28 Ott, 2026

Brasile, Flávio Bolsonaro in Florida dal fratello. Gli Usa pronti a concedergli il visto

Il candidato sconfitto da Lula ha lasciato il Paese dopo aver disatteso l’ordine della Corte suprema di consegnare i passaporti. È indagato per riciclaggio e nega ogni accusa. Attesa una conferenza stampa a Washington


Flávio Bolsonaro è arrivato in Florida, dove ha incontrato il fratello Eduardo Bolsonaro, ex deputato brasiliano che vive negli Stati Uniti.

Dopo una giornata di incertezza sulla sua destinazione, il senatore sconfitto domenica al ballottaggio presidenziale da Luiz Inácio Lula da Silva ha raggiunto gli Usa insieme alla moglie e alle due figlie. A riferirlo è il portale brasiliano Metrópoles. Secondo i suoi alleati, Bolsonaro intende tenere una conferenza stampa, probabilmente a Washington, per spiegare le ragioni della partenza dal Brasile.

Il viaggio è avvenuto poche ore dopo la scadenza dell’ordine con cui la Corte suprema brasiliana gli aveva imposto di consegnare i passaporti nell’ambito di un’indagine per riciclaggio di denaro. Bolsonaro non ha rispettato il termine fissato dai giudici e i suoi documenti brasiliani sono stati annullati dalla Polizia federale.

Il senatore, che possiede anche la cittadinanza italiana, non è stato formalmente incriminato e respinge le accuse, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica.

L’ordine della Corte suprema e la partenza dal Brasile

Lunedì, il giorno dopo la sconfitta elettorale, Bolsonaro aveva dichiarato pubblicamente che non intendeva lasciare il Paese. Aveva promesso di consegnare i passaporti e di difendersi dalle contestazioni giudiziarie. Il giorno successivo, invece, è partito.

L’ordine di consegna era stato disposto dal giudice Alexandre de Moraes, della Corte suprema federale, che aveva indicato il rischio di fuga e le consistenti disponibilità economiche del senatore tra le ragioni del provvedimento.

L’inchiesta riguarda i presunti rapporti di Bolsonaro con un avvocato coinvolto in un’indagine su un sistema di riciclaggio legato alle scommesse online e alle operazioni finanziarie. Un altro procedimento esamina i finanziamenti raccolti per un film biografico dedicato al padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro. Flávio nega qualsiasi illecito.

Secondo il New York Times, le autorità brasiliane avevano chiesto la consegna dei documenti di viaggio proprio mentre emergevano informazioni su una possibile partenza all’estero. La decisione di lasciare il Brasile ha sorpreso anche alcuni esponenti del suo partito, che si aspettavano di vederlo alla guida dell’opposizione parlamentare.

Washington apre le porte alla famiglia Bolsonaro

Il governo americano ha confermato la disponibilità ad accogliere il senatore e i suoi familiari. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato a Reuters che gli Stati Uniti avrebbero rilasciato i visti necessari per consentire loro l’ingresso nel Paese.

Non risulta invece una concessione formale dell’asilo politico. La distinzione è rilevante: l’autorizzazione all’ingresso negli Stati Uniti non equivale al riconoscimento dello status di rifugiato.

Il fratello Eduardo, che mantiene stretti rapporti con l’amministrazione di Donald Trump, aveva suggerito prima del voto che Flávio avrebbe dovuto lasciare il Brasile in caso di sconfitta. Ora i due si sono ritrovati in Florida, mentre resta da chiarire quale sarà la permanenza del senatore negli Stati Uniti.

Lula attacca: «Una fuga vergognosa»

La partenza ha provocato la reazione del presidente rieletto Luiz Inácio Lula da Silva, che ha definito vergognosa la decisione dell’avversario di lasciare il Paese. Secondo Lula, Bolsonaro avrebbe dovuto rimanere in Brasile e difendersi davanti alla giustizia.

Il senatore ha perso il ballottaggio del 25 ottobre con uno scarto di oltre quattro milioni di voti. Dopo aver denunciato presunte irregolarità, ha annunciato l’intenzione di contestare il risultato, ma la giustizia elettorale ha respinto le accuse relative al prolungamento delle operazioni di voto, deciso per consentire agli elettori ostacolati dalle forti piogge di raggiungere i seggi.

Anche Trump ha criticato lo svolgimento delle elezioni brasiliane, senza presentare prove di brogli. L’accoglienza riservata a Bolsonaro dall’amministrazione americana rischia ora di aggravare le tensioni diplomatiche tra Washington e Brasilia.

La conferenza stampa e le incognite giudiziarie

Secondo gli alleati del senatore, Bolsonaro potrebbe parlare alla stampa già mercoledì 28 ottobre, a Washington. Dovrebbe chiarire le ragioni della partenza, il percorso seguito per raggiungere gli Stati Uniti e le sue intenzioni politiche dopo la sconfitta.

Resta aperta anche la questione giudiziaria. Alla scadenza del mandato senatoriale, prevista per l’inizio del 2027, Flávio Bolsonaro perderà l’immunità parlamentare. Le indagini in corso potrebbero quindi avere conseguenze dirette sulla sua posizione personale. Per il momento non risulta emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Ma il mancato rispetto dell’ordine di consegnare i passaporti apre un nuovo fronte con la giustizia brasiliana.

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