27 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

27 Giu, 2026

Commissione Covid, Conte contro il governo: «Manovre orchestrate dal governo contro l’opposizione»

Il presidente del Movimento 5 Stelle attacca il governo in merito alla condotta della Commissione Covid, presieduta da Marco Lisei (Fratelli d’Italia). Per l’ex premier si tratta infatti di manovre orchestrate ad arte da Palazzo Chigi per mettere in difficoltà i leader dell’opposizione alla maggioranza di centrodestra, in vista delle elezioni parlamentari.

Sono settimane che i giornali di centrodestra tirano in ballo Giuseppe Conte per i contratti e gli appalti stipulati durante la pandemia Covid. Per il presidente del Movimento 5 Stelle si tratta di una manovra orchestrata ai piani alti del governo, che userebbe la maggioranza e le istituzioni per attaccare i leader dell’opposizione. Lo dice apertamente in un’intervista a Repubblica, firmata da Francesco Bei, nella quale affronta uno a uno i principali temi che lo riguardano: dal caso mascherine all’ex collega avvocato Luca Di Donna, fino alla composizione del centrosinistra e al percorso programmatico di Nova.

Il nodo della commissione Covid

Sul fronte della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, Conte non usa mezze misure: «Siamo ormai in un clima da campagna elettorale, evidentemente hanno individuato in me e nel M5S il pericolo numero uno. E, da Palazzo Chigi, è arrivato l’ordine ai fidi solidali che siedono in commissione Covid, grazie anche alla complicità in particolare dei giornali di Angelucci, di screditare la mia persona».

Interrogato sulla questione dei contratti milionari per dispositivi cinesi non idonei, l’ex presidente del Consiglio respinge ogni coinvolgimento: «Dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l’acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti. A differenza di Fratelli d’Italia».

Sul caso della Jc-Electronics — l’azienda a cui è stato riconosciuto un credito di 200 milioni di euro e che in passato ha finanziato Fratelli d’Italia — Conte è esplicito: «Anche a loro. Parliamo di un’azienda il cui amministratore, Dario Bianchi, viene portato come una madonnina in tutte le feste di Atreju».

Quanto alla sua disponibilità a essere ascoltato dalla commissione, Conte chiarisce la propria posizione: «Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito, solo che a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito. Attendo quindi di sapere la data della mia audizione, perché è in corso un gioco sporco che non posso più permettere. Sono vicende che, da un punto di vista giudiziario, si sono tutte tradotte in un nulla di fatto e che non mi hanno mai nemmeno sfiorato. Eppure FdI continua ad alimentare questo fango diffamatorio».

Il caso Di Donna e i rapporti personali

Un altro dei punti caldi dell’intervista riguarda Luca Di Donna, avvocato ed ex collega di Conte, al centro di indiscrezioni su presunti favoritismi a imprenditori. Sull’argomento, Conte afferma di averne saputo solo attraverso i giornali: «Leggendo i giornali come tutti, apprendo che da anni è stato indagato dalla procura di Roma e sono stati passati al setaccio tutti i suoi rapporti professionali, senza neppure un rinvio a giudizio».

Sui propri rapporti diretti con Di Donna nel periodo in cui era a Palazzo Chigi, il leader M5S è categorico: «Non ho mai costituito con lui una società e, da quando sono diventato premier, non ho avuto alcun rapporto anche sul piano personale. Non l’ho mai incontrato, né sono mai stato informato sulla sua attività professionale».

Le critiche al presidente della commissione Lisei

Nei confronti di Marco Lisei, presidente della commissione Covid, Conte esprime una critica serrata sul piano istituzionale: «È stato lui stesso a definire un “circo mediatico” la commissione che presiede. Non hanno nemmeno avuto il coraggio di accertare la gestione sanitaria delle regioni, che sono escluse dal perimetro d’indagine. Senza nessuna delega, all’insaputa di tutti i componenti d’opposizione, hanno escusso testimoni in commissariati di polizia: un vero obbrobrio giuridico, che dimostra l’incultura istituzionale di questa destra, che usa le istituzioni e i suoi giornali per attaccare i leader delle opposizioni».

La politica estera: il 4 luglio e i rapporti con gli Usa

L’intervista tocca anche la questione diplomatica legata alle recenti tensioni con Washington. Alla domanda se parteciperà alla festa del 2 luglio a Villa Taverna, sede dell’ambasciata americana, Conte risponde: «Se deciderò di andarci sarà in omaggio all’amicizia tra il popolo italiano e quello americano, visto che è la festa più importante degli Stati Uniti. Ma non certo per le uscite inaccettabili del presidente Trump nei confronti dei nostri vertici istituzionali».

Il campo progressista e la questione delle primarie

Sul versante del centrosinistra, Conte viene interrogato sulla sua posizione riguardo alle primarie di coalizione per la scelta del candidato premier. Dopo aver a lungo sostenuto questo strumento, aveva dato l’impressione di fare recentemente un passo indietro. Il leader M5S chiarisce: «Chi si oppone alle primarie oggi invoca, come unico criterio alternativo, quello del leader del partito che prende più voti. Ho solo voluto ricordare che ci sono anche altri criteri che abbiamo già sperimentato con successo». E, interpellato su eventuali ripensamenti, è netto: «No di certo. Per me rimangono ben in evidenza sul tavolo».

Sull’affollamento di liste al centro e sulla proposta di Dario Franceschini di federarsi attorno alla sindaca di Genova Silvia Salis, Conte si limita a osservare che una semplificazione appare opportuna, ma che stia già avvenendo. Sulla posizione di Matteo Renzi nel campo progressista risponde in modo laconico: «Prima il programma, poi parleremo anche del resto».

Nova e la patrimoniale

Sul percorso del processo costituente Nova, Conte riferisce che la fase si avvicina alla conclusione: vi hanno partecipato 16 mila persone, in buona parte non iscritte al Movimento. Nel fine settimana le proposte vengono discusse e affinate, con l’obiettivo di convogliare l’energia raccolta sul tavolo della coalizione progressista.

Quanto alla patrimoniale, proposta che sembra raccogliere consenso nella base del Movimento, Conte si mostra prudente nel merito ma rispettoso del processo: «Ne stanno discutendo, come sempre sono i cittadini a valutare e decidere sulle misure più idonee per perseguire gli obiettivi di progressività ed equità del sistema fiscale». E aggiunge che, anche qualora dalla consultazione emergesse la patrimoniale pur non essendo lui d’accordo, la porterebbe comunque al tavolo della coalizione: «Quello che esce da Nova per me è sacro».

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