Adesso Giorgia Meloni deve fare attenzione. Perché la legittima difesa è il confine che separa il diritto di difendersi dal diritto di farsi giustizia da sé. È il limes dove la civiltà distingue se stessa dallo stato di natura.
Oltre quella linea non c’è solo una diversa politica criminale. C’è una diversa idea dello Stato e, soprattutto, della società. Varcarlo vuol dire offrire per la prima volta un appiglio concreto alla retorica più ideologica e settaria che dipinge la destra di governo come fascista. Non perché lo sia. Continuiamo a considerare quella categoria una semplificazione storica e politica che abbiamo sempre contestato. Ma si può diventare pericolosi senza essere fascisti. E questa maggioranza rischia di diventarlo.
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L’etica della responsabilità
La buona cultura politica vive di etica della responsabilità, di misura, di senso del limite. Sa che governare significa ricondurre gli istinti alla ragione, la paura alla civiltà giuridica. La spregiudicatezza, invece, assume il senso comune come fonte del diritto. Non prende le domande che salgono dalla società per sottoporle al vaglio della conoscenza e dei saperi. Compie il percorso opposto.
Riduce la complessità del diritto penale alla semplicità dell’indignazione. Cancella la sua razionalità, inevitabilmente controintuitiva, fondata sul bilanciamento di beni, interessi e valori, per ricondurre tutto a una logica binaria. Di qua il bene. Di là il male. Di qua la vittima. Di là il delinquente.
Il monopolio della forza
È precisamente ciò che accade con la proposta della Lega sulla legittima difesa. Stabilire che «è lecita qualsiasi reazione nell’immediatezza di un’aggressione armata in casa o nel proprio esercizio commerciale, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta», significa alterare l’architettura stessa della legittima difesa, varcare in senso inverso il confine oltre il quale il monopolio della forza è stato sottratto al singolo e affidato allo Stato. La proporzionalità della difesa rispetto all’offesa e l’attualità del pericolo non sono cavilli per giuristi. Sono le condizioni di una deroga eccezionale a quel monopolio.
Che cos’è l’«immediatezza»
Ma proprio qui si apre una questione decisiva. Che cos’è, esattamente, l’«immediatezza dell’aggressione»? Quanto dura? Cinque secondi? Cinque minuti? Un’ora? Coincide con l’azione offensiva oppure comprende anche il tempo della paura, della rabbia?
Era nell’immediatezza il gioielliere Roggero che, raggiunti i banditi in fuga sull’auto, li ha freddati a bruciapelo? Era nell’immediatezza l’imprenditrice Cinzia Dal Pino quando, dopo essere stata scippata della borsa, ha inseguito il rapinatore con l’automobile fino a investirlo, passandogli sopra con l’auto fino a ucciderlo? Se l’immediatezza coincide con l’intensità e la durata del turbamento soggettivo della vittima, è il turbamento, e non più il diritto, a stabilire il confine della reazione lecita. Ma il diritto che ratifica l’istinto confonde la ritorsione con la difesa.
Le responsabilità della politica
Se ne rende conto Matteo Salvini, che sta conducendo una campagna elettorale permanente anche a costo di mettere in discussione principi fondativi della civiltà? Se ne rendono conto due giuriste come Giulia Bongiorno e Simonetta Matone, che rischiano di barattare due onorabili carriere togate con il piatto di lenticchie di un recupero elettorale? Se ne rendono conto i governatori della Lega, prudentemente defilati, come se tutto questo non li riguardasse? E, ancora, gli alleati di Forza Italia? E soprattutto, se ne rende conto Giorgia Meloni?
La rincorsa a Vannacci
La risposta è: soltanto in parte. Prevale l’idea che Salvini sia un alleato da contenere, che abbai molto e morda poco. E poiché Roberto Vannacci abbaia ancora più forte, Lega e Fratelli d’Italia ritengono di poter rincorrere quel linguaggio, imitandone i toni senza pagarne il prezzo. Così la stessa presidente del Consiglio finisce per partecipare a questa rincorsa. Lo ha fatto sostenendo la norma del Decreto Sicurezza che esclude il risarcimento civile nei confronti di chi abbia commesso un reato, una disposizione della cui compatibilità costituzionale è lecito dubitare.
Il ragionamento che presiede a questa norma è un altro trionfo del senso comune. Se hai commesso un reato, dice la premier, ti sei posto fuori dal consorzio civile. Se nella reazione contro di te vengono superati i limiti imposti dall’ordinamento, la responsabilità civile è comunque tua. Te la sei cercata. La tua violazione riporta il conflitto tra reo e vittima allo stato di natura. Dove nessuno risponde più di nulla e qualunque reazione è ammessa. Ma a Meloni sfugge che l’autore di un reato non perde, per questo, la sua qualità di cittadino, la tutela della legge, il diritto a una qualche proporzione.
La dittatura del senso comune
È difficile immaginare che uno statista non colga la gravità di un simile slittamento. O che trovi più conveniente assecondarlo e promuoverlo nel corpo sociale affinché ciascuno si convinca, esattamente come sta accadendo, che se scavalco un muro per rubare le mele nel giardino del vicino – il furto in abitazione rientra tra i reati contemplati – e vengo sparato e ucciso, i miei cari non avranno alcun diritto ad alcun risarcimento. Basta frequentare pochi minuti i social per constatare come questa dittatura del più rozzo senso comune stia facendosi convinzione diffusa tra la gente. Insieme all’idea che sia lecito maneggiare la giustizia come lo è discutere sulla tattica dell’allenatore nella partita della propria squadra di calcio.
Il confine da non superare
Chi asseconda questa deriva diventa pericoloso. È giunto il momento di dirlo. A un anno dalle elezioni prevale l’idea che, pur di non farsi scavalcare, sia lecito inseguire la lepre Vannacci oltre qualunque confine. Ma se, anziché governarne il senso comune, governa con il senso comune, la destra commette l’errore clamoroso di concimare una ferocia sociale che non sarà più gestibile. E di ciò che sarà diventato questo povero Paese avrà piena responsabilità.






























