In Brasile si vota per scegliere il presidente tra l’uscente Lula e il figlio di Bolsonaro
Oggi il Brasile va al voto in un clima di incertezza assoluta. Occhi puntati sullo Stato di Minas Gerais: nella storia della giovane democrazia brasiliana tutti i presidenti eletti hanno vinto qui. Ma secondo l’ultimo sondaggio in questa realtà Lula, grande amico del regime di Cuba, e Flavio Bolsonaro sono esattamente pari, ambedue al 50%. L’unico dato molto probabile, ma attenzione assolutamente non certo, è che nessuno dei due principali candidati, Luiz Inácio Lula da Silva e Bolsonaro jr dovrebbe riuscire a conquistare la presidenza già al primo turno e che quindi sarà necessario andare al ballottaggio del 25 ottobre.
Sarà necessario il ballottaggio
Secondo le ultime rilevazioni, Lula al primo turno dovrebbe sarebbe attorno al 45%, Flavio al 43%. Se si confermasse questo scenario, tenuto conto che l’elettorato degli altri candidati minori, il rimanente 10-12%, è tendenzialmente di centrodestra, Bolsonaro dovrebbe essere il favorito al secondo turno. Chi sostiene la validità di questi numeri ipotizza che Lula può confermarsi presidente solo se vince nettamente al primo turno, con almeno 6-8 punti di vantaggio da Bolsonaro. Ma si tratta solo di ipotesi.
Alla ricerca del voto utile
Nelle ultime ore ambedue i candidati stanno invocando il voto utile e chissà che la polarizzazione dei consensi possa portare a una sorpresa già domani sera. Infine, c’è chi ipotizza un terzo scenario: al primo turno Bolsonaro in testa seppure di poco rispetto a Lula. A quel punto non si può escludere che in vista del ballottaggio non scatti la reazione e Lula possa vincere grazie ai consensi di chi non lo ama ma lo voterebbe pur di evitare il ritorno di un Bolsonaro alla presidenza.
Lula favorito
Secondo l’ultimo sondaggio Cnt-Mda il presidente Luiz Inácio Lula da Silva è in vantaggio sia al primo che al secondo turno. Nel primo turno, Lula risulta avere il 43,1% delle intenzioni di voto, seguito da Flávio Bolsonaro con il 38,0%. Nell’ipotesi di ballottaggio tra i due del 25, il 47,3% degli intervistati dichiara che voterebbe per Lula, mentre il 43,1% sceglierebbe Flávio Bolsonaro. Le schede bianche e nulle ammontano al 7,6%, mentre l’1,9% non sapeva o non ha risposto.
Ma potrebbe essere un testa a testa
Per il sondaggio di PoderData/AYA, pubblicato da Cnn Brasil Lula e Flávio Bolsonaro sono a pari merito con il 46% al secondo turno, in programma il 25 ottobre. L’indagine condotta dall’istituto ha effettuato 4.000 interviste a livello nazionale tra il 30 settembre e il 2 ottobre, con un margine di errore dell’1,5 punti percentuali. Gli elettori che dichiarano di voler votare scheda bianca o nulla rappresentano il 7% del campione totale.
Forze armate mobilitate
Le Forze armate del Brasile mobiliteranno 26.500 militari in occasione del primo turno delle elezioni presidenziali, in programma domenica 4 ottobre. Il personale della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica sarà impiegato in 482 comuni di 12 Stati, per un totale di 8.827 seggi elettorali. L’operazione – su richiesta della giustizia elettorale – prevede misure di sicurezza durante il voto e lo scrutinio, oltre al trasporto di urne, attrezzature e personale verso comunità isolate, riserve indigene e altri territori difficili da raggiungere. Il supporto logistico interesserà 121 località in otto Stati, in cui saranno impiegati aerei, elicotteri, imbarcazioni e veicoli militari.
Ecco come si vota
Le votazioni si terranno dalle 8:00 alle 17:00 ora di Brasilia (dalle 13 alle 22 in Italia), mobilitati 26mila militari ai seggi. Si vota un numero e non un nome, Lula ha tradizionalmente il 13, Bolsonaro lo stesso del padre, il 22. Grazie al sistema elettorale elettronico i risultati finali saranno noti nel giro di poche ore. Saranno eletti anche 27 governatori, 513 deputati federali, 54 senatori (su un totale di 81) e 1.059 deputati statali e distrettuali. L’astensione è solitamente intorno al 20%, ma il clima di polarizzazione potrebbe far scendere questo dato. L’elettore che si reca alle urne, tuttavia, può votare in bianco o nullo. Il voto è obbligatorio per i brasiliani alfabetizzati tra i 18 e i 70 anni, e la multa per chi non giustifica la propria assenza è fino a 3,51 real, circa 50 centesimi di euro. Per i giovani di 16 e 17 anni, analfabeti e sopra i 70 anni, la partecipazione è facoltativa.
Il Minas Gerais sarà decisivo
Il presidente uscente Lula è storicamente molto forte nel Nordest, la regione più povera del Brasile e con 43,5 milioni di elettori, mentre Flávio Bolsonaro dovrebbe dominare nel Sud (22,9 milioni), culla dell’immigrazione italiana, e nel Midwest (12 milioni), un importante centro di produzione di bestiame e soia. Il Nord (13,1 milioni), che comprende l’Amazzonia, è diviso. Ma gli occhi di tutti gli osservatori sono puntati sul popoloso, ricco e industrializzato Sud-Est (66,3 milioni), in particolare sul Minas Gerais: da quando il Brasile è una democrazia, dagli anni ’80, tutti i presidenti eletti hanno vinto in questo Stato.




























