La difesa di Andrea Sempio deposita le consulenze su Bpa, Dna, scarpe e audio. Escluso invece per ora l’interrogatorio dell’indagato
“Per ora non c’è nessuna richiesta di interrogatorio per Andrea Sempio”. È quanto dichiara l’avvocato Liborio Cataliotti sulla possibilità che, dopo la chiusura dell’inchiesta e il deposito delle consulenze della difesa, il suo assistito possa chiedere di farsi interrogare dai pm di Pavia. Pm pronti a chiedere il rinvio a giudizio.
Resta la possibilità che il team difensivo, formato da Cataliotti e dalla collega Angela Taccia, possa scegliere la strategia di un interrogatorio davanti al gip, con tutte le garanzie di terzietà davanti a un giudice.
Le consulenze della difesa
Saranno depositati ai pm di Pavia gli esiti delle consulenze – specificano i difensori – che si concentreranno “una sulla Bpa, una sull’impronta 33, una medico-legale, una supplementare di natura genetica, una sulle impronte di scarpe perché noi riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte e una memoria con allegati volti a contestualizzare i soliloqui di Andrea e a renderli spiegabili”.
“I soliloqui non sono confessione”
Tra l’altro, ci sarà una memoria con documenti per contestualizzare i soliloqui di Sempio: “I soliloqui di Andrea Sempio non hanno alcuna natura confessoria. Non contenevano alcuna novità rispetto ai commmenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni”, hanno specificato ancora i difensori di Sempio.
“Consulenza Racis su personalità inutilizzabile”
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia ritengono inoltre che non sia utilizzabile come prova la consulenza delegata dai pm ai carabinieri del Racis, con la quale è stato tracciato un ritratto della personalità del loro assistito. Per questo, da quanto riferito, i due legali non consegneranno quella personologica fino a quando e se quella del Racis non avrà valore probatorio.
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