8 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Lug, 2026

Nato, Meloni risponde a Trump: «Difesa sì, ma tempi e priorità li decide l’Italia»

Meloni e Trump

La premier Meloni al vertice Nato difende la linea italiana dopo gli attacchi di Trump agli alleati europei: sì agli impegni ma in modo sostenibile. Sull’Iran: «Non abbiamo partecipato ad attacchi»


Giorgia Meloni rivendica la linea italiana al vertice Nato di Ankara: rispetto degli impegni sull’aumento delle spese per la difesa, ma con tempi, modi e priorità decisi dal governo italiano. Dopo gli attacchi di Donald Trump agli alleati europei, la premier evita lo scontro diretto ma difende la posizione di Roma.

Gli impegni Nato

«La Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi», ha detto Meloni nella conferenza stampa finale. Sulle spese militari, la presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia intende rispettare gli impegni presi, «ma in modo sostenibile, stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità in base al contesto».

La linea sull’Iran

Meloni ha poi chiarito la posizione italiana sulla crisi iraniana. «Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto: rispettiamo i nostri impegni come le nazioni serie, ma abbiamo detto che non avremmo partecipato ad attacchi in Iran e non abbiamo partecipato ad attacchi in Iran».

Sullo Stretto di Hormuz, la premier ha detto che l’Italia è pronta a «dare una mano» e a fare la propria parte, ma «con i necessari passaggi parlamentari» e dentro la cornice già indicata dal governo. Quanto alle parole di Mark Rutte, che ha definito necessaria l’offensiva americana contro l’Iran, Meloni ha evitato di entrare nel merito: «Non ero al tavolo delle trattative».

Difesa e industria italiana

Per la premier, l’aumento degli investimenti militari deve avere anche una ricaduta industriale nazionale. «Se investiamo in difesa, quei soldi devono restare in Italia: nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori. Più sicurezza, ma anche più lavoro qualificato, più ricerca e non assegni all’estero».

Il rapporto con Trump

Meloni non torna sul nuovo post di Trump che la riguarda: «Avevo detto che non sarei tornata sull’argomento e non torno sull’argomento». Ma respinge l’idea di un ripensamento sul rapporto costruito con il presidente americano.

«Non mi pento di nulla di quello che ho fatto», ha detto.

«L’investimento politico l’ho fatto per convinzione sull’unità dell’Occidente. Con Trump ci sono affinità, dall’immigrazione alla cultura woke. Le cose stanno andando come abbiamo visto, ma non cambio idea».

Ucraina e Libano

Meloni ha confermato che l’Italia continuerà a sostenere Kiev anche sul piano militare: «Penso che l’Italia proseguirà a fornire aiuti militari all’Ucraina. Il ministro Crosetto sta facendo una valutazione in questo senso».

Sul Libano, la premier ha rilanciato la proposta italiana di una coalizione post Unifil: «Stiamo lavorando con i francesi, siamo al livello di sherpa e tecnici, ma ne abbiamo parlato anche con il presidente Erdogan. C’è molto interesse. Presenteremo la proposta prima della scadenza del mandato Unifil».

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