Il governo congela il rinnovo automatico del memorandum militare con Israele, in vigore dal 2016: “Decisione legata alla situazione attuale”
“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni a margine del Vinitaly di Verona, ufficializzando una scelta condivisa con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e con il ministro della Difesa Guido Crosetto.
La decisione riguarda un’intesa che negli anni ha rappresentato la cornice della cooperazione tra i due Paesi nel settore militare.
Cos’è l’accordo di difesa con Israele
Il memorandum disciplina la collaborazione tra Italia e Israele in ambito difesa, in particolare lo scambio di materiali militari e lo sviluppo tecnologico legato alle forze armate. Firmato nel 2003 dopo una visita di Silvio Berlusconi a Tel Aviv, era entrato in vigore nel 2016 e prevedeva un rinnovo automatico ogni cinque anni. Proprio questo meccanismo è stato ora sospeso dal governo italiano, interrompendo la continuità prevista dall’intesa.
IL DOSSIER SUL SITO DELLA CAMERA
La lettera inviata a Israele
La sospensione è stata formalizzata con una lettera inviata al ministro della Difesa israeliano Israel Katz. La comunicazione rappresenta un atto politico condiviso ai vertici dell’esecutivo e arriva in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti che stanno ridefinendo gli equilibri diplomatici. La scelta italiana si inserisce quindi in una valutazione più ampia della situazione geopolitica attuale.
La risposta di Israele
Dal ministero degli Esteri israeliano è arrivata una risposta che ridimensiona l’impatto della decisione. “Non abbiamo un accordo di sicurezza con l’Italia. Abbiamo un memorandum d’intesa di molti anni fa che non ha mai avuto un contenuto concreto”, ha dichiarato un portavoce, aggiungendo che la sospensione “non danneggerà la sicurezza di Israele”. Una posizione che evidenzia come, almeno secondo Tel Aviv, l’intesa avesse un valore più formale che operativo.



















