Colpita Nizhnekamsk, nel Tatarstan, vicino a un importante polo petrolifero. Tra le vittime anche un bambino. Kiev mostra una capacità crescente di raggiungere obiettivi strategici in profondità nel territorio russo
Un attacco di droni ucraini ha ucciso almeno 13 persone e ne ha ferite altre 39 a Nizhnekamsk, nella repubblica russa del Tatarstan, oltre mille chilometri a est di Mosca. Secondo le autorità locali, si tratta dell’attacco ucraino più letale condotto in territorio russo da oltre due anni. Tra le vittime c’è anche un bambino, secondo quanto riferito dal Comitato investigativo russo.
L’attacco nel cuore del Tatarstan
Nizhnekamsk si trova nella Russia centrale, a più di 600 miglia, circa mille chilometri, da Mosca. La città ospita un importante e tecnologicamente avanzato polo di raffinazione del petrolio, uno degli obiettivi strategici che Kiev ha colpito ripetutamente negli ultimi mesi nel tentativo di danneggiare le infrastrutture energetiche russe.
Il post di Zelensky su X
«Sono stati colpiti anche sistemi missilistici antiaerei e stazioni radar russe, e ci sono state nostre risposte contro infrastrutture russe nelle regioni del Mar d’Azov e del Mar Nero».
«L’unica ragione per cui tutto questo continua è la riluttanza della Russia a porre fine a questa guerra. Questa settimana avremo nuovi contatti con i mediatori, in particolare riguardo ai passi e alle proposte necessari. L’Ucraina è sempre attiva nella diplomazia. Ci saranno inoltre nuovi contatti per assicurare pacchetti di difesa aerea».
L’enorme incendio
Video circolati sui social e geolocalizzati dalla CNN mostrano un enorme incendio e alte colonne di fumo provenire da un’area appena fuori dalla città, vicino a quelle che sembrano essere le caratteristiche torri di una raffineria.
Non è ancora chiaro quale struttura sia stata colpita direttamente nell’attacco. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità russe, il bilancio è di almeno 13 morti e 39 feriti. L’agenzia regionale aveva inizialmente riferito di 12 vittime, ma il numero è stato successivamente aggiornato.
LEGGI Ucraina, colpite Odessa e Kharkiv. Il Papa: «Basta violenze. Diplomazia»
L’attacco più letale in Russia da oltre due anni
Il raid di Nizhnekamsk segna una nuova escalation nella guerra aerea tra Russia e Ucraina. Negli ultimi mesi entrambi i Paesi hanno intensificato gli attacchi con droni e missili mentre il fronte terrestre rimane sostanzialmente bloccato.
Un numero crescente di velivoli senza pilota e missili riesce inoltre a superare le difese aeree dei due Paesi, sottoposte a una pressione sempre maggiore. Il risultato è un aumento delle vittime civili e dei danni alle infrastrutture critiche su entrambi i lati del confine.
Prima dell’attacco di lunedì a Nizhnekamsk, il raid ucraino più sanguinoso in territorio russo degli ultimi tempi era stato quello contro i magazzini di Wildberries, il maggiore rivenditore online della Russia. Gli attacchi del mese scorso avevano provocato almeno otto morti in una sola giornata.
I droni di Kiev sempre più in profondità in Russia
Il miglioramento della tecnologia ucraina dei droni a lungo raggio ha permesso a Kiev di colpire con crescente frequenza obiettivi situati molto lontano dal confine.
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha preso di mira raffinerie di petrolio, petroliere, sottostazioni elettriche e altre infrastrutture energetiche, oltre a depositi e magazzini. L’attacco a Nizhnekamsk conferma la capacità di Kiev di raggiungere obiettivi strategici a oltre mille chilometri di distanza, portando la guerra in aree della Russia che per lungo tempo erano rimaste lontane dagli attacchi più pesanti.
Altri quattro morti a Belgorod
Nelle ultime 24 ore altri quattro civili sono stati uccisi nella regione russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina, secondo quanto riferito dal governatore ad interim Alexandr Shuvayev.
Il bilancio arriva mentre Mosca e Kiev stanno aumentando l’intensità della guerra aerea. Sul versante ucraino, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite citati dalla CNN, giugno è stato il mese più sanguinoso per i civili dall’aprile del 2022, a conferma di una fase del conflitto nella quale gli attacchi a distanza stanno assumendo un peso sempre maggiore.































