10 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Lug, 2026

Carcere e intercettazioni, sos dei penalisti

Attività di intercettazione telefonica da parte dell’Arma dei carabinieri

I due documenti dell’Unione delle Camere Penali su diritti e garanzie. Mobilitazione dei Garanti dei detenuti dal 13 al 15 luglio



Vecchie emergenze, ma nuove tensioni in vista sulla giustizia, con l’estate rovente che dilaga nelle carceri sovraffollate e i provvedimenti in approvazione prima della pausa dei lavori parlamentari. A chiedere con insistenza alla politica di battere un colpo sul rispetto dei diritti è l’Unione delle Camere Penali italiane, che in due diversi documenti fotografa due delle emergenze che investono il sistema, dal dramma delle carceri all’allarme garanzie in tema di intercettazioni. Che il sovraffollamento record sia ai massimi storici è ormai sotto gli occhi di tutti: detenuti senza dignità, morti in cella, operatori e magistrati di sorveglianza in affanno. Ci sarà anche una mobilitazione nazionale indetta dalla Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali, dal 13 al 15 luglio, davanti e dentro gli istituti, per richiamare la politica e la società civile alle proprie responsabilità.

Sistema ingestibile


La premier Meloni – all’inaugurazione a Roma del centro sportivo del corpo di Polizia Penitenziaria in dotazione alle Fiamme Azzurre – ha sottolineato che in questi anni è stato investito nel Corpo «come mai nessun altro aveva fatto, a 360 gradi, dalla formazione alle dotazioni organiche, dai mezzi a disposizione agli equipaggiamenti, dalle retribuzioni alle tutele». Ma dai sindacati penitenziari arriva il quotidiano grido di allarme di un sistema ormai ingestibile. Nel documento della Giunta dell’Ucpi e del suo Osservatorio Carceri si legge che la nota del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana, che mette nero su bianco l’emergenza prevedendo la possibilità seppur provvisoria di disporre brande e materassi a terra per i nuovi arrestati, è la fotografia di una «drammatica e conclamata ferocia, una dichiarazione di resa che certifica il crollo strutturale del sistema, la codificazione burocratica di un trattamento che calpesta i diritti umani fondamentali».

Emergenza Sollicciano

Il sequestro e l’improvvisa chiusura, per gravi carenze igienico-sanitarie, di ben 7 sezioni del carcere di Sollicciano a Firenze, si fa notare, «hanno costretto l’amministrazione a redistribuire centinaia di reclusi in un territorio già saturo. Di fronte all’inerzia istituzionale e alla mancata volontà di attenuare la patologica condizione di emergenza dei nostri istituti attraverso l’attivazione di percorsi di deflazione giuridica, arriva dal Prap Toscana l’ordine perentorio di stipare i corpi oltre ogni limite ragionevole».

LEGGI: Carceri, l’allarme degli avvocati: «Detenuti su materassi a terra»

La Corte Costituzionale

Ed oltre alla «conclamata violazione dei diritti, si intravede la disperazione silenziosa e profonda di chi, in prima linea, il carcere è chiamato a gestirlo», si legge ancora. I penalisti ricordano che il prossimo 22 settembre la Corte costituzionale dovrà «farsi carico di rispondere ad una domanda radicale»: per quanto tempo si può «tollerare che la carcerazione violi i diritti umani fondamentali, traducendosi in una forma di tortura istituzionalizzata? O invece è necessario accogliere la questione di legittimità costituzionale pendente – su cui l’Ucpi ha già depositato un proprio Amicus Curiae – consentendo ai magistrati di sorveglianza di sospendere l’esecuzione di una pena in concreto inumana o degradante?».

Intercettazioni fuori controllo

Dai penalisti arriva poi l’allarme per gli emendamenti presentati al decreto giustizia, che propongono di modificare ancora una volta l’articolo 270 del codice di procedura penale, ampliando i casi nei quali le intercettazioni possono essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli per i quali erano state autorizzate. Emendamenti che «rappresentano un evidente passo indietro perché alterano il rapporto tra regola ed eccezione. La tutela della segretezza delle comunicazioni – sottolinea l’Ucpi – deve restare la regola; la possibilità di utilizzare intercettazioni in procedimenti diversi costituisce un’eccezione, giustificata soltanto dalla necessità di accertare delitti di straordinaria gravità. L’ampliamento proposto rischia invece di trasformare l’eccezione nella regola, estendendo significativamente il ricorso alle cosiddette intercettazioni ‘a strascico’»

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