4 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Giu, 2026

Tregua Israele-Libano, ucciso un casco blu Unifil. Idf: raid proseguono

Raid in Libano

Israele e Libano annunciano il rinnovo del cessate il fuoco con la mediazione degli Stati Uniti, ma sul terreno la violenza non si ferma. Un casco blu dell’Unifil è stato ucciso nel sud del Libano, mentre nuovi raid colpiscono il Libano meridionale e Gaza City


A poche ore dall’annuncio dell’accordo tra Israele e Libano per il rinnovo del cessate il fuoco, la guerra torna a colpire il terreno. Un casco blu dell’Unifil è stato ucciso nel sud del Libano e altri due militari sono rimasti feriti in un attacco contro una base delle Nazioni Unite. Nella Striscia di Gaza nuovi raid israeliani hanno provocato almeno nove morti, tra cui quattro bambini.

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L’accordo raggiunto a Washington

Israele e Libano hanno annunciato mercoledì il rinnovo del cessate il fuoco e l’avvio di un percorso negoziale verso un’intesa più ampia. L’accordo è stato raggiunto al termine di due giorni di colloqui ospitati dal Dipartimento di Stato americano e sostenuti direttamente da Washington.

L’intesa prevede la creazione di “zone pilota” sotto il controllo esclusivo dell’esercito libanese e l’esclusione di tutti gli attori armati non statali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza dello Stato libanese nel sud del Paese e ridurre progressivamente il ruolo delle milizie lungo il confine con Israele.

Il nodo Hezbollah

Il principale punto interrogativo riguarda Hezbollah. Il movimento sciita sostenuto dall’Iran non ha partecipato ai negoziati e non è firmatario dell’accordo. Il cessate il fuoco è infatti subordinato alla cessazione completa degli attacchi del gruppo armato e al ritiro dei suoi combattenti dall’area a sud del fiume Litani.

Negli ultimi mesi Hezbollah ha intensificato gli attacchi contro Israele in sostegno a Teheran, mentre l’esercito israeliano ha colpito ripetutamente le sue roccaforti nel sud del Libano e nell’area di Beirut.

L’uccisione del casco blu

Poche ore dopo l’annuncio della tregua, l‘Unifil ha comunicato la morte di un proprio militare e il ferimento di altri due soldati in un attacco contro una base della missione nel sud del Libano.

Secondo il ministero della Difesa di Belgrado, il militare ucciso era serbo. La Farnesina ha precisato che l’attacco è avvenuto nel settore orientale della missione e che nessun militare italiano è rimasto coinvolto. L’episodio rappresenta uno dei più gravi incidenti che abbiano coinvolto la forza di pace delle Nazioni Unite dall’inizio della nuova fase del conflitto.

Raid nel sud del Libano nonostante la tregua

I media ufficiali libanesi hanno inoltre riferito di nuovi attacchi israeliani nel sud del Paese dopo l’annuncio dell’accordo.

L’agenzia statale Nna parla di raid condotti con droni contro diverse località del Libano meridionale. Almeno uno degli attacchi avrebbe provocato feriti. Gli episodi mostrano quanto sia fragile il cessate il fuoco e quanto resti difficile trasformare l’intesa diplomatica in una reale sospensione delle ostilità.

L’avvertimento dell’Idf ai civili

A confermare che la situazione sul terreno resta tutt’altro che stabilizzata è arrivato anche un messaggio diffuso dal portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano. In un avviso rivolto ai residenti del Libano meridionale, l’Idf ha invitato la popolazione a non dirigersi a sud del fiume Zahrani.

«I combattimenti nel Libano meridionale continuano, mentre l’esercito israeliano prosegue nel colpire strutture e infrastrutture di Hezbollah presenti nei vostri villaggi e nelle loro vicinanze», si legge nel comunicato. L’esercito israeliano ha sostenuto di non voler arrecare danni alla popolazione civile, ma ha avvertito che «chiunque si rechi verso sud mette a rischio la propria vita».

Il messaggio rappresenta uno dei segnali più evidenti delle difficoltà nel trasformare l’accordo annunciato a Washington in una reale cessazione delle ostilità sul terreno.

La marcia indietro di Netanyahu

L’accordo arriva dopo giorni di forte tensione tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Il premier israeliano aveva minacciato di colpire nuovamente Beirut e di intensificare la campagna contro Hezbollah.

La posizione è cambiata dopo le pressioni americane e dopo che Teheran aveva minacciato di interrompere i negoziati con Washington. Per la Casa Bianca, la stabilizzazione del fronte libanese è infatti considerata un passaggio essenziale per mantenere aperto il dialogo con l’Iran.

Nuove vittime a Gaza

Mentre si cerca di consolidare la tregua in Libano, la guerra continua nella Striscia di Gaza. Secondo fonti dell’ospedale al-Shifa citate da Al Jazeera, almeno nove persone sono morte in un raid israeliano contro un edificio residenziale a Gaza City. Tra le vittime quattro bambini.

L’emittente sostiene che gli attacchi siano stati effettuati senza alcun preavviso alla popolazione civile. Le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie mentre diversi feriti, tra cui donne e minori, restano in condizioni critiche.

Khamenei rivendica la resistenza iraniana

Sul fronte politico, il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato che Stati Uniti e Israele hanno subito una «bruciante sconfitta» nella guerra contro l’Iran. Secondo Khamenei, dopo il fallimento degli obiettivi militari, i due Paesi starebbero cercando di indebolire Teheran alimentando «dubbio, paura, sfiducia e divisione» all’interno della società iraniana.

Una tregua ancora tutta da costruire

Israele e Libano torneranno a incontrarsi il 22 giugno per proseguire i colloqui. Ma l’uccisione di un casco blu, i nuovi raid nel sud del Libano e le vittime civili a Gaza mostrano che il cessate il fuoco esiste soprattutto sulla carta. La vera sfida sarà trasformare un accordo diplomatico in una tregua rispettata sul terreno.

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