30 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Lug, 2026

Governo accelera su IA e riconoscimento facciale in uso a polizia, l’ira delle opposizioni

Immagini da telecamere di videosorveglianza

Il decreto legislativo sul riconoscimento facciale accelera in Senato. Opposizioni allo scontro, il Garante della Privacy chiede modifiche



Una accelerazione che non ha mancato di sollevare più di semplici polemiche, visto il tema e visto il momento. L’esecutivo ha deciso di velocizzare le operazioni in Commissione politiche europee al Senato sullo schema di decreto legislativo che adegua la normativa nazionale ai sistemi e alle regole europee sull’uso dell’intelligenza artificiale e del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia. Il governo, in sostanza, sposta il confine dell’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, accelerando sul decreto che recepisce l’AI Act europeo. Cosa cambierebbe? Per sette giorni, nei luoghi ritenuti più sensibili – piazze, stadi, cortei – i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera potranno restare in memoria. Se nel frattempo verrà commesso un reato, diventeranno materiale d’indagine. Altrimenti, saranno cancellati.

“Il Grande Fratello”

Lo scontro politico, segnato dai postumi delle violenze di Bologna e dalla guerriglia No Tav, si infiamma, facendo insorgere le opposizioni. Tutto avviene ieri tra i banchi della commissione Politiche europee del Senato: la maggioranza tira dritto sul parere favorevole, Pd e M5s chiedono un rinvio. Di fronte al diniego, i senatori dell’opposizione si alzano e lasciano i lavori, denunciando un “blitz” della maggioranza.


A essere “sotto tiro” non è l’uso del riconoscimento facciale dopo un reato – questo già disciplinato dall’AI Act in casi rigorosamente delimitati – ma quello che lo precede, e cioè la raccolta preventiva dei dati biometrici di chi entra in un’area ritenuta sensibile. Uno spazio quindi molto più esteso, nel quale il centrosinistra vede affacciarsi il modello di “sorveglianza generalizzata” che Bruxelles, attraverso il testo entrato in vigore due anni fa e firmato dagli ex commissari Margrethe Vestager e Thierry Breton, ha cercato di tenere fuori dall’Europa, una sorta di “Grande Fratello”, ovvero la “profilazione di massa”.

Dati raccolti prima del reato

Al contrario, nelle oltre novanta pagine di decreto, l’intelligenza artificiale diventa a pieno titolo uno strumento nelle mani delle forze di polizia. L’articolo 8 apre al riconoscimento biometrico in tempo reale nei casi più estremi – terrorismo e ricerca di persone scomparse – con l’autorizzazione, su richiesta anche orale, dell’autorità giudiziaria. Ma l’articolo 10 è il vero e proprio caso: se il testo europeo disciplina i momenti successivi a un reato, quello italiano si occupa anche del “prima”.

Il senatore dem Filippo Sensi ha scritto sui social: «Ennesima forzatura sui diritti e le libertà in Commissione Affari Europei. Palazzo Chigi ordina, il Parlamento si piega. Il riconoscimento facciale a strascico fa un passo avanti molto pericoloso. Un altro mattoncino per lo Stato di Polizia che verrà». Il senatore Pietro Lorefice del M5s ha invece detto: «Sono stato costretto ad abbandonare i lavori della Commissione Politiche Ue per protestare contro una forzatura gravissima della maggioranza. Avevamo chiesto di attendere le audizioni già calendarizzate su un provvedimento che incide direttamente su diritti e libertà dei cittadini, ma si è scelto di tirare dritto».

Diversa la posizione di Fratelli d’Italia: il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue a Palazzo Madama, ha spiegato che «la Commissione ha esaminato oggi (ieri, ndr) lo schema di decreto e ha approvato osservazioni favorevoli, sottolineandone la coerenza con il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale e con la delega conferita dal Parlamento con la legge n. 132 del 2025».

Il Garante della Privacy: modifiche


Il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è, invece, secondo il Garante della Privacy, coerente con l’AI Act, che consente il riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate. L’elaborazione dei dati biometrici dovrebbe quindi avvenire esclusivamente sulle registrazioni già acquisite e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive. Infine, il Garante chiede che anche le disposizioni relative all’identificazione biometrica disciplinate dal nuovo articolo 359-ter del codice di procedura penale prevedano l’espresso divieto di utilizzare banche dati ottenute mediante tecniche di scraping indiscriminato o in violazione della normativa sulla protezione dei dati personali. Obiezioni che accompagneranno inevitabilmente il decreto fino alla fine: nelle prossime ore il testo approderà alle commissioni Affari europei della Camera e Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. Prima dell’ultimo ritorno in Consiglio dei ministri.

LEGGI: Più regole per le IA: la guerra fredda tra Cina e Usa per il controllo dell’innovazione

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