27 Ott, 2026

Pozzuoli, otto arresti. Confessa il giovane che ha colpito il tifoso con una mazza

Gli scontri

Cinque maggiorenni e tre minorenni arrestati per gli scontri dopo Puteolana-Portici. Il giovane accusato di aver colpito Mario Spedaliere alla testa ha confessato e indicato dove aveva nascosto la mazza. Il 34enne è ricoverato in gravissime condizioni


Otto arresti, tra cui tre minorenni, e la confessione del giovane accusato di aver colpito alla testa con una mazza di legno Mario Spedaliere, il tifoso 34enne del Portici gravemente ferito domenica dopo la partita contro la Puteolana. È la svolta nelle indagini sull’aggressione avvenuta all’esterno dello stadio Conte di Pozzuoli.

Nella notte polizia e carabinieri hanno arrestato cinque maggiorenni e tre minorenni, tutti accusati di rissa aggravata. Al giovane che ha ammesso di aver sferrato il colpo vengono contestate anche le lesioni gravissime.

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La confessione e la mazza nascosta dopo l’aggressione

A identificare il presunto responsabile sono state le testimonianze dei tifosi del Portici e le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Durante gli accertamenti, il giovane ha ammesso di aver colpito Spedaliere e ha indicato agli investigatori il luogo in cui aveva nascosto il bastone dopo gli scontri. L’arma è stata recuperata e sequestrata dai carabinieri.

Gli arresti sono stati eseguiti in flagranza differita: quattro dai carabinieri e quattro dal commissariato di Pozzuoli. Tra gli arrestati figura anche un tifoso del Portici, amico della vittima. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli e dalla Procura per i minorenni.

Per i tre minorenni coinvolti si tratta dei primi arresti in flagranza differita dopo il decreto sicurezza del 23 ottobre, che ha esteso questa possibilità anche ai minori.

L’imboscata dopo Puteolana-Portici: «Spacchiamogli la testa»

L’aggressione è avvenuta domenica, al termine della partita di Eccellenza tra Puteolana 1902 e Portici 1906, vinta dagli ospiti per 2-0. La gara non era stata considerata a rischio e la Prefettura non aveva vietato la trasferta ai sostenitori del Portici, una quarantina di persone. Non erano state segnalate tensioni particolari né prima né durante l’incontro.

Al triplice fischio, però, la situazione è cambiata. «Abbiamo capito che stava per succedere qualcosa perché un gruppo di ragazzini urlava “spacchiamogli la testa”», aveva raccontato un giovane tifoso del Portici. Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni appartenenti alle frange estreme della tifoseria locale avrebbero lasciato lo stadio una decina di minuti prima della fine della partita per bloccare con le automobili la strada verso la Tangenziale, principale via di uscita per gli ospiti.

I sostenitori del Portici, lasciati uscire senza una scorta separata rispetto ai tifosi di casa, sono stati raggiunti e aggrediti. Durante gli scontri Spedaliere è stato colpito violentemente alla testa.

Mario Spedaliere operato per un’emorragia cerebrale

Il 34enne, padre di due figli e con la moglie in attesa del terzo, è stato ricoverato all’ospedale di Pozzuoli e sottoposto a un intervento chirurgico per un’emorragia cerebrale. Le sue condizioni, secondo le ultime informazioni disponibili, restano gravissime e la prognosi è riservata.

Alla vigilia degli arresti, la sorella aveva lanciato un appello in lacrime perché il responsabile si costituisse. «I medici ci hanno dato poche speranze, vogliamo giustizia», avevano dichiarato i familiari.

Il padre, Massimo Spedaliere, aveva denunciato anche le carenze nella gestione della sicurezza: «Le forze dell’ordine potevano gestire meglio la sicurezza nello stadio e soprattutto fuori. Non si fanno uscire le tifoserie ospiti pochi minuti dopo quella casalinga e senza scorta». Poi, rivolgendosi all’aggressore, aveva aggiunto: «Sono anche disposto a perdonarlo, ma deve chiedere scusa».

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