Le immagini aeree mostrano una gigantesca scritta comparsa sul prato del National Mall, a Washington. Il caso arriva a pochi giorni dall’evento per il compleanno di Trump e riaccende le polemiche su uno slogan diventato simbolo dell’opposizione al presidente
Una gigantesca scritta comparsa sull’erba del National Mall, il parco monumentale che si estende per circa 3 chilometri (da est a ovest) ed è delimitato da due punti di riferimento iconici di Washington. Le immagini riprese dall’alto e riportate da Cnn, mostrano chiaramente il numero «8647» impresso sul prato del grande parco monumentale che collega il Campidoglio al Lincoln Memorial. Il messaggio è apparso a pochi giorni dall’evento organizzato alla Casa Bianca per l’80esimo compleanno di Trump e ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità federali.
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Secondo le immagini diffuse dai media americani, la scritta si sarebbe formata gradualmente nel corso degli ultimi giorni, diventando visibile soprattutto dalle riprese aeree.
Che cosa significa «8647»
La sequenza numerica è da tempo al centro di polemiche politiche negli Stati Uniti. Nel linguaggio colloquiale americano il numero «86» viene utilizzato per indicare l’eliminazione o l’allontanamento di qualcosa o qualcuno. Il «47» è invece un riferimento a Trump, 47esimo presidente degli Stati Uniti.
Per alcuni oppositori del presidente, «8647» è diventato uno slogan di protesta. Per la Casa Bianca e molti esponenti conservatori, invece, il messaggio può essere interpretato come una minaccia o un riferimento alla violenza politica.


L’indagine delle autorità
Sul posto sono intervenuti agenti e mezzi di emergenza. Il Secret Service e l’Fbi hanno rinviato ogni commento alla U.S. Park Police, che coordina le indagini. Gli investigatori hanno raccolto campioni dell’erba per stabilire se la colorazione anomala sia stata provocata artificialmente e con quali sostanze.
Al momento non è stato individuato alcun responsabile.
La reazione della Casa Bianca
La Casa Bianca ha reagito con durezza. Il portavoce Davis Ingle ha dichiarato che «chiunque promuova o sostenga la cultura della violenza politica o dell’assassinio deve essere condannato nei termini più severi».
Anche il Dipartimento dell’Interno ha definito l’episodio un «atto di vandalismo delirante» assicurando che i responsabili saranno perseguiti.
Il precedente che coinvolse James Comey
La polemica richiama un episodio avvenuto lo scorso aprile, quando l’ex direttore dell’Fbi James Comey pubblicò sui social una fotografia nella quale la stessa sequenza numerica appariva composta da alcune conchiglie.
L’immagine provocò una dura reazione dell’amministrazione Trump e portò all’apertura di un’indagine federale. Ora la comparsa della scritta sul National Mall riporta al centro del dibattito uno degli slogan più controversi della politica americana, trasformando un tratto d’erba nel cuore di Washington in un nuovo terreno di scontro tra sostenitori e oppositori del presidente.































