e poi da lì verso Miami, in Florida.

Il politico, che ha utilizzato un volo privato per spostarsi, ha potuto imbarcarsi agevolmente grazie al passaporto italiano.

Dal 2023 infatti il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, insieme ai fratelli Eduardo e Carlos, ha ottenuto la cittadinanza italiana. In merito, il ministro degli Esteri Tajani si è limitato a dire che la fuga sia stata una scelta di Bolsonaro Jr. Mentre le opposizioni hanno annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere come mai gli sia stata concessa la cittadinanza.

Il passaporto italiano e l’accoglienza di Trump

Il Dipartimento di Stato americano ha confermato l’arrivo nel Paese. E ha precisato che gli sarà concesso il permesso di stabilirsi negli Stati Uniti, come poi confermato dallo stesso presidente Donald Trump. In Florida Flavio ha incontrato il fratello Eduardo, ex deputato.

Anche quest’ultimo è scappato negli Stati Uniti nel febbraio 2025 per sottrarsi al mandato di arresto emesso dopo essere stato condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione per aver sollecitato sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando e che poi condannò il padre Jair a 27 anni per il tentato golpe del 2023.

Per Lula, dopo la vittoria di domenica scorsa e l’81esimo compleanno martedì, si è trattato della conferma di uno dei suoi cavalli di battaglia. Cioè che Flavio Bolsonaro fosse una marionetta dell’amministrazione Trump che stava correndo alla presidenza solo per rimanere fuori di galera. «Per la famiglia Bolsonaro, il Brasile è la loro seconda patria.

La loro prima patria è leccare gli stivali negli Stati Uniti, proprio come sono abituati a fare», ha commentato a caldo il presidente brasiliano.

Per i lulisti il clan dei Bolsonaro non era altro che una dinastia corrotta e autoritaria, pronta a trasformare il Brasile in un protettorato americano. Come il Venezuela. E il nazionalismo brasiliano, ringraziato dallo stesso Lula al momento della vittoria, ha giocato un ruolo cruciale nell’assicurare al capo di Stato brasiliano il suo quarto mandato.

La destra brasiliana dopo la sconfitta dei Bolsonaro

Dopo la quale ora ci si interroga sulla direzione della destra brasiliana, rimasta decapitata dalla fuga dei Bolsonaro. La fazione vicina al presidente del partito, Valdemar Costa Neto, sarebbe storicamente più orientata a un approccio pragmatico. Insieme ad altri partiti minori di centrodestra e agli ambienti riconducibili al cosiddetto Centrão, cioè l’insieme di forze centriste che di volta in volta sostiene l’amministrazione in carica a prescindere dal suo orientamento.

Ci si attende che la corrente bolsonarista punti invece su un’opposizione intransigente. Sempre che riesca a darsi una leadership dopo la fuga o l’arresto dei suoi principali esponenti.

Del clan Bolsonaro i volti più importanti rimasti in Brasile sono Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio e capo del “Gabinetto dell’odio”, il gruppo di propaganda virtuale dei bolsonaristi. E Michelle, seconda moglie di Jair e matrigna di Flavio.

Entrambi sono stati eletti senatori ma qualcuno crede che sarà Michelle a emergere come nuovo leader dei bolsonaristi. L’ex first lady, popolare per i suoi programmi sociali, era stata costretta a lasciare l’incarico di leader del movimento femminile del Partito Liberale (nonostante il nome un partito di estrema destra) proprio su pressione di Flavio Bolsonaro, figlio di primo letto del marito, preoccupato per la sua crescente influenza politica.

La campagna elettorale

Le frizioni tra i due si erano estese alla campagna elettorale. Michelle aveva contestato la strategia aggressiva stile Trump adottata da Flavio e in seguito aveva rifiutato di fare campagna elettorale, dopo essere stata inizialmente incaricata di coltivare il voto femminile. Dopo la sconfitta e la fuga di Flavio, Michelle potrebbe adesso rivendicare un cambio di rotta e di immagine alla destra brasiliana. Per Flavio invece si prospetta un lungo esilio, con luci e ombre. Il protettore Trump, infatti, non durerà per sempre. Se nel 2028 i democratici dovessero tornare alla Casa Bianca, il suo permesso di soggiorno potrebbe essere revocato così come il suo status di perseguitato politico. Chissà che allora l’ex aspirante presidente non si ricordi del suo secondo passaporto e non si rifugi proprio in Italia. Tanto l’importante è sempre avere una patria di scorta, avrebbe commentato Lula.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA