Alla vigilia del summit, Trump assicura che Putin vuole chiudere la guerra. Gli europei restano scettici. Rutte chiede più sostegno all’Ucraina e impegni credibili sulla difesa
Il presidente Usa Donald Trump arriva al vertice Nato di Ankara con una bagaglio pesante e una frase: «Putin vuole finire la guerra, lo vuole fortemente», dice. Mentre la Russia continua a colpire Kiev con droni e missili e gli alleati europei chiedono di non allentare il sostegno all’Ucraina.
Il vertice di Ankara si apre oggi, ed è un altro test politico per l’Alleanza. Da una parte Trump, convinto che il presidente russo voglia trattare. Dall’altra gli europei, più scettici, che chiedono nuove garanzie militari per Kiev e più credibilità sugli impegni di spesa.
Volodymyr Zelensky sarà presente alla cena dei leader e avrà diversi bilaterali, compreso quello con Trump dopo il Consiglio Atlantico. È un segnale rispetto al vertice dell’Aja, quando il presidente ucraino era stato quasi tenuto ai margini, il clima è cambiato.
Sviluppi militari
L’Ucraina arriva al summit con una posizione più forte. I suoi droni colpiscono ormai obiettivi a migliaia di chilometri dal fronte, comprese raffinerie russe. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha detto al Financial Times che i leader Nato sostengono l’intensificazione degli attacchi con droni per costringere Mosca a tornare al tavolo.
Secondo Stubb, Kiev si trova nella posizione migliore dall’inizio della guerra. Una valutazione condivisa anche dal segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha descritto Putin come sempre più «disperato»: bombarda le città ucraine, ma non avanza davvero sul terreno e continua a perdere uomini.
Il nodo resta il rapporto tra Trump e Putin. Il presidente americano sostiene che anche Zelensky voglia la pace e che del tema si parlerà ad Ankara. Ma tra gli alleati europei prevale la prudenza: la convinzione è che Mosca cerchi ogni volta di condizionare Trump alla vigilia degli appuntamenti decisivi.
Il programma della Casa Bianca
- 14:15 (ora locale di Ankara, 13:15 in Italia): cerimonia di accoglienza all’aeroporto di Etimesgut con il presidente turco
- 15:00 (14:00 in Italia): cerimonia di Stato al Palazzo Presidenziale di Beştepe
- A seguire, bilaterale con Recep Tayyip Erdoğan e poi la cena con i leader Nato
Trump e Recep Tayyip Erdogan
Ankara sarà anche il teatro del rapporto speciale tra Trump e Recep Tayyip Erdogan. Secondo il New York Times, il presidente americano dovrebbe segnalare al leader turco l’intenzione di riaprire alla vendita degli F-35, programma da cui la Turchia era stata esclusa nel 2019 dopo l’acquisto dei sistemi antiaerei russi S-400. La mossa potrebbe però incontrare resistenze al Congresso americano.
Spese militari, Alleati compatti
Rutte ha ribadito che la linea dell’Alleanza non cambia: l’Ucraina va sostenuta «con tutto ciò di cui ha bisogno». Anche attraverso il meccanismo Purl, che consente agli alleati di finanziare l’acquisto di armi americane destinate a Kiev.
Il segretario generale ha poi richiamato gli alleati sul nuovo obiettivo di spesa: il 5% del Pil tra difesa vera e propria e sicurezza. «Mi aspetto piani chiari, concreti e credibili», ha detto. Poi ha aggiunto che Europa e Canada sono già in media al 4%, se si sommano spesa militare e investimenti collegati alla sicurezza.
Conseguenze
Il problema non è solo quanto spendere, ma come spendere. Ad Ankara c’è attesa per il forum sull’industria della difesa, dove si prevedono accordi e contratti per decine di miliardi. L’obiettivo è aumentare la produzione di armi e munizioni, perché l’ecosistema transatlantico è vicino al limite della capacità industriale.
Più fondi, da soli, non bastano. Senza nuove fabbriche, licenze e catene produttive più rapide, il rischio è alimentare solo l’inflazione militare, senza consegnare a Kiev ciò che serve davvero.
Prospettive del vertice
Il vertice dovrà tenere insieme tre fronti: la guerra in Ucraina, la pressione americana sulle spese militari europee e il riequilibrio dei rapporti con la Turchia.
Trump vuole una Nato più costosa per gli alleati e meno dipendente dagli Stati Uniti. Rutte prova a trasformare quella pressione in una promessa politica: un’Alleanza «più giusta» e più forte. Ma il punto resta Kiev. Se Trump userà Ankara per riaprire un canale con Putin, gli europei proveranno a blindare il sostegno all’Ucraina. È lì che si misura la vera tenuta della Nato.
































