28 Ott, 2026

Siher torna libero, Meloni attacca la giudice: «Vergogna». L’Anm: «Intimidazione»

Youssef Siher

La giudice Tiziana Landoni respinge la richiesta di carcere per il ricercatore che amministrava il canale Telegram «Movimento 17 ottobre». Nelle 37 pagine del provvedimento distingue la disobbedienza civile dall’istigazione a delinquere. La premier attacca, l’Anm denuncia la delegittimazione della magistratura


Youssef Siher torna in libertà. La giudice per le indagini preliminari di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher e ha respinto la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura. Il ricercatore trentenne, accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, è tornato libero senza misure cautelari. La decisione ha aperto un nuovo scontro tra governo e magistratura. Giorgia Meloni ha attaccato la gip, definendo «vergognosa» la scarcerazione, mentre le opposizioni hanno accusato la premier di voler delegittimare i giudici.


Siher era stato fermato sabato scorso, individuato dagli investigatori come amministratore dei canali social del Movimento 17 ottobre, nato dopo gli scontri e le devastazioni di Milano del 17 e 18 ottobre. Secondo la Procura, attraverso quei canali avrebbe promosso nuove mobilitazioni contro il governo. La pm Francesca Crupi e il procuratore Marcello Viola avevano chiesto che rimanesse in carcere. La gip ha invece escluso, allo stato degli atti, la presenza di gravi indizi di colpevolezza sufficienti a convalidare il fermo. La decisione non ha chiuso l’inchiesta né ha rappresentato un’assoluzione, ma ha segnato una battuta d’arresto per l’impostazione accusatoria.

Un nuovo scontro tra governo e magistratura

A trasformare la vicenda in un caso politico è stata la reazione della presidente del Consiglio. In un video pubblicato sui social, Meloni ha dichiarato: «Lo dico senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher». La premier ha richiamato il ruolo attribuito al ricercatore nella gestione dei canali del Movimento 17 ottobre, sostenendo che attraverso quei profili venissero incoraggiate nuove manifestazioni. Ha quindi parlato di una «mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine». Un attacco diretto alla decisione della giudice, arrivato mentre l’inchiesta sulle violenze era ancora aperta.

La replica dell’Anm

La replica della magistratura non si è fatta attendere. L’Associazione nazionale magistrati ha espresso «piena solidarietà» alla gip milanese, denunciando un «attacco scomposto» della presidente del Consiglio. Per l’Anm, criticare o impugnare una decisione giudiziaria è legittimo, ma la delegittimazione dei magistrati da parte delle massime cariche istituzionali rappresenta «un ormai consueto esercizio di intimidazione». Un comportamento definito «insopportabile», che rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni.

Il tribunale di Milano

Sono intervenuti anche i vertici del Tribunale di Milano. Il presidente Fabio Roia e la presidente della sezione gip-gup Ezia Maccora hanno giudicato «irricevibili» le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, attribuendole a una scarsa conoscenza, «reale o mascherata», degli istituti giuridici dello Stato di diritto. La risposta alla premier è stata netta: «La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione». I due magistrati hanno spiegato che Landoni, dopo aver esaminato gli atti della Procura e ascoltato le parti, non aveva riscontrato gravi indizi di colpevolezza. Hanno quindi ricordato che le valutazioni degli investigatori e del pubblico ministero sono sottoposte al vaglio di un giudice terzo.

«La responsabile libertà di giudizio non può risentire di aspettative politiche o di suggestioni estranee al procedimento», hanno sottolineato, ribadendo che le decisioni possono essere impugnate, ma gli attacchi personali devono essere respinti.
La maggioranza si è schierata con Meloni. Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e copresidente del gruppo dei Conservatori, ha definito «grave» la scarcerazione, sostenendo che la gip avesse ignorato gli elementi indicati dalla Procura sui rischi di fuga e reiterazione dei reati. Ha inoltre messo in dubbio l’obiettività della giudice, richiamandone le posizioni pubbliche.

L’opposizione

Di segno opposto le reazioni del centrosinistra. Il Pd ha denunciato un attacco alla separazione dei poteri e ha chiesto che Meloni riferisse in Parlamento. Francesco Boccia ha parlato di una strategia di delegittimazione della magistratura, mentre Gianni Cuperlo ha accusato Meloni di «spaccare le vetrine delle istituzioni». Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha definito «eversivo» il video della presidente del Consiglio, accusandola di essere «allergica alla separazione dei poteri». Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha denunciato un processo mediatico costruito prima della valutazione degli elementi dell’inchiesta.

La posizione di Renzi

Anche Matteo Renzi ha criticato il governo, pur prendendo le distanze dalle posizioni politiche di Siher. Il leader di Italia viva ha definito detestabili molte delle idee espresse dal ricercatore, ma ha sostenuto che nelle carte utilizzate per giustificare il fermo ci fosse «poco o nulla» per considerarlo la mente di un’operazione criminale. Ha quindi accusato l’esecutivo di aver individuato un possibile capro espiatorio per coprire il fallimento della prevenzione, chiamando in causa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Sullo sfondo sono rimaste le violenze nelle piazze e il rischio di nuovi disordini. Con un’altra giornata di proteste prevista per il 30 ottobre, l’attenzione delle forze dell’ordine è rimasta alta

«Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine», ha aggiunto la premier, contestando la scelta della magistrata di non convalidare il fermo.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA