28 Ott, 2026

Spagna, 68 morti sui binari: un’italiana dispersa, scontro politico a un mese dal voto

Lo scontro tra treni in Spagna

Due treni ad alta velocità si scontrano vicino a Toledo. Sotto esame un guasto al sistema di segnalamento e l’autorizzazione a ripartire concessa al Renfe. Feijóo chiede due inchieste e Vox prosegue la campagna elettorale


Almeno 68 morti, 58 feriti ricoverati, 15 in condizioni molto gravi. Una cittadina italiana dispersa, quattro connazionali in salvo. La seconda strage ferroviaria in nove mesi sulla linea Madrid-Siviglia travolge la Spagna. Ora a un mese dalle elezioni del 29 novembre.

Il leader del Partito popolare Alberto Núñez Feijóo chiede un’indagine governativa e una giudiziaria, una revisione indipendente della rete e trasparenza sui fondi impiegati.

Pedro Sánchez promette di accertare ogni responsabilità. Santiago Abascal, alla guida di Vox, non sospende la campagna e attacca l’esecutivo. Il disastro di Toledo entra nel confronto politico mentre i soccorritori continuano a cercare tra i rottami.

Lo scontro tra i treni e gli italiani coinvolti

La collisione è avvenuta alle 8,54 nei pressi di Urda, in provincia di Toledo. Un treno Renfe diretto a Siviglia ha investito un convoglio Iryo fermo sui binari. Diverse carrozze sono deragliate, alcune precipitando nella scarpata. Sui due treni viaggiavano oltre 540 persone: 146 passeggeri e un neonato sull’Iryo, 397 sul Renfe, secondo Adif, il gestore dell’infrastruttura. La circolazione dell’alta velocità fra Madrid e Andalusia è stata interrotta. Ospedali, squadre di emergenza e centri di assistenza ai familiari sono stati mobilitati.

La Farnesina ha confermato la presenza di cinque italiani sull’Iryo: quattro stanno bene, una donna risulta dispersa. Il console italiano a Madrid ha raggiunto il luogo dell’incidente; personale consolare verifica la situazione negli ospedali e nei centri di raccolta. Antonio Tajani segue gli sviluppi in raccordo con ambasciata, consolato e Unità di crisi e ha chiesto una cellula dedicata in contatto con le autorità spagnole. Sergio Mattarella ha inviato al re Filippo VI il cordoglio della Repubblica; Giorgia Meloni ha espresso la vicinanza del governo alle vittime e ai soccorritori.

Il guasto al sistema di segnalamento e il via libera al Renfe

Al centro degli accertamenti c’è il sistema di segnalamento. Secondo la ricostruzione illustrata dal ministro dei Trasporti Óscar Puente, intorno alle 8.30 il guasto di tre computer avrebbe mandato fuori servizio il controllo LZB su un tratto di 63 chilometri, provocando l’arresto automatico di sei convogli. La gestione sarebbe quindi passata al centro di controllo Adif di Atocha, a Madrid. Alle 8.36 sarebbe arrivata l’autorizzazione a ripartire per il Renfe, nonostante l’Iryo fermo più avanti e un segnale rosso. In diciotto minuti il treno avrebbe percorso circa 25 chilometri, raggiungendo i 200 chilometri orari prima dell’impatto. Puente ha definito il via libera un errore «inspiegabile», sostenendo che vi fosse tempo per correggerlo. La Guardia Civil e gli organismi investigativi dovranno verificare registrazioni, comunicazioni e procedure.

Il precedente di Adamuz e le indagini sulla sicurezza

Il precedente pesa sull’intero sistema ferroviario. Il 18 gennaio, ad Adamuz, nella provincia di Córdoba, uno scontro tra un Alvia di Renfe e un treno Iryo aveva causato 46 morti e 123 feriti, sulla stessa direttrice dell’alta velocità. Due tragedie in meno di un anno alimentano la richiesta di controlli su manutenzione, sistemi automatici, gestione delle emergenze e verifiche successive al primo disastro. Non dimostrano una causa comune, ma pongono sotto esame la capacità delle istituzioni di individuare i rischi e impedire che un guasto si trasformi in una catastrofe.

Sánchez, arrivato sul luogo dell’incidente, ha assicurato indagini approfondite e interventi in caso di negligenze o malfunzionamenti. Ha definito inammissibile che il Paese subisca due sciagure di questa portata nello stesso anno e annunciato tre giorni di lutto nazionale. Anche l’Andalusia ha proclamato tre giorni di lutto regionale. Il premier ha cancellato gli impegni pubblici, così come il Partito popolare e altre forze politiche.

Feijóo chiede due inchieste, Vox non ferma la campagna

Feijóo pretende due indagini senza interferenze e una revisione indipendente della rete. Chiede di rendere note le segnalazioni ricevute dopo Adamuz, gli interventi effettuati, gli stanziamenti annunciati e le somme effettivamente spese. Il leader dell’opposizione porta così il caso oltre l’eventuale errore di un operatore, fino alle decisioni su investimenti, controlli e gestione delle infrastrutture.

Per il governo la priorità dichiarata è l’assistenza alle vittime e l’accertamento dei fatti; per il PP occorre anche verificare quanto sia stato fatto dopo la tragedia di gennaio. Abascal ha scelto una linea diversa: Vox mantiene gli appuntamenti elettorali e accusa Sánchez di aver lasciato deteriorare servizi pubblici e infrastrutture. Il PSOE e il PP hanno sospeso gli eventi, Vox prosegue.

A poche settimane dalle urne, la sicurezza ferroviaria si aggiunge ai temi della campagna e sposta l’attenzione sulla gestione dei servizi essenziali, sulla spesa pubblica e sulla responsabilità amministrativa. La successione delle due stragi impone così un confronto sul rapporto tra investimenti e sicurezza, sull’efficacia dei controlli e sulla capacità dello Stato di garantire la continuità dei servizi. Un terreno sul quale maggioranza e opposizioni saranno chiamate a misurarsi davanti agli elettori. Il voto del 29 novembre si avvicina. Le indagini dovranno chiarire responsabilità, controlli e misure adottate dopo Adamuz. La sicurezza ferroviaria entra nel confronto elettorale.

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