Il numero uno supera Brooksby in tre set e entra nella seconda settimana dello Slam sull’erba. Tra nuove routine, memoria di Parigi e piccoli passi, Sinner costruisce Wimbledon senza iperboli
WIMBLEDON – Jannik Sinner per carattere e stile di vita – perfezionista fino all’ossessione – non dà mai nulla per scontato. È il campione in carica, il numero 1 del mondo ma sa di avere un bersaglio sulla schiena perché tutti vogliono battere il numero 1. Così festeggia l’ingresso nella seconda settimana, cioè negli ottavi, dello Slam sull’erba con la misura di chi fa tutto a piccoli passi perché ciascuno è una conquista e la sconfitta può essere sempre dietro l’angolo.
Il crollo fisico nel secondo turno di Parigi sarà qualcosa che non dimenticherà facilmente ma «sono molto tranquillo», dice: «Se si pensa sempre al passato non si va più avanti. Sto giocando tranquillo, sto facendo tutto bene, certo posso perdere, questo è il tennis».
Una vittoria senza affanni
Il match contro l’americano Jensen Brooksby, n. 82 del ranking, in realtà non lo ha messo in difficoltà e sono bastati tre set (6-4/6-3/6-4) e due ore e 13 minuti per staccare il biglietto per gli ottavi di finale. L’azzurro ha subìto due break nel terzo set e li ha subito recuperati, segno che la reazione è stata pronta e lucida. Le statistiche del match parlano più e meglio delle parole: Sinner ha vinto 97 punti, giocato 73 vincenti, 27 gli errori non forzati, 13 ace e due doppi falli, aggressività nel gioco al 46% contro il 28% di Brooksby. Lui la mette così: «A piccoli passi sto trovando la forma, ogni partita miglioro qualcosa. Non avevo giocato tornei sull’erba prima di arrivare qui ed è un buon segno il fatto che sono ancora in gara. Stiamo alzando il livello, sto servendo meglio e anche la risposta funziona (sono due colpi chiave sull’erba, ndr)». Difficile trovare acuti o iperboli nelle sue analisi post match. È fatto così, prendere o lasciare. Prendiamo molto volentieri.
Il fantasma di Parigi
L’innominato fantasma di Parigi – il verticale e improvviso crollo fisico – è qualcosa che abita, ovviamente, la sua testa di maniaco del controllo e che invece sta imparando – Darren Cahill è il suo maestro – a non poter controllare sempre tutto. A volte bisogna accettare che le cose non vadano come si vorrebbe. Sembrano dettagli e fisime ma in uno sport mentale e solitario come il tennis – in campo i giocatori sono sempre soli e per tempi a volte lunghissimi – sono il pane quotidiano.
Piuttosto si notano nei match di Sinner qui sull’erba di Wimbledon alcuni dettagli che sembrano appartenere a una nuova routine: la borsa frigo in campo per tenere le borracce alla temperatura richiesta; l’asciugamano col ghiaccio da mettere intorno al collo per abbassare la temperatura corporea anche se siamo al massimo intorno ai 30°; l’uscita dal campo e il ritorno nello spogliatoio alla fine di ogni set, il regolamento lo consente – 3 minuti senza il cambio di maglietta, 5 minuti con il cambio di maglietta – ed è quindi bene prendersi anche questo tempo.
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L’avversario inatteso
Il suo prossimo avversario – in campo domenica – è una sorpresa. È un qualificato, si chiama Shintaro Mochizuki, è giapponese, ha 23 anni, alto poco più di un metro e 70 ed è numero 150 del mondo. Ieri si è permesso di eliminare la testa di serie Rafael Jodar in quattro set (1-6/7-6/6-4/6-4) con un gioco aggressivo, quasi da kamikaze, che non ti aspetti da un giapponese.
«Non lo conosco, vedrò un po’ la sua partita». E poi racconta: «Ai miei genitori è stato offerto il Royal Box, li conosco bene ed è impossibile che vengano. Ne abbiamo parlato ma non credo proprio. Hanno altre cose da fare. E li capisco».
Gli altri azzurri
Un altro qualificato – il russo Safiullin – ha eliminato in tre set la testa di serie Joao Fonseca, il prodigio brasiliano che aveva incantato Parigi e castigato Djokovic. Che invece continua il suo torneo, a 39 anni: ora troverà proprio Safiullin.
Il serbo non è nella parte alta del tabellone dove sta Sinner. Parte affollata invece di italiani, oggi tutti in campo: Cobolli contro Khachanov, Berrettini contro Dimitrov. Djokovic è nella parte bassa del tabellone, dove ci sono Zverev, testa di serie numero 2, e Lorenzo Sonego, terzo azzurro in campo oggi (contro Fritz). E poi c’è Jasmine (Paolini) contro la greca Sakkari. Anche Jas migliora match dopo match. Anche il suo sorriso.































