9 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Lug, 2026

Trump scuote i mercati: Borse in rosso, il petrolio torna in corsa

Le nuove tensioni in Medio Oriente riaccendono l’incertezza sui mercati finanziari, con le parole di Donald Trump che fanno scattare le vendite sulle Borse e spingono il petrolio verso gli 80 dollari


Basta una frase. Anzi, basta Donald Trump. I mercati finanziari, che da settimane provano a convincersi che il peggio è alle spalle, hanno scoperto ancora una volta quanto sia sottile il confine tra ottimismo e paura. Il presidente americano ha riaperto il fronte mediorientale con dichiarazioni che hanno avuto l’effetto di una doccia gelata sulle Borse e di una fiammata sul petrolio. Il risultato è quello che gli investitori conoscono fin troppo bene: listini in rosso, greggio in corsa e operatori che tornano a fare i conti con il più antico degli ingredienti della finanza, l’incertezza.

Mercati in rosso dopo le parole di Trump

Le piazze europee hanno archiviato la seduta con il segno meno ben piantato davanti agli indici. Milano limita i danni e perde l’1,22%, riuscendo comunque a difendere la soglia dei 52 mila punti, chiudendo a quota 51.817. Va peggio a Parigi, che lascia sul terreno il 2,2%, mentre Francoforte fa ancora peggio con un ribasso del 2,3%. Anche Wall Street imbocca la stessa strada, appesantita da un clima che torna improvvisamente a sapere di crisi internazionale.

A cambiare l’umore dei mercati sono state le parole del presidente degli Stati Uniti. Trump ha definito l’Iran un Paese “bugiardo e malato”, sostenendo che la tregua ormai appartiene al passato e rilanciando la minaccia di nuovi attacchi.

Il primo a reagire è stato il petrolio, che sembra aver ritrovato il gusto della corsa. Il Brent ha infilato il quinto rialzo consecutivo ed è tornato a sfiorare la soglia psicologica degli 80 dollari al barile. Una quota che fino a pochi giorni fa sembrava lontana, quando si scommetteva su un progressivo raffreddamento delle tensioni in Medio Oriente. Invece il mercato dell’energia ricorda ancora una volta di avere nervi sensibilissimi: basta lo spettro di una nuova crisi nell’area del Golfo perché i prezzi riprendano a correre.

Anche il gas naturale segue la corsa dell’energia

A ruota si muove anche il gas naturale, che torna a salire seguendo la tradizionale staffetta con il petrolio. Il timore è sempre lo stesso: se il quadro geopolitico dovesse deteriorarsi ulteriormente, l’effetto contagio potrebbe coinvolgere tutta la filiera energetica europea, proprio mentre famiglie e imprese speravano di essersi lasciate alle spalle il peggio della crisi energetica.

A Piazza Affari, non a caso, sono proprio i titoli petroliferi a svolgere il ruolo di salvagente, contenendo le perdite dell’indice principale. Quando il greggio sale, i produttori fanno festa e gli investitori si rifugiano nei comparti che beneficiano direttamente dell’aumento delle quotazioni. È il vecchio copione della finanza: ciò che pesa sui consumatori spesso sorride agli azionisti del settore energetico.

Ma il petrolio non resta confinato nelle sale operative delle Borse. Esce rapidamente dai monitor dei trader e arriva fino ai distributori di carburante. Gli automobilisti italiani, infatti, stanno già facendo i conti con il quinto rialzo consecutivo dei prezzi alla pompa, una sequenza iniziata dopo la fine dello sconto sulle accise deciso dal governo il 3 luglio. La benzina in modalità self service sale a una media nazionale di 1,855 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 1,941 euro. In autostrada il conto è ancora più salato.

Carburanti più cari e rischio stangata estiva per le famiglie

Un aumento che arriva nel momento peggiore possibile, proprio mentre milioni di italiani preparano le partenze estive. Le associazioni dei consumatori fanno rapidamente i conti: tra rincari diretti dei carburanti e aumenti dei costi di trasporto delle merci, l’effetto sulle famiglie rischia di trasformarsi nell’ennesima stangata estiva. Le imprese chiedono un ritorno dello sconto fiscale sulle accise, mentre il governo osserva con attenzione l’evoluzione della crisi internazionale.

Come se non bastasse, gli investitori devono contemporaneamente fare i conti con un’altra fonte di ansia: le banche centrali. Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha provato a rassicurare il mercato, escludendo la prospettiva di un nuovo maxi rialzo del costo del denaro in Europa e ricordando che oggi il quadro economico è diverso rispetto a quello vissuto durante la grande fiammata inflazionistica.

LEGGI Buti: «Tregua illude i mercati. Ora indipendenza energetica e rinnovabili»

Ma in giornate come questa la politica pesa più della matematica e la geopolitica vale più dei modelli econometrici. I mercati possono sopportare tassi più alti, utili in calo e perfino qualche dato macroeconomico deludente. Quello che faticano a digerire sono le sorprese.

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