4 Ott, 2026

Mosca ai diplomatici: «Andate via da Kiev»

Mosca avverte i diplomatici stranieri: «Abbandonate Kiev». E promette nuovi attacchi

Mosca non chiede, ordina. Cittadini stranieri e diplomatici lascino Kiev, chi resta si assume la responsabilità di quello che verrà. Il ministero degli Esteri russo lo scrive nero su bianco, la Tass rilancia: le forze armate russe «continueranno a compiere massicci attacchi di rappresaglia su siti militari a Kiev e in altre città ucraine». Non è una minaccia velata. È un annuncio. Arriva mentre la capitale è già presa di mira da settimane, mentre il sindaco Vitali Klitschko definisce la situazione «estremamente drammatica» e accusa Mosca di «devastare» la città colpendo infrastrutture e logistica. «La responsabilità di eventuali conseguenze negative ricade interamente su coloro che ignorano questo avvertimento», dice il dicastero.

Kallas: «Escalation russa, prepariamoci»

A Roma la giornata era cominciata con tono diverso. Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, reduce dall’udienza con Papa Leone XIV e dai colloqui con Guido Crosetto e Antonio Tajani, dichiara quello che molti pensano e pochi dicono con questa nettezza «La Russia sta spingendo per un’escalation, per creare paura nelle nostre società, dobbiamoprepararci» aggiunge «le minacce e gli attacchi ibridi contro i nostri Paesi hanno l’obiettivo di intimidire gli Stati europei affinché smettano di sostenere l’Ucraina».

Kiev ha bisogno di 70 miliardi per il 2027

E mentre si stringe il cerchio, Kiev avrebbe bisogno di settanta miliardi in più del previsto per resistere nel 2027, con Bruxelles e Kiev già al lavoro su un report per il consiglio europeo di ottobre. Nel 2026 non ci sono buchi, ma la Rada deve approvare le riforme. Con Tajani parla molto di Africa, dalle tensioni tra Eritrea ed Etiopia alla Somalia e al Sahel, dei Balcani occidentali, della Serbia. Sull’incontro tra il ministro tedesco Wadephul e il russo Lavrov: «La Russia ha cercato di umiliarlo e di deridere l’incontro. Non credo ci sia altra possibilità che esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché sia effettivamente disposta a sedersi e negoziare. In questo momento non lo è». Il fianco est dell’Europa regge l’urto.

La Lettonia al voto

Oggi la Lettonia vota per le undicesime elezioni parlamentari, con la guerra a un passo. Un milione e mezzo di lettoni elegge i cento membri della Saeima, il parlamento monocamerale, e oltre l’undici per cento ha già votato in anticipo. Il premier uscente Andris Kulbergs, leader della Lista Unita, centrista e filo-ucraino, cerca il mandato pieno. I sondaggi lo danno in testa al quattordici per cento, tallonato dal partito filo-russo Potere Sovrano, in crescita al 9,4 per cento. «Dobbiamo dare all’Ucraina tutto il necessario ora, affinché possa avere la meglio e vincere», dice Kulbergs. I rivali filo-Cremlino chiedono di interrompere ogni aiuto a Kiev. La Nato ha rafforzato la protezione dello spazio aereo lettone, la Germania ha inviato quattro Eurofighter.

Un drone sulla Lituania

Poco più a nord, la Lituania ha trattenuto il fiato. Un drone in arrivo dalla Bielorussia ha violato lo spazio aereo lituano, l’aeroporto di Vilnius è rimasto chiuso per quasi un’ora, i jet della Nato per la polizia aerea del Baltico sono decollati. Il Servizio di crisi del governo di Vilnius ha invitato la popolazione della Lituania orientale a individuare i rifugi antiaerei più vicini. L’allarme è rientrato, le autorità lavorano per capire cosa abbia causato la segnalazione. Sul terreno, la guerra non concede tregua.

La Russia danneggia il Ponte Nord di Kiev

Nella notte un attacco russo ha danneggiato il Ponte Nord di Kiev, bloccando il traffico per il terzo giorno consecutivo. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato il raid, sostenendo che il ponte serve a «facilitare i movimenti delle truppe e la logistica delle consegne di materiale militare». Klitschko denuncia danni alla carreggiata e alla linea filoviaria. È l’ultimo tassello di una strategia che ha preso di mira i ponti della capitale, dopo che giovedì e venerdì erano stati colpiti il Ponte Sud e altri tre dei sei ponti stradali sul Dnipro. Gli attacchi russi in Ucraina hanno ucciso almeno sei persone; a Kharkiv cinque morti e oltre quaranta feriti. Le forze russe hanno colpito una nave mercantile civile battente bandiera liberiana in un porto della regione di Odessa: un marinaio è morto, tre feriti, tredici membri dell’equipaggio evacuati. L’autorità portuale ucraina parla di «ennesimo attacco deliberato della Federazione Russa contro la navigazione civile». Droni russi hanno colpito anche Hostomel, nell’oblast di Kiev, danneggiando magazzini e ferendo quattro persone, tra cui una bambina di otto anni.

La risposta dell’Ucraina

Ma l’Ucraina risponde: droni ucraini hanno colpito Kaluga, in Russia occidentale, danneggiando palazzi e ferendo civili, tredici abbattuti nella regione; nella regione di Belgorod un civile è morto e due sono rimasti feriti. La presidente moldava Maia Sandu denuncia che cinque ordigni russi, tra cui missili Banderol e droni, «hanno violato il nostro spazio aereo e sono esplosi sul nostro territorio». «La guerra che ha scatenato sta pericolosamente raggiungendo la Moldavia. Mosca sta mettendo a rischio vite umane in tutta Europa e deve essere fermata». L’Agenzia internazionale per l’energia atomica chiede la fine degli attacchi che minacciano la sicurezza nucleare della centrale di Zaporizhzhia. Il direttore generale Rafael Grossi invita alla moderazione per prevenire il rischio di incidenti.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA