19 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Ago, 2026

Tosi: «La Lega di Salvini è più a destra, Vannacci correrà da solo»

L’eurodeputato di Forza Italia ed ex leader della Liga Veneta commenta le tensioni nella Lega, rivendica il profilo liberale degli azzurri e analizza la strategia di Roberto Vannacci nel centrodestra.


Con un background che affonda le radici nella Lega Nord, Flavio Tosi, eurodeputato di Forza Italia dal 2024, vanta un passato da leader della Liga Veneta. Nel 2007 conquista per la prima volta la guida del Comune di Verona, sua città natale, e nel 2012 è rieletto. Per descrivere il suo pragmatismo autonomista si conia il neologismo di “tosismo”: un’amministrazione concreta, ma distante dai toni più radicali e nazionalistici della Lega di Matteo Salvini. Il rapporto tra Tosi e il segretario federale, infatti, si incrina fino alla rottura nel 2015, quando Tosi si oppone al commissariamento della Liga Veneta, rivendicando la sua autonomia politica. Lo scontro esplode sulla candidatura alla Regione Veneto, quando Tosi sfida la linea del partito favorevole alla ricandidatura di Luca Zaia e viene espulso dalla Lega il 10 marzo 2015. Tosi allora fonda “Fare!”, un’area di centrodestra alternativa alla Lega di Salvini. Alle comunali del 2017, però, la sua candidata Patrizia Bisinella (sua moglie) perde contro Federico Sboarina, sostenuto da tutto il centrodestra. Nel 2022, il passaggio successivo di Tosi verso gli azzurri nasce dalla ricerca di un posizionamento nel centrodestra più moderato e dall’affinità con il modello liberale berlusconiano.


Onorevole Tosi,  come potrebbe evolversi lo scontro all’interno della Lega? Salvini accetterà una giunta collegiale con poteri territoriali? E gli elettori che non si rispecchiano più nella Lega salviniana sceglieranno Forza Italia?  


 «La prima cosa da dire è che la Lega è un partito alleato della maggioranza, quindi io parlo di Forza Italia e non di questioni interne degli altri partiti. Ma sui voti  posso dirle che l’importante è che restino all’interno del perimetro del centrodestra, quindi se verranno a Forza Italia sarà comunque un bene per la coalizione di maggioranza. Invece sul fatto che ci possa essere un cambio alla guida della Lega, per quanto io non abbia un rapporto idilliaco col segretario Salvini, credo sinceramente che sia vero quello che dice, cioè che l’anno scorso c’è stato un congresso unitario e che nessuno si è candidato contro di lui. Trovo difficile pensare che ci siano altri congressi a breve termine, visto che l’ultimo è stato appena celebrato». 


Però Attilio Fontana è sembrato determinato nel lanciare l’aut-aut…


«Sì. La Lega è un partito che ovviamente conosco bene, ha un’organizzazione molto solida e strutturata e quello che conta è il Consiglio federale. Quindi o l’istanza viene portata in Consiglio Federale, oppure quella del presidente lombardo Fontana è un’opinione assolutamente autorevole, ma che non sposta di una virgola le decisioni all’interno del partito. Ok? Quindi dobbiamo aspettare gli sviluppi».


Ultimamente abbiamo notato in Forza Italia dei distinguo con la Lega, per esempio sulla questione del prelievo sugli extraprofitti di banche e assicurazioni, ma anche su altri temi. 


«Ma questa è una cosa normale, nel senso che noi siamo l’ala moderata e liberale della coalizione. Del resto, quando Berlusconi fondò Forza Italia nel ‘93, la fece nascere come partito di riferimento delle imprese e delle partite Iva. Quindi è normale che Forza Italia difenda chi produce la ricchezza nazionale e appunto si ponga con questa visione liberale, perché era la visione del presidente Silvio Berlusconi. La Lega ha una visione diversa. Siamo alleati, ma non siamo uguali».


Qual è la visione della Lega di Salvini?


«La Lega ha una una visione molto più a destra della nostra».


Ritenete Vannacci una minaccia per tutto il centrodestra, sia se Futuro Nazionale entrasse nella coalizione, sia se magari in un primo turno andasse per conto suo?


«Ma secondo me il tema è all’opposto, nel senso che se il centrodestra rincorre Vannacci, fa il gioco di Vannacci. Il generale, per il tipo di messaggi che manda al suo potenziale elettorato, non ha nessuna intenzione né l’interesse di fare passi verso il centrodestra. Vannacci sta attaccando più Giorgia Meloni che non il centrosinistra. E il suo messaggio è un po’ com’era quello dei grillini degli esordi, cioè che loro sono diversi, sono migliori e sono fuori da tutti gli schieramenti. Per questo secondo me Vannacci non ha nessun interesse a entrare nella coalizione. Lui viaggerà verso le elezioni sopra il 10% e potrà mantenere quei voti solo se andrà da solo».


Anche contando poco a livello numerico in Parlamento? 


«Bisogna considerare il suo tipo di elettorato. Cioè, un elettorato come quello di Forza Italia, così come quello di tanti altri partiti, pensa all’azione di governo e quindi vota in quella funzione. Ma un elettorato come quello di Vannacci si esprimerà semplicemente sempre contro, perché dell’azione di governo non gliene importa un bel niente».

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