Gli Usa taglieranno caccia, aerei da ricognizione e asset navali destinati alla difesa europea. Lo conferma un documento inviato agli alleati. Crescono le preoccupazioni sulla capacità di deterrenza della Nato verso la Russia
Gli Stati Uniti si preparano a ridurre in modo significativo il proprio contributo militare alla Nato in Europa. Secondo quanto riferisce il New York Times, citando funzionari europei e un documento trasmesso agli alleati all’inizio di giugno, l’amministrazione Trump avrebbe deciso di tagliare una parte rilevante degli asset aerei e navali messi a disposizione dell’Alleanza Atlantica, accelerando il processo di disimpegno americano dal continente.
La decisione rappresenta il quadro più chiaro finora emerso sulle reali intenzioni della Casa Bianca e conferma la volontà del presidente Donald Trump di spingere gli europei ad assumersi una quota molto maggiore della propria difesa.
Meno caccia e meno sorveglianza
Il piano prevede la riduzione dei caccia F-16 e F-15E assegnati alle operazioni Nato in Europa da circa 150 a 100 unità. Washington intende inoltre ridurre gli aerei da ricognizione marittima da 26 a 15 ed eliminare completamente gli otto velivoli cisterna finora disponibili per il rifornimento in volo delle missioni europee.
Secondo gli esperti, questi tagli avranno conseguenze dirette sulla capacità dell’Alleanza di monitorare le attività militari russe e di sostenere operazioni a lungo raggio.
Via anche navi, sottomarini e bombardieri
Il ridimensionamento non riguarda soltanto l’aviazione. Gli Stati Uniti prevedono infatti di riallocare un sottomarino armato con missili, una portaerei e diverse unità navali che oggi partecipano alle missioni europee. Sarà inoltre trasferito uno dei due gruppi di bombardieri strategici finora assegnati alla difesa del continente.
Il Pentagono non ha confermato i numeri contenuti nel documento ma ha richiamato le recenti dichiarazioni del Comando Europeo degli Stati Uniti, che aveva già annunciato l’intenzione di ridurre gli impegni militari in Europa.
La pressione di Trump sugli alleati
Trump sostiene da anni che gli Stati Uniti sostengano un peso eccessivo all’interno della Nato. Il presidente americano ha ripetutamente chiesto agli alleati europei di aumentare le spese militari e di prepararsi a difendersi senza fare affidamento costante sulla protezione americana. Finora Washington aveva annunciato soltanto riduzioni limitate in singoli Paesi. Il nuovo piano rappresenta invece una revisione complessiva della presenza militare statunitense sul continente.
L’Europa corre ai ripari
La riduzione arriva mentre molti governi europei stanno accelerando i programmi di riarmo. L’obiettivo è compensare almeno in parte la progressiva diminuzione del sostegno americano. Tuttavia diversi analisti ritengono che il problema non sia soltanto quantitativo.
La presenza militare degli Stati Uniti rappresenta infatti un elemento fondamentale della deterrenza nei confronti della Russia, soprattutto per quanto riguarda le capacità di attacco a lungo raggio e la credibilità politica dell’Alleanza.
I timori per la Russia
La notizia arriva in una fase particolarmente delicata per la sicurezza europea. A fine maggio un drone russo ha colpito un edificio residenziale in Romania, il primo attacco di questo tipo in una grande area urbana di un Paese Nato. Episodi simili hanno alimentato il timore che Mosca possa aumentare la pressione anche oltre il teatro ucraino.
Per molti governi europei la questione centrale non riguarda soltanto il numero di aerei o di navi che resteranno a disposizione della Nato. Il vero interrogativo è se, in caso di crisi, gli Stati Uniti di Trump siano ancora disposti a intervenire in difesa dell’Europa.
































