L’ondata di calore estivo soffoca l’Europa, con un picco atteso nel weekend e lunedì prossimo: sono attese temperature sui 40 gradi in gran parte dell’Italia. Il ministero della Salute ha dichiarato la massima allerta (bollino rosso) in 18 grandi città, raccomandando prudenza e attenzione a tutta la popolazione, non solo alle fasce più fragili.
L’ultimo weekend di giugno 2026 si apre nel pieno dell’anticiclone nord-africano, con la seconda intensa ondata di calore della stagione che raggiunge il suo picco. Le temperature sfiorano i 40 gradi in gran parte d’Italia, con notti tropicali in cui i valori minimi non scendono sotto i 26 gradi.
Si tratta della seconda ondata di calore della stagione — dopo quella registrata nell’ultima decade di maggio — iniziata il 17 giugno scorso, destinata a persistere almeno fino ai primi giorni di luglio. Il meteorologo Simone Abelli di Meteo Expert ha spiegato che il nucleo caldo dell’alta pressione, inizialmente sull’Europa occidentale, nel fine settimana si sposta interessando con maggiore decisione il Mediterraneo centrale, l’Italia e i Balcani.
La situazione in Italia
Il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute segnala 18 città in bollino rosso per sabato 27 giugno: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Il bollino rosso indica il massimo livello di rischio per tutta la popolazione, non solo per le fasce più vulnerabili.
Fanno il loro ingresso in codice arancione — rischio per bambini, anziani, disabili e persone fragili — le città di Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.
Le elaborazioni del modello meteorologico europeo indicano che domenica 28 giugno Torino potrebbe raggiungere i 39 gradi nel pomeriggio, nella giornata più calda per l’area torinese. Nei primi venti giorni di giugno, la temperatura media registrata sul Piemonte si è già collocata al quinto posto tra i mesi di giugno più caldi degli ultimi 70 anni.
Il picco del caldo è atteso per lunedì 29 giugno, con massime che potranno raggiungere i 40 gradi sulla Pianura Padana, nelle zone interne della Sardegna e lungo le coste. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha dichiarato che è in corso una riunione tecnica al Ministero per monitorare l’ondata di calore, ribadendo l’attenzione verso anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Sul fronte delle conseguenze pratiche, le condizioni eccezionali di afa stanno recando disagi ai cittadini, con blackout in diverse città a causa dell’aumento dei consumi energetici.
Le vittime in Italia e in Europa
L’Italia ha già registrato i primi decessi. Un uomo di 61 anni è morto nel pomeriggio del 24 giugno in provincia di Piacenza: lavorava dalla mattina in una vigna in una piccola frazione della Val Nure; il fratello lo ha trovato privo di vita tra i filari intorno alle 14. La procura di Lodi ha disposto l’autopsia sul corpo di un 57enne deceduto il 23 giugno a Ospedaletto Lodigiano.
In Spagna i decessi legati al caldo stimati dall’Instituto de Salud Carlos III di Madrid sono stati 212, a fronte dei 98 registrati nello stesso periodo del 2025. In Andalusia un uomo di 68 anni è stato colpito da un colpo di calore ed è deceduto dopo il trasferimento d’urgenza in ospedale; un anziano di 90 anni è morto nei Paesi Baschi all’interno di una residenza sanitaria, e le autorità giudiziarie hanno avviato un’inchiesta per verificare il corretto funzionamento degli impianti di condizionamento.
In Francia, dalla notte più calda dal 1947, 40 persone sono morte per annegamento dal 18 giugno scorso, molte delle quali giovani in cerca di refrigerio in acque non sorvegliate. Il premier Sébastien Lecornu ha confermato il bilancio. Due bambini di 2 e 4 anni hanno perso la vita nell’abitacolo surriscaldato dell’auto della madre, parcheggiata in un garage. La Francia ha dichiarato l’allerta rossa in 49 dipartimenti, ha chiuso 850 scuole e sospeso decine di treni Intercity. Il gruppo elettrico francese EDF ha stanziato 80 milioni di euro per dotare scuole, asili nido e centri ricreativi di impianti di raffrescamento.
In Germania, a Saarbrücken, nel sud-ovest del Paese, si sono toccati 41,9 gradi, superando il precedente record per il mese di giugno fissato a 39,6 gradi il 30 giugno 2019.
L’allarme dell’OMS
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato emergenza sanitaria per l’ondata di calore che dalla metà di giugno 2026 ha investito l’Europa occidentale. Il direttore dell’OMS Europa, Hans Kluge, ha avvertito che le temperature record stanno già mettendo a rischio vite umane ed esercitando una pressione enorme sui sistemi sanitari della regione.
Kluge ha sottolineato come il riscaldamento climatico in Europa stia procedendo a una velocità doppia rispetto alla media globale, rendendo le ondate di calore sempre più frequenti e prolungate. Negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200.000 decessi nella Regione europea dell’OMS, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi vent’anni.
Le previsioni per i prossimi giorni
I principali modelli meteorologici indicano che il caldo continuerà a dominare almeno fino alla fine di giugno. I primi segnali di un possibile cambiamento emergono all’inizio di luglio, con una probabile perdita di forza dell’anticiclone e un graduale arretramento verso ovest. Le simulazioni suggeriscono tuttavia che il momento di massimo calore potrebbe coincidere con condizioni favorevoli allo sviluppo di instabilità atmosferica, con possibili temporali nel pomeriggio di domenica. Secondo le previsioni, la seconda ondata di calore potrebbe terminare nelle regioni del Nord a partire dal primo luglio e successivamente al Centro-Sud, con l’irruzione di temporali e rovesci anche intensi.






























