30 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Lug, 2026

Caso Fakir, 12 indagati per gli scontri di Bologna

La Procura apre il fascicolo su 12 indagati dopo gli scontri di Bologna seguiti alla manifestazione per Abderrahim Fakir


Sono dodici le persone indagate dalla Procura di Bologna per gli scontri scoppiati a margine della manifestazione per Abderrahim Fakir. Il fascicolo, affidato al pubblico ministero Stefano Dambruoso, è stato aperto ufficialmente ieri e contesta agli indagati resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra loro anche il ventenne arrestato la sera dei disordini e rimesso in libertà il giorno successivo con il divieto di dimora. Il numero potrebbe crescere, perché la polizia sta ancora esaminando centinaia di filmati. Negli scontri di quattro ore davanti alla prefettura, sono rimasti feriti 64 agenti.

Dodici indagati per gli scontri davanti alla prefettura

Sul fronte dell’inchiesta per la morte del quarantaduenne, avvenuta il 19 luglio in via Italo Svevo, al Pilastro, l’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti iscritti nel registro delle annotazioni preliminari, ha depositato ieri un’istanza alla Procura.

Chiede che la consulenza informatica già disposta sul telefono di Fakir venga estesa anche ai video acquisiti dagli investigatori. Una quindicina di filmati, fra cui la registrazione della bodycam di uno dei due agenti, che dura circa quaranta minuti. Secondo il legale, una perizia consentirebbe di collocare cronologicamente le immagini, ricostruendo una sequenza continua dall’inizio alla fine. E di migliorarne la qualità visiva e l’audio.

La Procura difende il coordinamento dei magistrati

Sempre ieri la Procura ha risposto alla richiesta dell’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia, che aveva chiesto di affidare gli accertamenti a un corpo investigativo diverso dalla polizia. La garanzia migliore di terzietà e di distanza fra i fatti e chi indaga, fanno sapere da via Garibaldi, è il coordinamento dei pubblici ministeri, che seguono il caso come collegio: i sostituti Domenico Ambrosino e Francesca Arienti con la procuratrice aggiunta Morena Plazzi.

«Ho fiducia nei magistrati, ma il clima creato dalla politica è irrespirabile», ha commentato Anselmo. Il legale ha poi definito una lezione di «educazione e civiltà a tutta la polizia sindacalmente rappresentata» le parole della sorella e della nipote di Fakir, che dopo l’incontro con il capo della polizia Vittorio Pisani avevano detto di «avere fiducia nella polizia italiana».

La partita dei video è ormai il cuore dell’inchiesta. Il primo filmato, diffuso dai familiari e girato da un residente dalla finestra, mostra Fakir a terra a faccia in giù, con due agenti che lo tengono fermo mentre grida e chiede aiuto.

Ne sono poi usciti altri, sui minuti precedenti, con l’uomo in stato confusionale, e sulla rianimazione tentata mentre le caviglie erano ancora legate. Un video mostra una macchia di sangue sotto la testa. Per la difesa degli agenti è una ferita che Fakir si sarebbe procurato sfregando il capo sull’asfalto, per la famiglia la conseguenza di percosse.

La questione della bodycam e delle immagini mancanti

Alcuni fotogrammi della bodycam sono poi finiti in televisione, benché il filmato sia coperto dal segreto e non sia stato consegnato ai legali della famiglia, che hanno denunciato la rivelazione di atti d’ufficio.

Da sciogliere il nodo delle eventuali immagini che potrebbero essere state registrate dalla videocamera di sorveglianza installata in via Svevo e che potrebbe aver ripreso l’intera scena.

I magistrati intanto stanno ascoltando i testimoni. Dopo i tre familiari, sentiti lunedì per due ore, tocca ora a chi ha assistito all’intervento, a chi ha chiamato il 118 e ai quattro cittadini che hanno aiutato gli agenti nelle fasi del contenimento.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una ricostruzione ordinata e attendibile di quanto accaduto, e capire se restino vuoti da colmare.

L’analisi del telefono di Fakir

Oggi è in programma un passaggio delicato. Il conferimento dell’incarico per l’analisi del telefono cellulare di Fakir, sequestrato nei giorni scorsi. Si tratta di un accertamento irripetibile. Affidato all’ingegnere informatico Giuseppe Ferraro, e servirà a ricostruire gli ultimi contatti dell’uomo e a chiarire perché quella mattina si trovasse al Pilastro. Nella stessa occasione la Procura deciderà anche sull’istanza di Bordoni.

Sul piano politico, il sindaco Matteo Lepore, che dopo le minacce di morte ricevute sui social è ora sotto scorta, ha ribadito che Bologna possiede «anticorpi democratici molto forti» e ha invitato la stampa ad approfondire quanto avvenuto in rete nelle ultime due settimane. Perché «ci sono delle leggi e ci sono delle regole» e perché i prossimi mesi saranno importanti per la democrazia del Paese.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invece giudicato «un piccolo azzardo» la scelta di convocare la manifestazione quando non era ancora stata eseguita l’autopsia e non erano stati ascoltati i civili intervenuti, pur riconoscendo la buona fede del sindaco.

Le reazioni della politica e l’appello ad abbassare i toni

La Russa ha inoltre proposto di studiare, possibilmente in modo unitario, una nuova figura di reato contro l’escalation della violenza di piazza, sul modello di quanto fatto per il femminicidio.

In difesa di Lepore è intervenuto il deputato Pd e Presidente del Copasir Lorenzo Guerini: il sindaco, ha detto, ha compiuto la scelta che riteneva più giusta per la sua comunità, in una città che ha sempre reagito ai momenti difficili con grandi mobilitazioni. Guerini ha poi invitato tutti ad abbassare i toni e a non condizionare il lavoro della magistratura.

Restano infine fuori servizio i protagonisti dell’intervento. I quattro volontari della Croce Rossa non sono tornati sulle ambulanze, in attesa che si concluda l’indagine interna avviata dall’azienda sanitaria. I due agenti risultano in ferie: uno era stato inizialmente spostato agli uffici interni, l’altro aveva trascorso un primo periodo in malattia per le lievi ferite riportate quel giorno.

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