4 Ott, 2026

Gori con Renzi alla Leopolda: «Servono i riformisti»

L’eurodeputato Pd Giorgio Gori ospite di Matteo Renzi alla kermesse di Firenze per rafforzare il ruolo dei riformisti

Eppur si muove. Nelle ultime 48 ore qualcosa è successo nello stallo che tiene bloccato centrosinistra da mesi. S’intravede una chiarezza che non è detto sia risolutrice ma almeno avrà il merito di fare, appunto, chiarezza su chi sta con chi e perchè. E’ un momento muro delicato ma necessario al centrosinistra per organizzarsi in vista della campagna elettorale.

La sfida tra Schlein e Conte

Ci sono state le parole chiare nette della segretaria Elly Schlein dirette al competitor Conte: “Uno non vale uno, siamo generosi ma non ingenui”. La reazione secca dell’ex premier grillino “andiamo a primarie, non ci sono alternative” dopo l’allusione un po’ pelosa “io avrei anche fatto un passo indietro per lasciare spazio ad un federatore” hanno tirato fuori il non-detto che tutti sanno ma non declinano. Nel dubbio ha parlato Di Battista: “Se Conte non sarà candidato premier, la base grillina non lo seguirà”. E Carlo Calenda che guarda la scena da fuori convinto dalla propria autonomia: “Se Conte non sarà premier, si sfilerà”.

Leopolda, l’Arca dei riformisti

Fa chiarezza, in questo fine settimana, anche la discesa in campo di Franco Gabrielli con “Più Uno” di Ernesto Maria Ruffini ma rigorosamente nella metà campo del centrosinistra “per rafforzare l’offerta centrista e riformista”.  E poi c’è la Leopolda, la n.14, dal titolo esplicito: “Riprenderci Itaca”, cioè l’Italia e il governo di questo paese perchè, avverte il padrone di casa, “chi prova a rompere la coalizione sarò inseguito con i forconi nel paese”. Renzi tiene il filo della tre giorni seduto a prua della barca di Ulisse che domina il palco, una barca che diventa per tre giorni la casa – l’Arca salvifica?  – dei riformisti.

Una sfilata di leader e di sindaci

Ieri sono passati di qua Benedetto della Vedova e Matteo Hallisey presidente di + Europa,  Vincenzo Spadafora presidente della Associazione Primavera, tanti sindaci in carica (tra cui De Luca a Salerno, De Toni a Udine, Zedda a Cagliari, Guerra a Parma, Lo Russo a Torino), quasi candidati come Mario Calabresi, presidenti di regione come De Pascale, il presidente del Pd Stefano Bonaccini, ex sindaci come Simone Uggetti e Giorgio Gori, eurodeputato Pd che qualche giorno fa ha rotto il ghiaccio e ha “osato” rompere il silenzio della segretaria del Pd candidandosi alla guida della “corrente” riformista del Pd. 

Tommaso Nannicini presenta il programma

Dopo il tema della sicurezza, su cui la Leopolda ha messo il cappello mettendo in campo il modello De Luca (“la sicurezza è un problema della povera gente, non dei ricchi, è questo che sto provando a far capire al Pd”), ieri nei padiglioni della stazione del Granduca da quattordici anni il laboratorio del renzismo, è stato centrale appunto il tema dei riformisti nella metà campo di centrosinistra.  Che poi è il nodo che tiene bloccato il progetto politico del centrosinistra. L’economista ed ex senatore  Pd Tommaso Nannicini, l’ex ministra Marianna Madia, deputata che ha lasciato il Pd proprio per denunciare lo scarso riformismo del Nazareno, hanno spiegato la meravigliosa avventura delle primarie delle idee. “Volete un programma? Volete idee? – ha detto Nannicini – ne abbiamo quante ne volete, eccole qua, il risultato di un meraviglioso viaggio nel paese. Il campolargo non basta, serve lo sguardo lungo per riconquistare Itaca”.  

Gori: «Non basta vincere le elezioni, bisogna governare»

Molta attenzione e qualche peso nella dinamica di questo fine settimana politico hanno avuto le parole di Giorgio Gori. “Non basta vincere le elezioni, seppure quello sia il primo pezzo: è necessario governare bene e io penso che per questo servano le idee dei riformisti, le idee di questo popolo che certe volte si è trovato deluso dal nostro comportamento e si è rifugiato chi nell’astensione, chi addirittura dando il proprio consenso al centrodestra. E’ tempo di riconquistare quei pezzi di società, parlare con loro, ascoltarli, tradurre il loro consenso in una iniziativa di governo”. Il ruolo e la centralità dei riformisti: ecco il messaggio di questa Leopolda n.14 con Renzi nel ruolo di padrone di casa, senza dubbio, ma soprattutto facilitatore che lascia volentieri il palco ad altri.

Il dibattito nel Pd

“Sia al tavolo del programma che nei confronti della società è fondamentale che i riformisti siano in evidenza – ha spiegato Gori – È anche il senso della proposta che ho presentato all’interno del mio partito quando ho detto che a noi del Pd conviene avere più di un candidato alle primarie per arrivare a pezzi di società che rischiamo di non intercettare”. Nulla di personale, solo “un punto di vista più esteso” che Gori ha espresso anche venerdì in Direzione. Purtroppo, sono arrivate risposte  tranchant. Ne riparleranno in Assemblea, (il 18 ottobre, ndr). Oggi gran finale con Matteo Renzi. Prima di lui parlerà dalla barca di Ulisse anche un senior come Pierferdinando Casini e il presidente del Pd Stefano Bonaccini. 

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