Il segretario di Stato americano a Roma nel pieno della crisi con l’Iran. Sul tavolo Hormuz, Libano, Ucraina e i rapporti transatlantici dopo le tensioni tra Trump e gli alleati europei
La stretta di mano, i sorrisi davanti ai fotografi e poi il faccia a faccia di un’ora e mezza a Palazzo Chigi. Tutto nel pieno della crisi internazionale più delicata degli ultimi mesi. Giorgia Meloni ha ricevuto il segretario di Stato americano Marco Rubio dopo il bilaterale alla Farnesina con Antonio Tajani. Il clima a Roma è umido, nuvolo, segnato dalle tensioni tra Roma e Washington sulla guerra in Iran e sulla gestione della crisi nello Stretto di Hormuz.
Sul tavolo non c’è soltanto il Medio Oriente. L’incontro arriva infatti dopo settimane di freddezza tra Trump e il governo italiano, accusato dalla Casa Bianca di scarso sostegno alla linea americana sul conflitto con Teheran. Rubio è stato lanciato in Italia dopo le critiche di Trump e Papa, a Meloni, agli alleati europei. Vacanze romane.
Il vertice a Palazzo Chigi
Marco Rubio è arrivato a Palazzo Chigi accolto dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio prima dell’incontro con la presidente del Consiglio nella Sala dei Galeoni. Davanti ai giornalisti Meloni ha salutato il segretario di Stato con un informale «Come stai?».
L’incontro
Il faccia a faccia è iniziato poco prima di mezzogiorno. «Come stai?». Nella delegazione americana presente a Roma anche l’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta. Secondo il Dipartimento di Stato americano, l’incontro aveva l’obiettivo di «rafforzare il solido partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia».
Rubio ha ribadito «l’impegno degli Stati Uniti a una stretta collaborazione sulle priorità condivise» e nel colloquio sono stati affrontati i principali dossier internazionali: la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz, il Medio Oriente, l’Ucraina e la cooperazione transatlantica. Nella nota americana si sottolinea «l’importanza della continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali».
Tajani: «Anche gli Usa hanno bisogno dell’Europa»
Prima dell’incontro con Meloni, Rubio aveva fatto visita alla Farnesina dove ha incontrato Antonio Tajani. Il vicepremier ha definito il bilaterale «una riunione positiva» ma ha anche lanciato un messaggio politico molto chiaro agli Stati Uniti. «L’Europa ha bisogno dell’America, l’Italia ha bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia», ha detto Tajani al termine dell’incontro.
Secondo la Farnesina, al centro del confronto ci sono stati il conflitto con l’Iran, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, il cessate il fuoco tra Israele e Libano, il futuro della missione Unifil, l’Ucraina, il Venezuela, Cuba e le relazioni economiche tra Europa e Stati Uniti, compreso il tema dei minerali critici. Tajani ha inoltre ribadito a Rubio «l’importanza della presenza americana in Europa» per rafforzare la Nato.
Rubio: «Su truppe Usa spetta a Trump»
Nel punto stampa successivo agli incontri romani, Rubio ha affrontato anche il tema della presenza militare americana in Europa.
«C’è sempre un piano per effettuare una rotazione all’interno della Nato ma in ultima analisi la decisione spetta a Trump», ha detto il segretario di Stato, precisando però che durante la visita italiana non sono stati discussi dettagli specifici sulle truppe Usa nel nostro Paese. Rubio ha poi chiarito di non aver parlato con Meloni di eventuali basi militari americane in Italia.
Pur definendosi «un forte sostenitore della Nato», il segretario di Stato ha criticato alcuni alleati europei, citando in particolare la Spagna, accusata di aver negato agli Stati Uniti l’uso di alcune basi durante l’emergenza iraniana.
Il Vaticano, Papa Leone XIV e il rapporto con la Chiesa
Rubio ha parlato anche dell’incontro con Papa Leone XIV, spiegando che il viaggio a Roma «era stato pianificato molto tempo prima». «Abbiamo un rapporto molto forte con il Vaticano», ha detto ai giornalisti. Il segretario di Stato ha spiegato che nel colloquio con il Pontefice sono stati affrontati «diversi scenari internazionali» nei quali la Santa Sede mantiene una presenza diplomatica significativa.
Alla domanda se consiglierà a Donald Trump di smettere di criticare il Papa, Rubio ha evitato di entrare nel merito ma ha ribadito che il presidente americano «agirà sempre nel miglior interesse degli Stati Uniti».
L’attesa per la risposta iraniana
Rubio ha confermato che Washington è in attesa di una risposta iraniana sulla proposta americana per fermare il conflitto. «Vedremo cosa succederà, ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore. In Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro», ha detto.
Il segretario di Stato ha inoltre sottolineato che «l’Italia può fare qualcosa in più» per contribuire alla stabilizzazione del Libano, grazie alla sua presenza storica nell’area e alla propria esperienza sul terreno. Sull’Ucraina, Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti restano «pronti a fare da mediatori», ma ha avvertito che Washington «non vuole perdere tempo» se i negoziati non faranno passi avanti concreti.
Le origini piemontesi e la battuta sull’italiano
Alla Farnesina il momento più disteso della giornata è arrivato quando Rubio ha ricevuto un albero genealogico che ricostruisce le sue origini piemontesi. «È un momento speciale», ha commentato il segretario di Stato, spiegando che quelle informazioni rappresentano «un motivo in più per tornare presto» in Italia. Rubio ha scherzato sul proprio italiano. «Il mio abbonamento a Babel è scaduto, devo rinnovarlo», ha detto sorridendo ai giornalisti.
«Lo capisco perfettamente», ha aggiunto riferendosi all’italiano, spiegando che durante gli incontri internazionali con Tajani spesso non usa nemmeno gli auricolari per la traduzione. Poi la promessa finale: «La prossima volta che tornerò terrò un discorso in italiano».


































