7 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

7 Lug, 2026

Farage lascia Westminster e sfida tutti: «Ora mi giudichi il popolo»

Nigel Farage

Il leader di Reform UK Nigel Farage si dimette dal seggio di Westminster e si ricandida per affrontare il giudizio degli elettori mentre è sotto indagine sulle donazioni ricevute e sulla dichiarazione dei suoi interessi finanziari


Nigel Farage si dimette da deputato, e si ricandida subito per trasformare le accuse sui suoi affari privati in un verdetto popolare.

Il leader di Reform UK, ex tribuno della Brexit, ha annunciato a sorpresa l’addio al seggio di Clacton, dove chiederà agli elettori di confermarlo dopo le rivelazioni sulle donazioni milionarie ricevute e sui redditi non pienamente dichiarati in Parlamento.

La sfida agli elettori

«Ho deciso che siano gli elettori di Clacton a giudicare le mie azioni», ha detto Farage in un messaggio trasmesso sul canale YouTube del partito. Ha definito la suppletiva una battaglia tra «il popolo e l’establishment».

La mossa anticipa un possibile esito dell’indagine del commissario parlamentare sugli standard.

Se fosse accertato che Farage avrebbe dovuto dichiarare alcuni benefici economici, il leader populista avrebbe potuto essere sospeso e costretto comunque a tornare davanti agli elettori.

I finanziamenti contestati

Al centro del caso c’è una donazione da 5 milioni di sterline ricevuta da Christopher Harborne, miliardario britannico delle criptovalute residente in Thailandia. Farage sostiene che si trattasse di un regalo personale, ricevuto prima della sua elezione nel 2024, e quindi non soggetto all’obbligo di dichiarazione.

Nel fine settimana il Sunday Times ha rivelato un secondo filone: benefici forniti da George Cottrell, suo alleato politico ed ex condannato per frode negli Stati Uniti. Secondo il giornale, Cottrell avrebbe messo a disposizione personale per i social e l’uso di un immobile vicino a Buckingham Palace.

La linea difensiva

Farage respinge le accuse e sostiene di aver rispettato le regole. Nel suo intervento ha attaccato giornalisti, governo e «media mainstream», parlando di «comportamento spregevole» e di una campagna contro la sua famiglia.

Ha anche difeso il finanziamento ricevuto da Harborne: «Fare soldi non è un crimine», ha detto, definendo la donazione «l’equivalente di una vincita alla lotteria». In passato l’aveva spiegata come un aiuto per la sua sicurezza personale, poi come un riconoscimento per il ruolo avuto nella campagna per la Brexit.

Il rischio politico

Farage parte favorito a Clacton, dove nel 2024 aveva vinto con oltre ottomila voti di margine. Ma anche una vittoria netta non chiuderebbe il caso. Le indagini parlamentari verrebbero sospese durante l’assenza da Westminster e riprenderebbero in caso di rielezione.

La sfida arriva in un momento delicato per Reform UK. Il partito resta avanti nei sondaggi, ma il consenso è sceso rispetto all’anno scorso. Alla sua destra cresce Restore Britain, fondato da Rupert Lowe dopo la rottura con Farage. E nelle ultime suppletive Reform ha subito alcune sconfitte pesanti.

Il dopo Starmer

Farage rivendica il ruolo avuto nella crisi del governo laburista e nelle dimissioni annunciate da Keir Starmer. Ma ora deve difendere la propria leadership. La suppletiva di Clacton sarà una prova locale solo in apparenza: in realtà dirà quanto il leader di Reform possa ancora presentarsi come candidato credibile a guidare il Regno Unito.

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