Alta tensione nelle città italiane in vista del fine settimana, c’è paura per una nuova ondata di violenze dei riot, che si riorganizzano nelle chat
Contrordine compagni. Una serie di “slide” pubblicate come storie Instagram. Un comunicato vero e proprio inviato nella chat su Telegram. Il cambio di programma del “movimento 17 ottobre” viene comunicato così. Non più un raduno nelle piazze, ma una strategia di “invasione” delle città più articolato e più efficace per evitare i presidi delle forze dell’ordine. Tutto parte ancora dai social. Il gruppo Instagram “Movimento17ottobre”, che prende il nome dalla data della prima ondata di violenze, guadagna consensi di ora in ora e ha ormai superato la soglia dei 20mila followers, numero che cresce a una velocità vertiginosa.
I social
A fronte di una sessantina di profili “seguiti”: non profili riconducibili a singole persone ma a collettivi, gruppi pro-Pal e movimenti vari, molti dei quali con falce e martello nel simbolo. Al profilo Instagram è associato un gruppo Telegram a cui si accede inviando una richiesta e dove due giorni fa il gruppo aveva pubblicato una “guida pratica per la difesa in piazza”, con tanto di indicazioni sull’aceto da versare sopra le kefiah per ridurre gli effetti dei gas lacrimogeni lanciati dalla polizia.
E ieri la svolta.
Il cambio di piano
Intorno alle 15 compare un nuovo comunicato, il secondo dopo quello pubblicato immediatamente dopo le violenze della scorsa settimana, che si apre con un riferimento alle misure adottate in settimana dal governo per fronteggiare il fenomeno dei baby teppisti: «Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano». «Un provvedimento – aggiunge il gruppo – che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo». Questa la premessa, a cui seguono indicazioni pratiche.
È verosimile che stavolta le città si facciano trovare più pronte rispetto alla scorsa. Serve cambiare piano. «Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile». Ecco l’annuncio scritto in maiuscolo: «PER QUESTO LE PIAZZE ANNUNCIATE PER SABATO SONO ANNULLATE. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate “be water”».
La strategia
Segue un elenco in cinque punti su come dovranno essere organizzate le manifestazioni: tre punti di ritrovo in ogni città, evitando le piazze dove «non troverete nessuno di noi e troverete molti di loro». Tre concentramenti che dovranno confluire in un unico grande gruppo. A quel punto tutto può succedere.
Certo, si tratta di parecchi dettagli per essere un gruppo nato in maniera completamente spontanea. Molta cura dei particolari per un movimento che non ha una regia. A prescindere da quale essa sia. E, si potrebbe aggiungere, un po’ troppi richiami alle politiche del governo per sostenere che la politica non c’entri proprio niente.
L’allerta
Il cambio di piano del movimento non stempera la tensione nelle città italiane in vista del secondo weekend di quello che si preannuncia un autunno molto caldo. Anzi, contribuisce a far salire la temperatura. A Milano sono già arrivati i 500 parà della Folgore mandati dal governo e gli uomini in divisa hanno cominciato a presidiare le stazioni. Il sindaco Sala invita a non farsi prendere dal panico e fa un appello ai commercianti perché non chiudano i negozi. Consapevole però che un appello può arrivare fino a un certo punto: «più che un invito non posso fare, poi sarà la loro decisione». Ma Milano non è l’unica città in cui l’allerta è alta e si adottano misure precauzionali per evitare violenze. Ieri l’autorità giudiziaria ha dato il via libera a perquisizioni domiciliari in 18 diverse città, da Arezzo a Bari, da Genova a Napoli passando per Lodi e Pescara: sotto la lente 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini. A Napoli la Digos ha sequestrato un coltello a serramanico con lama di 23 centimetri, mazze in alluminio, cesoie. «Si è cominciato ad aprire, a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno», ha commentato soddisfatto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A Bergamo identificati circa 350 giovani, riconducibili – precisa la questura – a contesti di devianza giovanile, prevalentemente minorenni, alcuni dei quali risultano aver partecipato ai disordini.
La capitale
Situazione tesa anche a Roma, dove tra sabato e domenica sono attesi cortei con oltre 10mila persone in totale. Oggi due iniziative certe: un corteo degli studenti che partirà da piazza della Repubblica e uno in zona Prati organizzato da associazioni giovanili di destra. E poi, ovviamente, i riot del movimento 17 ottobre, il cui appuntamento originario era al circo Massimo. Appuntamento annullato dopo il contrordine di ieri. Solo per cambiare luogo. Vedremo dove.






























