19 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Ago, 2026

Dublinanti, la Svizzera riapre i rimpatri in Italia

Dopo quasi quattro anni di blocco, la Svizzera i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo che ritiene di competenza italiana. La scelta di Berna riapre, insieme al confronto con la Germania, il fronte dei trasferimenti “Dublino” verso Roma.


La Svizzera riattiva i trasferimenti Dublino verso l’Italia

Pur non facendo formalmente parte dell’Unione Europea, la Svizzera ha annunciato che applicherà il nuovo Patto europeo sulle migrazioni, entrato in vigore il 12 giugno 2026 anche per Berna, associata allo spazio Schengen e al sistema Dublino. Per Dublino i richiedenti asilo vanno ricondotti nello Stato ritenuto competente a esaminare la loro domanda, spesso quello del primo ingresso nell’UE.

La decisione segue di pochi giorni quella della Germania, che aveva già annunciato una stretta sui richiedenti asilo, riaprendo all’espulsione dei “dublinanti” verso l’Italia. «I primi voli sono stati prenotati» conferma Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione. A bordo vi saranno richiedenti asilo arrivati in Svizzera dopo il 12 giugno, data dell’entrata in vigore del nuovo Patto. «Le nuove procedure devono essere dapprima testate sulla base di casi attuali», osserva Baker, sottolineando anche di non aver concluso con Roma alcun accordo che escluda dal rimpatrio anche chi fosse arrivato prima del 12 giugno. «È nell’interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti». 

Chi rischia il trasferimento e il nodo degli arrivi prima del Patto

Dalla fine del 2022, Berna ha chiesto all’Italia di riprendere in carico quasi 4mila persone. Nel frattempo, ha avviato procedure d’asilo per oltre 1.300 richiedenti. Secondo la Segreteria di Stato della Migrazione, oggi 652 persone potrebbero ancora essere trasferite in Italia. Dal canto suo, però, Roma fa sapere di essere pronta a riammettere solo i migranti arrivati dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto. Per questo pochi giorni fa è fallito il primo tentativo di trasferimento dalla Germania per tre richiedenti asilo arrivati prima del 12 giugno.

Il caso di Abdirisaq Warsame e l’asilo in Baviera

Nel frattempo, la giovane somala Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania dopo cinque anni di viaggio, non torna in Italia. La sua espulsione era stata pianificata per le 4.30 del mattino del 19 agosto, ma ha ricevuto asilo da una chiesa evangelica di Norimberga. «Adesso il tempo orribile della fuga è finito», ha detto all’Ansa, «sono molto felice di essere al sicuro». Il presidente dell’associazione Matteo-Chiesa e asilo Stefan Reichel ha detto che la ragazza rimarrà sotto la loro protezione «fino a quando la Germania non accoglierà la richiesta dell’Italia di annullare definitivamente il trasferimento». La scelta si inserisce in un quadro di accordi tra enti federali tedeschi che risale al 2015 per cui le chiese possono dare asilo per ragioni umanitarie. «La giovane somala è particolarmente provata», aggiunge Reichel, «in passato ha già avuto un’esperienza di quattro settimane molto drammatica in Italia. Dopo una buona accoglienza a Lampedusa, durata due giorni, fu trasferita a Milano, in un centro tenuto in pessime condizioni igieniche, senza una doccia e con spazi condivisi fra uomini e donne».

Ceuta e migrazioni, lo scontro politico in Italia

Sullo sfondo resta la crisi di Ceuta, che ha alimentato lo scontro politico italiano. Giorgia Meloni ha rivendicato l’intesa con la premier danese Mette Frederiksen per il rafforzamento delle frontiere esterne. La maggioranza di governo difende la linea restrittiva, mentre le opposizioni contestano la sospensione di Schengen e accusano il governo di trasformare l’emergenza in propaganda. Da Fratelli d’Italia Cristina Almici attacca il Pd rivendicando la linea dura di Meloni e Frederiksen: «Difesa dei confini, contrasto dell’immigrazione illegale, rimpatrio di chi non ha diritto di restare e integrazione vera non sono temi “di destra” ma problemi con i quali qualsiasi governo serio dovrebbe confrontarsi. Forse è proprio questo che imbarazza tanto il Pd». Anche Forza Italia torna sul tema con Deborah Bergamini che accusa la sinistra di «scavare una trincea ideologica».

Dall’opposizione interviene per Italia Viva Davide Faraone, che critica la Premier: «Aveva detto che con il patto sull’immigrazione si sarebbero risolti tutti i problemi, e invece la Germania vuole rimandare indietro i dublinanti, e altri sette paesi vogliono fare lo stesso: un vero disastro». Di tutt’altro avviso i socialisti danesi, che al Pd italiano e al Psoe spagnolo dicono di non voler cambiare linea: «I socialdemocratici restano irremovibili nel loro impegno per una politica migratoria rigorosa. Dobbiamo mantenere il controllo su quante persone entrano in Danimarca e in Europa», ha dichiarato a Euractiv Rasmus Stoklund, deputato e portavoce del partito. 

Sbarchi a Napoli e le procedure del nuovo Patto europeo

Mentre Roma contesta la ripresa dei trasferimenti da Germania e Svizzera, e gestisce il post Ceuta, sulle coste del Mediterraneo continuano gli sbarchi e le operazioni di prima accoglienza. Nella serata del 17 agosto nel porto di Napoli ha attraccato la nave della Ong Sea Watch 5 con a bordo 6 migranti, di cui tre minori non accompagnati. Dopo la verifica delle condizioni di salute a bordo da parte del personale Usmaf, i passeggeri sono sbarcati ed è iniziata la procedura di screening sanitario e fotosegnalamento, parte del quadro delle procedure che il nuovo Patto europeo mira a rendere più uniformi. I tre minori sono stati assegnati al progetto Fami, mentre gli adulti sono stati indirizzati ai Centri di accoglienza straordinaria del napoletano.

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