Brucia il “Nido dell’Aquila”, l’edificio sulle Alpi bavaresi a suo tempo riservato al dittatore nazista Adolf Hitler e ai suoi gerarchi. Le forze dell’ordine tedesche fermano un motociclista, sospettato di aver appiccato l’incendio
In fiamme il Nido dell’Aquila (Berghof) di Adolf Hitler, il rifugio sulle Alpi bavaresi usato dai dirigenti del nazionalsocialismo. Lo riferiscono media tedeschi. “Una persona sospetta è stata posta in stato di fermo”, fa sapere la polizia in un comunicato riportato dalla France Presse. I vigili del fuoco hanno trovato già da ieri sera “completamente in fiamme” l’edificio amato dai gerarchi nazisti.
Le indagini sul rogo
Secondo il tabloid tedesco Bild, si segue la pista dell’incendio doloso. Giungendo nei pressi del Nido dell’Aquila e forze dell’ordine avrebbero incrociato un motociclista che sarebbe stato successivamente fermato, scrive il quotidiano.
Le operazioni di spegnimento
Circa 200 vigili del fuoco sono impegnati a domare le fiamme nell’edificio, situato in una posizione estremamente difficile da raggiungere. L’allarme antincendio è scattato ieri sera grazie a un rilevatore di fumo presente nella struttura. I vigili del fuoco, una volta allertati, hanno notato alte fiamme mentre si dirigevano verso il luogo dell’incendio. L’accesso al sito e le operazioni di spegnimento si sono rivelati complessi.
La storia
Costruito tra il 1937 e il 1938 vicino a Berchtesgaden, il Kehlsteinhaus faceva parte della “zona riservata al Führer” sull’Obersalzberg e doveva fungere da edificio di rappresentanza per Adolf Hitler. Realizzato in pietra e granito, era concepito per impressionare i diplomatici stranieri. L’edificio è sopravvissuto alla Seconda Guerra mondiale senza subire danni. Dal 1952 è adibito a ristorante e ospita un’esposizione che ne ripercorre la storia.






























