Secondo i media ucraini, Anastasiia Berezovska è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco nei pressi della capitale. Fermate due persone, tra cui un funzionario dell’intelligence
È stata trovata morta nei pressi di Kiev Anastasiia Berezovska, la donna ricercata dall’Interpol con l’accusa di aver tentato di uccidere l’imprenditore di origini ucraine Vadim Yermolayev con un ordigno esplosivo a Monaco di Baviera.
La notizia è stata riportata dal quotidiano ucraino Ukrainska Pravda, che cita fonti investigative. Secondo le prime informazioni, la donna sarebbe stata uccisa con colpi d’arma da fuoco.
Due persone arrestate
Per l’omicidio sono state arrestate due persone. Secondo le fonti citate dai media ucraini, uno dei fermati è un funzionario in servizio presso la Direzione generale dell’intelligence ucraina, mentre il secondo è un ex appartenente alle forze dell’ordine. Le autorità, al momento, non hanno reso noto il possibile movente del delitto.
Il mandato dell’Interpol
Su Berezovska pendeva un mandato di ricerca internazionale emesso dall’Interpol. Le accuse erano di tentato omicidio, collocamento di un ordigno esplosivo su una strada pubblica con finalità criminali e associazione a delinquere.

Chi era Vadim Ermolaev
Ermolaev era uno degli uomini d’affari più ricchi dell’Ucraina. Ha costruito la sua fortuna nel settore immobiliare, nella produzione e importazione di alcolici, cosmetici e detergenti. Per anni è stato soprannominato «il re di Dnipro» e il suo patrimonio è stimato vicino al miliardo di euro.
Fonti vicine all’inchiesta lo descrivono come un «rifugiato Vip» nel Principato dall’inizio del conflitto. Al momento dell’esplosione si trovava nel condominio con la compagna e il figlio.

Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina ottenendo quella cipriota. Le autorità di Kiev lo accusano di aver continuato a controllare, attraverso prestanome, le aziende del gruppo Alef in Crimea anche dopo l’occupazione russa del 2014. Per questo nel 2023 è stato colpito da sanzioni ucraine. Nonostante ciò, alcune società a lui riconducibili hanno ottenuto concessioni pubbliche, compresa quella per l’estrazione del marmo destinato al futuro Santuario degli Eroi, il grande cimitero militare in costruzione alle porte di Kiev.































