Il leader di Reform UK ottiene 22.239 voti nella suppletiva che aveva provocato dimettendosi e ricandidandosi. I grandi partiti non partecipano e Count Binface, candidato satirico, conquista quasi il 27%
Nigel Farage ha vinto, come previsto, la suppletiva di Clacton che lui stesso aveva provocato dimettendosi da deputato per poi ricandidarsi immediatamente. Il leader di Reform UK ha ottenuto 22.239 voti, pari al 63%, mentre il suo principale avversario, il candidato satirico Count Binface, è arrivato secondo con 9.455 voti, circa il 27%.
Un risultato netto, ma maturato in una consultazione anomala. I principali partiti britannici avevano infatti scelto di non presentare candidati, definendo l’operazione di Farage una manovra politica costruita per ottenere una nuova legittimazione popolare mentre il leader di Reform è sotto pressione per una serie di vicende legate ai finanziamenti ricevuti. Farage ha commentato con poche parole:
«Il risultato parla da solo».
La suppletiva voluta da Farage
Farage aveva lasciato il seggio di Clacton il mese scorso, annunciando contemporaneamente che si sarebbe ricandidato.
La scelta era arrivata mentre il leader di Reform era sotto indagine da parte del commissario parlamentare per gli standard per non aver dichiarato un contributo da 5 milioni di sterline, circa 6,7 milioni di dollari, ricevuto poco prima delle elezioni politiche del 2024 da Christopher Harborne, miliardario britannico del settore delle criptovalute residente in Thailandia.
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Farage ha fornito nel tempo spiegazioni differenti sul denaro ricevuto: in un caso lo aveva descritto come una sorta di ricompensa per la Brexit, in altri aveva sostenuto che fosse destinato a finanziare la propria sicurezza personale.
A questa vicenda si è aggiunta un’altra controversia sui benefici ricevuti da un suo stretto collaboratore, George Cottrell, che secondo il Sunday Times avrebbe sostenuto spese per sicurezza, personale social e alloggi senza che questi vantaggi fossero dichiarati.
Farage ha respinto le accuse e ha scelto di trasformare la questione in un referendum personale: «La gente di Clacton deve giudicare le mie azioni», aveva dichiarato annunciando le dimissioni.
I grandi partiti boicottano il voto
Conservatori, Labour e gli altri principali partiti britannici hanno deciso di non partecipare alla corsa, definendo la suppletiva una mossa propagandistica.
La loro assenza ha lasciato spazio a decine di candidati minori, satirici o di protesta. Il più conosciuto è stato proprio Count Binface, il “Conte Bidone”, personaggio interpretato dal comico e autore Jon Harvey.
Binface si presenta alle elezioni indossando una vistosa maschera e un costume che ricorda un cestino dell’immondizia ed è ormai una presenza ricorrente nelle campagne elettorali britanniche. A Clacton ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre: quasi il 27% dei voti, dopo che in precedenti consultazioni era rimasto intorno all’1%.
Farage ha perfino ironizzato sul rivale, definendolo «il candidato dell’establishment» per l’attenzione ricevuta dai media.
Una vittoria larga, ma con un’affluenza al 44%
Alla consultazione hanno partecipato 35.401 elettori, circa il 44% degli aventi diritto.
Farage ha quindi migliorato nettamente il risultato ottenuto alle politiche del 2024, quando aveva conquistato Clacton con il 46,2% dei voti. Ma il confronto è reso difficile dall’assenza dei principali avversari politici.
Nel 2024, per esempio, il candidato conservatore era arrivato secondo con il 27,9%. Questa volta a occupare quella posizione è stato un personaggio satirico. È proprio questo il punto utilizzato dagli avversari di Farage per ridimensionare il significato politico della consultazione: ha vinto largamente una gara dalla quale i grandi partiti si erano volontariamente ritirati.
Farage non si presenta allo scrutinio
Il leader di Reform non era presente all’annuncio ufficiale dei risultati al Clacton Leisure Centre.
Poche ore prima aveva però già celebrato la vittoria durante un evento di partito chiamato “Farage Fest”, sostenendo di non avere intenzione di salire sul palco dello scrutinio per essere, a suo dire, «umiliato» da candidati senza peso politico.
Reform UK ha motivato l’assenza anche con una presunta minaccia alla sicurezza del leader. La polizia, tuttavia, non aveva sconsigliato la partecipazione di alcun candidato, limitandosi a predisporre un dispositivo di sicurezza per l’evento.
Labour: «La vittoria non lo scagiona»
La riconferma di Farage non chiude le questioni che avevano portato alla sua decisione di dimettersi. La presidente del Labour, Bridget Phillipson, ha sottolineato che il risultato di Clacton «non lo scagiona» dalle indagini sui finanziamenti e dagli altri accertamenti in corso.
Reform UK resta comunque una delle principali forze della politica britannica. Alle elezioni locali di maggio aveva conquistato quasi 1.500 seggi nei consigli municipali, anche se il consenso complessivo del partito si era fermato attorno al 26%, in calo rispetto a oltre il 30% dell’anno precedente.
Anche alcuni sondaggi recenti hanno indicato Reform sotto il 25%, con il Labour nuovamente davanti.
Il paradosso di Clacton
Farage cercava un mandato popolare che dimostrasse come gli elettori non fossero interessati alle accuse sui finanziamenti. Numericamente lo ha ottenuto: quasi due elettori su tre fra quelli che si sono recati alle urne hanno votato per lui.
Ma la fotografia politica della notte resta paradossale: il leader che vuole guidare la destra britannica e sfidare l’establishment ha dovuto misurare la propria forza soprattutto contro un uomo vestito da bidone della spazzatura.
E Count Binface, con quasi diecimila voti, ha trasformato quella che doveva essere una marcia trionfale in una vittoria surreale. Ce ne vorrebbero di più di politici mascherati, ma veramante in mascera.






























