26 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

26 Mag, 2026

Garlasco, la difesa di Sempio smonta il dna: «Debole e incompleto»

Secondo una delle consulelenze della difesa di Andrea Sempio, il dna sulle unghie di Chiara Poggi non proverebbe l’aggressione


Le consulenze predisposte dalla difesa di Andrea Sempio rispondono ai pm di Pavia, nel tentativo di demolire il nuovo quadro accusatorio, prima di tutto sul fronte del dna. Proprio il dato sull’attribuibilità a Sempio del dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi “deve essere considerato un elemento fragile, parziale e non individualizzante. Non idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta”. Lo scrive la genetista Marina Baldi nella consulenza depositata per conto della difesa di Andrea Sempio.

“Il dato appare tecnicamente debole poiché non si tratterebbe di profili pieni e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati – spiega la consulente. Inoltre, il dato Y-STR (il cromosoma Y, ndr) non ha valore individualizzante paragonabile a un profilo autosomico completo. E deve essere interpretato con prudenza ancora maggiore in presenza di contributi multipli”. L’esperta sottolinea poi “il rilievo decisivo” della “presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su altro dito della vittima”.

Lovati rinviato a giudizio per diffamazione

Il Tribunale di Milano ha rinviato a giudizio Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, per la presunta diffamazione dei legali dello Studio Giarda, gli ex avvocati di Alberto Stasi. Ai quali aveva attribuito la “macchinazione” e la “manipolazione organizzata” dietro la prima inchiesta del 2016-17 contro il commesso di Vigevano. Udienza pre-dibattimentale lampo davanti alla terza sezione penale. Respinta la richiesta dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Lovati, di sospendere il processo al 73enne di Vigevano. Ciò in attesa di vedere gli sviluppi processuali dell’inchiesta pavese su Sempio, e fissare l’inizio del processo per il 14 settembre alle ore 9.

L’offesa a ex legali Stasi

Un rinvio a giudizio “obbligato”, hanno detto Lovati e Gallo fuori dall’aula, dopo la decisione di non patteggiare e non scegliere riti alternativi come l’abbreviato o la messa alla prova. L’accusa mossa dal pm Fabio De Pasquale all’ex difensore di Sempio è di aver offeso “la reputazione e l’onore” in particolare del defunto professor Angelo Giarda, storico difensore di Stasi. Quando ha definito l’indagine condotta nel 2017 sul suo assistito come “il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda”. E poi, di fronte alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e trasmissioni come Quarto Grado, Le lene, Mattino Cinque, ha ribadito che l”istruttoria del 2017″ su Sempio “è stata frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi”. Che avrebbero “clandestinamente prelevato il Dna al mio assistito”.

La vicenda investigazioni private

Frasi pronunciate fuori dalla Caserma Montebello, in cui il suo assistito era stato convocato oltre un anno fa per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini. Riferimenti a quando, nell’autunno 2016 senza il consenso di Sempio gli investigatori della SKP di Luca Tartaglia su mandato dalla difesa Stasi acquisirono il suo profilo genetico da una tazzina di caffè, un cucchiaino di metallo e una bottiglietta di plastica. Il tutto per svolgere le indagini difensive dopo la condanna di Stasi passata in giudicato nel dicembre 2015.

Vicenda per cui, all’epoca, furono Sempio e Lovati a querelare i Giarda e i loro investigatori privati. Ne nacque un’inchiesta contro ignoti, sempre del pm De Pasquale, che si vide rigettare la prima richiesta di archiviazione dalla gip Elisabetta Meyer ordinando l’iscrizione sul registro degli indagati del professore e dei detective, poi definitivamente archiviati dalla gip Anna Calabi. Anche perché, per effettuare il ‘prelievo’ da Sempio’, era stata chiesta un’autorizzazione al Garante della Privacy.

Un’archiviazione in cui il “gip di Milano” ha indicato “esplicitamente che tutto quello che era stato fatto era stato svolto nei limiti della correttezza e del codice di procedura penale” ha detto martedì a margine dell’udienza Enrico Giarda che con il fratello Fabio si è costituito parte civile contro Lovati. “Non riusciamo a capire perché abbia continuato su questa strada – ha concluso -. Uno può dire quello che vuole ma anche noi siamo liberi di prendere le nostre iniziative a tutela”. I legali di Giarda chiedono 116mila euro a Lovati per “danni morali e di immagine”.

Pm apre fascicolo dopo denuncia di Stefania Cappa contro legale di Stasi

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo a modello 45, al momento senza ipotesi di reato né indagati, dopo la denuncia di Stefania Cappa nei confronti: dell’avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, dell’inviato del programma “Le Iene” Alessandro De Giuseppe e dell’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto.

Querela in cui i legali della cugina di Chiara Poggi, mai indagata nel caso del delitto di Garlasco, hanno ipotizzato nei confronti dei tre, a vario titolo, i reati di “istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia e diffamazione aggravata”.

79 denunce sul tavolo del pm di Milano

Quello che deriva dall’ultima denuncia di una delle gemelle è uno dei 79 fascicoli sul tavolo del pm Antonio Pansa e scaturiti da denunce e querele. Ma anche della famiglia Poggi contro youtuber, giornalisti, blogger e non solo, per reati che vanno dalla diffamazione fino allo stalking. Al momento, gran parte dei fascicoli sono a modello 44, ossia con reati contestati ma senza iscrizioni di nomi.

Tuttavia, ben presto, proprio a seguito delle denunce, saranno formalizzate anche le iscrizioni degli indagati. E anche i fascicoli complessivi potrebbero aumentare di qualche decina.

“Sarà la magistratura di Milano – aveva spiegato l’avvocato Antonio Marino, uno dei legali della famiglia Cappa – a certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici. Violazione da parte di chi ha preso parte, a vario titolo, a questa martellante campagna denigratoria”.

LEGGI: Romanelli: «Presunzione di innocenza tradita dai processi mediatici»

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA