17 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Apr, 2026

Iran, Trump torna all'attacco di Meloni, Papa e Nato. E posta un'altra foto insieme a Gesù

Teheran

Blocco navale nello Stretto di Hormuz con forze americane in campo, mentre Trump rilancia attacchi contro Meloni, Nato e Leone: “Dite al papa che l’Iran ha ucciso 42.000 innocenti”. E su Truth appare la nuova foto discutibile


Gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero tornare al tavolo negoziale entro pochi giorni. In un’intervista a Fox News il presidente Usa Donald Trump ha indicato la possibilità di nuovi incontri “nei prossimi due giorni”. Ma in una sede diversa dal Pakistan dove il weekend scorso i colloqui si sono chiusi senza accordo.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Trump continua a sostenere che la guerra è “molto vicina alla fine”. Non è la prima volta che indica un finale imminente: già il primo aprile aveva parlato di una chiusura nel giro di tre settimane. La guerra doveva essere un lampo, Epic Fury, 12-14 giorni al massimo. Al corrispondente di Sky News Uk da Washington, Mark Stone, ha poi detto che il conflitto potrebbe finire prima della visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30 aprile.   

E mentre Washington e Teheran valutano nuovi colloqui, si muove anche la diplomazia globale. La Cina ha avanzato una proposta in quattro punti per la pace. Ma secondo il Financial Times, che ha consultato documenti militari iraniani trapelati, l’Iran avrebbe usato proprio un satellite spia cinese per colpire le basi militari Usa in tutto il Medio Oriente durante la guerra.

La Cina ha smentito. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri, le notizie dei media che ‘accusano Pechino di fornire supporto militare all’Iran sono interamente fabbricate’.

Teheran: sì al dialogo, no alla sottomissione

Dall’Iran arriva un’apertura, ma con condizioni nette. Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è favorevole a un confronto costruttivo con Washington, ma respinge qualsiasi pressione. “Non ci lasceremo costringere alla sottomissione”, ha affermato. Esiste comunque una “alta probabilità” di ospitare a breve una delegazione di mediatori pakistani. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha spiegato che, dopo i colloqui avvenuti a Islamabad e i contatti tra Pakistan e Stati Uniti, le posizioni delle parti sono state chiarite e ora si punta a un confronto più approfondito.

Nonostante i segnali di apertura, non esiste ancora un calendario per un nuovo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti.

Trump (ri) attacca Meloni sul dossier Iran

Nuovo affondo di Trump contro Giorgia Meloni sul fronte iraniano. In un’intervista a Fox, il presidente americano ha definito “negativa” la posizione della premier italiana, accusandola di non aver collaborato nella gestione della crisi con Teheran. “Chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto non ha più lo stesso rapporto con noi”, ha detto, sottolineando anche il ruolo strategico dell’Italia per le forniture energetiche legate allo Stretto di Hormuz. Parole che segnano un ulteriore irrigidimento nei rapporti tra Washington e Roma, mentre la tensione internazionale resta alta.

“Dite al papa che l’Iran ha ucciso 42.000 innocenti”

Sui social non si è arrende.

Riposta un’altra foto con Gesù e aggiunge: “I fanatici della sinistra radicale potrebbero non gradirlo, ma penso che sia davvero molto bello!!! Presidente DJT” e ne scrive due di sua mano. Uno per la Nato: “Non c’è stata per noi ora, non ci sarà per noi in futuro”.

L’altro è rivolto al Papa. Chiede, visto che lui non ci parla, se qualcuno può dire a Leone che in Iran c’è un regime.

“Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti, completamente disarmati, negli ultimi due mesi, e che per l’Iran avere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile. Grazie per l’attenzione su questa questione. L’AMERICA È TORNATA!!! Presidente DONALD J. TRUMP”

Blocco Usa e stop al commercio iraniano

Gli Stati Uniti hanno completamente fermato il traffico commerciale da e verso i porti iraniani a meno di 36 ore dall’avvio del blocco navale. Lo ha reso noto il comando centrale americano, spiegando che oltre 10mila militari, più di una dozzina di navi da guerra e decine di aerei stanno facendo rispettare l’operazione. Il dispositivo consente il passaggio solo alle navi dirette verso porti non iraniani, ma di fatto paralizza l’economia marittima di Teheran.

I tracciamenti navali mostrano movimenti incerti e difficili da verificare.

La petroliera cinese, Rich Starry, che ieri aveva provato ad aggirare il blocco è tornata nell’area. Secondo il Comando Centrale Usa, nelle prime 24 ore nessuna nave è riuscita a transitare e diverse imbarcazioni sono state costrette a invertire la rotta.

Negoziati complicati e fronte libanese

Uno dei punti più delicati riguarda il Libano, dove il conflitto tra Israele e Hezbollah rischia di allargare ulteriormente la crisi. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano dopo un raro incontro a Washington tra i rispettivi ambasciatori. Hezbollah, però, non è coinvolto e questo rende fragile qualsiasi ipotesi di accordo, considerando che il gruppo sciita mantiene autonomia militare e politica. Beirut è stretta tra due opzioni difficili: affrontare Hezbollah rischiando una crisi interna oppure evitare lo scontro diretto e subire il proseguimento delle operazioni israeliane.

Israele continua i raid nel sud del Libano

Sul terreno, la guerra non rallenta. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito oltre 200 obiettivi nel sud del Libano nelle ultime 24 ore, proseguendo la campagna contro Hezbollah. Il bilancio per il Libano resta pesante, con oltre un milione di sfollati e più di 2.000 morti secondo il ministero della Sanità libanese.

In Iran si contano almeno 1.701 morti, tra cui 254 bambini.

Italia, stop all’accordo con Israele

Nel quadro delle tensioni internazionali, anche l’Italia ha preso posizione. Il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con Israele sulla cooperazione nella difesa, una scelta che segna un passaggio rilevante nella politica estera italiana in questa fase di crisi.

Diplomazie in movimento tra Cina e Russia

Mentre Washington e Teheran valutano nuovi colloqui, si muove anche la diplomazia globale. La Cina ha avanzato una proposta in quattro punti per la pace, puntando a rafforzare il proprio ruolo internazionale come mediatore. Sul fronte russo, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha annunciato che Vladimir Putin sarà a Pechino entro metà anno, segnale di un asse sempre più attivo nel ridefinire gli equilibri geopolitici.

Allarme economia globale

Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un avvertimento: le ripercussioni della guerra sul mercato energetico rischiano di rallentare la crescita globale, alimentare l’inflazione e aumentare la probabilità di una recessione. Anche nel caso di un conflitto breve, il danno economico è già stato in gran parte assorbito dal sistema internazionale.

LEGGI Codogno: «L’allarme recessione è giusto. Patto di stabilità? Un non problema»

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