La Procura di Bologna ha nominato l’ingegnere che eseguirà l’analisi del cellular di Fakir. Ha 60 giorni di tempo
La mattina del 30 luglio è stato designato chi si occuperà di eseguire l’analisi cellulare sul dispositivo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio al Pilastro durante un intervento della polizia. L’ingegnere Giuseppe Ferraro, nominato dalla Procura, avrà 60 giorni di tempo per studiare l’attività memorizzata sul cellulare della vittima a partire dal primo gennaio 2026, e ricostruire lo stato psicofico di Fakir il giorno della morte.
La posizione dell’avvocato della famiglia
«Questo è un momento importante. Speriamo che non ci siano discussioni» auspica Fabio Anselmo, il legale dei familiari della vittima, che ha osservato come il tempo previsto per le analisi sia troppo esteso e chiede che qualsiasi estensione avvenga solo con l’ok della famiglia.
L’avvocato ha poi nominato come consulente di parte l’ingegner Sergio Civino per evitare che «le analisi dei cellulari e dei supporti informatici siano limitati strettamente dal punto di vista cronologico e logico ai fatti per cui si procede». Soprattutto Anselmo e la famiglia chiedono di evitare la «vittimizzazione secondaria» di Fakir, «che tutti i fatti personali di Fakir diventino oggetto di talk show e di discussione televisiva e che venga, diciamo, infangata la sua memoria».
All’analisi parteciperanno anche l’ingegnere Spalletti come consulente per i due agenti di polizia, difesi dall’avvocato Gabriele Bordoni, e nessun consulente di parte per i quattro sanitari del 118, difesi dall’avvocato Mario Simoni.
Dopo la nomina dell’ingegnere, Anselmo ha ricevuto il “no” della Procura al cambio di corpo investigativo da lui richiesto dopo aver denunciato forti ingerenze e dichiarazioni pubbliche di esponenti di governo a favore degli agenti prima della fine delle indagini.

La richiesta dell’avvocato dei poliziotti
Gabriele Bordone, legale dei poliziotti iscritti nel registro preliminare 45 bis per la morte di Fakir. L’avvocato ha chiesto nei giorni scorsi alla Procura di valutare se estendere la consulenza informatica sul cellulare della vittima anche ai video acquisiti dagli investigatori. «Non avendo affrontato e deciso il tema da me proposto questa mattina è evidente che la Procura lo valuterà in disparte, appena deciderà vedrò se lo praticherà nelle forme di un accertamento tecnico irripetibile, nelle forme di un accertamento ripetibile, oppure se riterrà in questo momento che non sia il caso di andare nella direzione da me proposta».
Sulla richiesta di Bordoni è intervenuto anche Anselmo: «Posso mettere anche il mio cellulare se vuole l’avvocato Bordoni per fare la perizia».
La posizione dell’avvocato dei sanitari del 118
Sulla nomina dell’ingegnere che eseguirà l’analisi del telefono di Fakir si è espresso anche Marco Simoni, il legale dei quattro soccorritori del 118 presenti la mattina della morte e iscritti nel registro preliminare 45 bis, come i due poliziotti. «Noi non abbiamo nominato un consulente di parte perché la nostra condotta è limitata a un intervento diverso, non abbiamo interesse in questo momento all’analisi del cellulare».






























