Al vertice E5 di Berlino con Merz, Macron, Starmer e Tusk, Giorgia Meloni rilancia il rafforzamento della componente europea della Nato in vista del summit di Ankara. La premier insiste su difesa, sicurezza, infrastrutture critiche, Ucraina e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz
L’Europa deve rafforzare la propria componente dentro la Nato e l’Italia farà la sua parte. Giorgia Meloni lo dice a Berlino, al termine del vertice E5 convocato in vista del summit dell’Alleanza atlantica di luglio ad Ankara. Un appuntamento che riunisce i leader di Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, ospiti del cancelliere tedesco Friedrich Merz, in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalla crisi in Medio Oriente e dal ripensamento degli equilibri di sicurezza globali.
«L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza portando avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente più forte e solida dell’Alleanza atlantica. Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l’Italia come sempre farà la propria parte», ha detto la presidente del Consiglio nelle dichiarazioni alla stampa insieme agli altri leader dell’E5.
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La componente europea della Nato
Meloni ha insistito sulla necessità di rafforzare la capacità europea di risposta alle crisi. «L’occasione ci offre l’opportunità di approfondire gli strumenti che abbiamo a disposizione per rafforzare la capacità comune di rispondere alle complesse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte», ha spiegato.
Per la premier, il punto di partenza è chiaro: «L’architettura di sicurezza globale sta cambiando con una velocità estrema» e l’Europa deve assumersi più responsabilità in materia di difesa e sicurezza. L’obiettivo è costruire una componente europea più solida della Nato, «in un’ottica di complementarietà con la colonna americana», valorizzando le eccellenze industriali europee e incentivando la nascita di una robusta base industriale comune.
Difesa, sicurezza e resilienza
La premier ha allargato il concetto di difesa oltre il piano strettamente militare. «Gli impegni che tutti gli Stati membri della Nato si sono assunti l’anno scorso a L’Aja non riguardano solamente la difesa in senso classico, riguardano e abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica», ha detto.
Per Meloni, questo significa proteggere le infrastrutture critiche, garantire l’approvvigionamento energetico, difendere i dati di famiglie e imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la capacità di risposta alle emergenze e proteggere i confini. «La strada che vogliamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza», ha aggiunto.
Il sostegno a Kiev
Sull’Ucraina, la linea resta quella del sostegno a Kiev fino a una pace giusta e duratura. «Ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita», ha detto Meloni.
La premier ha chiarito che non può esserci una soluzione credibile senza continuare ad aiutare l’Ucraina: «Niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura».
Il nodo del Medio Oriente
Il vertice E5 ha affrontato anche la crisi in Medio Oriente. Meloni ha definito la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran «un segnale molto positivo», pur avvertendo che il contesto resta fragile e che sarà necessario consolidare il quadro diplomatico.
Restano centrali, ha spiegato la premier, il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali. In particolare, lo Stretto di Hormuz resta «una priorità strategica per tutti». Su questo fronte, ha aggiunto Meloni, «l’Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, ferme restando ovviamente le autorizzazioni che nel caso sarebbero necessarie».
Merz: no ai percorsi solitari
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha messo in guardia dal rischio di scelte isolate nel campo della difesa. «Percorsi solitari sarebbero un errore», ha detto nella conferenza stampa congiunta al termine del vertice.
Merz ha ribadito la volontà di ancorare saldamente la difesa europea all’Alleanza atlantica: «Vogliamo ancorare in modo solido la nostra difesa e le nostre truppe nell’Alleanza atlantica». Sul Medio Oriente, il cancelliere ha accolto con favore l’intesa quadro raggiunta tra Stati Uniti e Iran, aggiungendo che l’Europa darà il proprio contributo «quando ci saranno le condizioni».
Il messaggio a Mosca
Sull’Ucraina, Merz ha spiegato che al vertice Nato di Ankara gli europei vogliono inviare «un forte segnale di sostegno a Kiev». Il governo tedesco propone un rafforzamento dei finanziamenti e un messaggio diretto alla Russia: «Il sostegno europeo non cede».
Secondo Merz, al G7 di Evian è emerso che il fronte transatlantico è unito «come da tempo non accadeva». L’auspicio, ha aggiunto, è che Mosca ne tragga la conclusione che «è tempo di entrare nei colloqui di pace».
Macron: europei e americani più vicini
Anche Emmanuel Macron ha insistito sull’unità ritrovata tra Europa e Stati Uniti. «Gli europei e gli americani si stanno avvicinando, lo abbiamo visto al G7», ha detto il presidente francese dopo il vertice E5.
Macron ha sottolineato che i colloqui di Berlino hanno mostrato un alto livello di coesione tra i leader europei. «Noi europei abbiamo aumentato il nostro budget per la difesa, vogliamo aumentare la nostra capacità di deterrenza», ha aggiunto. Il summit Nato di Ankara, secondo il presidente francese, servirà a riaffermare il pilastro europeo dell’Alleanza.
Il vertice E5 verso Ankara
Alla riunione di Berlino hanno partecipato anche il premier britannico Keir Starmer e il primo ministro polacco Donald Tusk. Macron, come gli altri leader, ha ringraziato Starmer per «aver aperto una strada da cui non si torna indietro».
Il vertice è stato convocato in vista del summit Nato di luglio, che sarà uno snodo decisivo per definire gli impegni europei su difesa, sicurezza, Ucraina e industria militare. Prima della riunione, Meloni ha avuto anche un breve colloquio con Tusk sulla terrazza della Cancelleria, mentre Merz e Macron si intrattenevano in un altro bilaterale informale.
La linea uscita da Berlino è chiara: rafforzare il pilastro europeo della Nato, senza rompere il legame con Washington. Per Meloni, l’Italia deve stare dentro questa partita. E, come ha detto la premier, «farà la propria parte».

































