Al vertice intergovernativo di Antibes, Italia e Francia rilanciano la cooperazione su difesa, Ucraina, Libano, energia, immigrazione e sicurezza. Macron: «Partner naturali e indispensabili». Meloni: «Interessi convergenti»
Non si può certo dire che tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron sia mai scattata la scintilla in questi anni, eppure mai come nel vertice di ieri l’aria che tira nelle relazioni italo-francesi è apparsa così buona e salutare, proprio come quella di Antibes, cittadina della Costa Azzura sede dell’incontro andato in scena ieri. Crisi internazionali, difesa, commercio, energia; tanti i temi affrontati ieri nel primo vertice intergovernativo Italia-Francia dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale. D’altro parte, erano state molte le incomprensioni sorte in questo lasso di tempo tra Palazzo Chigi e l’Eliseo, come la questione migratoria, il possibile dispiegamento di soldati europei in Ucraina o i più semplici bisticci politici.
Un rapporto oltre le incomprensioni
Come quello scoppiato lo scorso febbraio in seguito all’uccisione dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque a Lione. Tutte queste scaramucce politiche passano evidentemente in secondo piano rispetto al solido rapporto economico e industriale tra Francia e Italia, che d’altra parte è valso lo scorso anno ben 112,3 miliardi di euro. La giornata di ieri ha visto la firma di tutta una serie di accordi a tutto campo: dalla difesa allo spazio, dall’energia ai trasporti, fino alla cultura e all’istruzione.
Partiamo dalla fine, ovvero dalla conferenza stampa congiunta effettuata dai due leader al termine della giornata. «Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono: siamo due grandi nazioni con interessi convergenti», ha affermato in apertura la premier Meloni, secondo la quale la giornata di ieri è stata «molto importante per i rapporti Italia-Francia». «Francia e Italia sono partner naturali e indispensabili», ha dichiarato per parte sua Macron, segnalando che «vogliamo proiettare il nostra relazione verso il futuro con obiettivi chiari».
Difesa e sostegno all’Ucraina.
Il dossier più rilevante è quello della difesa. La cooperazione nella difesa. Nel sostegno all’Ucraina, nelle operazioni di pace e di sicurezza comune, i programmi congiunti di armamenti» come «i missili Aster e Samp-T» che sono dei «successi». Macron ha citato la cooperazione in campo energetico, sottolineando che sia «più necessario che mai rafforzare l’indipendenza energetica europea. La Francia ha fatto la scelta del nucleare e c’è un processo legislativo in Italia che tende a fare ripartire il nucleare».
Sul tema dell’immigrazione e della sicurezza, il presidente francese ha annunciato «la creazione di una squadra mista italo-francese contro l’immigrazione irregolare, e abbiamo lanciato assieme una coalizione contro le droghe e il narcotraffico». Spazio anche per le crisi mediorientale, con focus sul Libano, dove «la Francia e l’Italia hanno un ruolo particolare perché entrambe contribuiscono all’Unifil».
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Insieme al presidente Meloni «vogliamo lanciare una coalizione su un meccanismo post Unifil, naturalmente in collaborazione con l’Unione Europea e le Nazioni Unite, per rafforzare la sovranità in Libano e evitare che il suo territorio diventi il punto di partenza una nuova escalation regionale». La giornata di ieri era però iniziata nel pomeriggio, con una visita della premier italiana al Museo Picasso, dove è stata accolta dal Presidente francese.
Un vertice di alto livello
In seguito, è iniziato presso Villa Eilenroc il vero e proprio incontro tra le due delegazioni, la cui grandezza ha dato una dimostrazione plastica dell’importanza profusa in questo consesso. Per l’Italia hanno presenziato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, i Ministri Piantedosi, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Pichetto Fratin, Bernini e Giuli, nonché il Viceministro Rixi. Per la Francia i Ministri Barrot, Nuñez, Vautrin, Lescure, Bregeon, Tabarot, Génevard, Baptiste e Pégard.
Diverse le intese raggiunte, a partire dalla firma di una “roadmap bilaterale” il cui scopo è quello di definire le priorità della cooperazione tra Italia e Francia in tema di difesa per i prossimi cinque anni, tra cui spicca la difesa antiaerea, dove il sistema franco-italiano Samp/T e i suoi missili Aster, potrebbero assumere presto il ruolo di alternativa allettante ai Patriot americani.
Più integrazione tra le forze armate
Un altro accordo siglato ieri prevede anche lo scambio di “ufficiali interforze”, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra gli Stati maggiori dei due Paesi. Altre delle intese annunciate hanno riguardato il settore delle infrastrutture critiche ed energetico. Per quest’ultimo si segnala la sottoscrizione da parte di Edison, delle francesi Edf, Nuward e degli altri operatori dell’industria e della filiera nucleare italiana.
Una dichiarazione di Intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia dei piccoli reattori modulari (SMR) di Nuward, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035. Grande importanza è stata data anche al consolidamento del progetto Bromo, la joint venture strategica siglata fra Thales, Leonardo e Airbus al fine di creare un campione europeo nel settore dei satelliti in grado di competere con SpaceX di Elon Musk.
Spazio anche ai trasporti, dove si sono registrati impegni concreti per l’avanzamento della linea ferroviaria Torino-Lione, oltre ai collegamenti Marsiglia-Genova e ai tunnel del Frejus e del Colle di Tenda. Progetti che mirano a migliorare la logistica transfrontaliera e a facilitare quindi gli scambi commerciali. Insomma, la cooperazione Italia Francia continua a crescere in numero e sostanza. La sensazione che lascia la giornata di ieri è che, messi alle spalle i numerosi bisticci tra Meloni e Macron, Italia e Francia stiano diventando sempre più indispensabili l’una per l’altra.































