4 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Lug, 2026

Tifoso ferito al derby di Torino: chiesti i domiciliari per un poliziotto

La Procura di Torino ha chiesto i domiciliari per un poliziotto che, in occasione del derby cittadino dello scorso 24 maggio, avrebbe lanciato un lacrimogeno ferendo alla testa un tifoso. Il padre del ferito: «Quell’agente non merita di stare nelle forze dell’ordine»


C’è «un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di polizia in forza al V reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza». Così il procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, a proposito della richiesta di arresti domiciliari per il poliziotto che avrebbe sparato un lacrimogeno ferendo Marco Basoccu. Il ferimento, secondo il procuratore, è legato alla «esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della polizia di Stato incurante delle possibili gravissime conseguenze». Di qui l’ipotesi accusatoria di lesioni aggravate.

Le indagini

All’individuazione del poliziotto indagato si è giunti «attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della polizia di stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche». Bombardieri riferisce di una «attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla squadra mobile di Torino coordinata da questa procura della Repubblica».

La reazione dei Basoccu

Pier Luigi Basoccu, padre del tifoso ferito gravemente alla testa dal lacrimogeno, non ha dubbi: l’agente indagato «non può più essere mantenuto tra quelle che vengono definite giustamente le forze dell’ordine». «Una riflessione che mi viene da fare – dice il padre del tifoso – è che sicuramente sapeva di essere stato lui a colpire il ragazzo. Mi sarei aspettato che da uno che ha fatto la scuola di polizia ci fosse una confessione spontanea, magari non sul momento, ma che il giorno dopo andasse a dire “guardate, sono stato io, ho avuto un momento…”. Invece è stato zitto, sperando di farla franca. Ma poi alla fine la verità e la giustizia, come nelle favole, non sempre, ma spesso trionfa». 

La difesa dell’agente

Pronta la replica dell’avvocato Paolo Chicco, legale dell’agente indagato per il ferimento del tifoso: «Il nostro assistito ha, come riteneva fosse suo dovere, risposto davanti al giudice a tutte le domande e reso tutti i chiarimenti richiesti». L’interrogatorio preventivo dell’agente, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari, si è svolto ieri pomeriggio. L’avvocato Chicco, però, mantiene il più stretto riserbo: «Per rispetto delle decisioni che il giudice vorrà assumere non intendiamo allo stato rilasciare alcuna dichiarazione al riguardo, augurandoci che altrettanto facciano le altre parti istituzionali».

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