3 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Lug, 2026

Attentato a Monaco, Anastasia Berezovska avvistata a Francoforte: «Non ha agito da sola»

Anastasia Berezovska

La donna ucraina di 39 anni avrebbe lasciato Monaco a piedi, recuperato un’auto in Francia e attraversato l’Italia prima di tornare in Germania. Gli investigatori sospettano che non abbia agito da sola


Anastasia Berezovska, la donna ucraina di 39 anni ricercata per il tentato omicidio dell’uomo d’affari Vadim Ermolaev a Monaco, è stata avvistata a Francoforte. Lo riferisce Reuters citando una fonte giudiziaria del Principato, mentre la polizia tedesca conferma di aver perquisito l’abitazione e l’auto della sospettata, che resta tuttora irreperibile.

La fuga attraverso l’Italia

Secondo gli investigatori, dopo aver depositato il pacco bomba nell’abitazione di Ermolaev e della sua famiglia, Berezovska avrebbe lasciato Monaco a piedi attraversando il confine con la Francia.

A Beausoleil avrebbe recuperato un’auto con targa tedesca, noleggiata in Germania e parcheggiata poco fuori dal Principato, iniziando così la fuga. Le indagini ricostruiscono un percorso che l’avrebbe portata prima in Italia, passando dal confine di Ventimiglia, poi in Svizzera e infine di nuovo in Germania.

Perquisizioni in Germania

La polizia tedesca ha eseguito una perquisizione nell’appartamento in affitto utilizzato dalla donna e sulla vettura che avrebbe impiegato durante la fuga.

«Sono state raccolte prove, ma la donna ricercata è ancora in fuga», hanno fatto sapere gli investigatori.

Il mandato Interpol

Su richiesta della Procura generale di Monaco è stato emesso un mandato di cattura internazionale con codice rosso dell’Interpol. Le ricerche sono ormai estese a livello mondiale.

Secondo le autorità, Berezovska è nota per presunti legami con la criminalità organizzata.

La sospettata non ha agito da sola

In un primo momento il responsabile dell’attentato era stato descritto come un uomo. La svolta è arrivata grazie all’analisi di decine di immagini di videosorveglianza e alla testimonianza di una persona entrata in contatto con la sospettata.

Il procuratore del Principato ha spiegato che la donna avrebbe effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti l’esplosione e che, in alcune occasioni, si sarebbe travestita da uomo per non attirare l’attenzione. Gli investigatori ritengono inoltre che «gli elementi raccolti sembrano indicare» che la sospettata non abbia agito da sola.

L’obiettivo dell’attacco

Le autorità monegasche non hanno ancora confermato ufficialmente l’identità delle vittime, ma fonti concordanti indicano come bersaglio dell’attentato Vadim Ermolaev, imprenditore ucraino di 58 anni con cittadinanza cipriota, la sua compagna e il figlio.

Il bambino è stato ricoverato all’ospedale pediatrico Lenval di Nizza, mentre i due adulti sono stati trasportati al CHU di Nizza. Ermolaev non sarebbe più in pericolo di vita, mentre le condizioni della compagna restano gravi.

Residente nel Principato almeno dal 2021, Ermolaev è sottoposto dal dicembre 2023 a sanzioni dell’Ucraina per i suoi interessi economici in Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. L’attentato ha scosso Monaco, uno dei Paesi considerati tra i più sicuri al mondo, dove episodi di questa gravità sono estremamente rari.

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