Flavio Bolsonaro supera Lula al primo turno e parte in vantaggio verso il ballottaggio del 25 ottobre. Il campo bolsonarista avanza anche al Senato, dove il Partito liberale può diventare la prima forza
Flavio Bolsonaro arriva davanti al presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e si presenta da favorito al ballottaggio. Il campo bolsonarista avanza anche al Senato, dove il Partito liberale può diventare la prima forza.
Flavio Bolsonaro batte Luiz Inácio Lula da Silva al primo turno delle presidenziali brasiliane e si lancia da favorito verso il ballottaggio del 25 ottobre, quando sarà scelto il 40esimo presidente del Brasile.
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Il candidato del campo bolsonarista ha ottenuto il 47,14% dei voti contro il 45,03% del presidente uscente, con una differenza di circa due milioni e mezzo di voti. Un risultato che ribalta le attese della vigilia e soprattutto consegna a Bolsonaro un vantaggio importante in vista della sfida decisiva.
Gli altri candidati, tutti collocati nell’area di centrodestra, restano fuori dal secondo turno. Ed è proprio il destino dei loro voti a rendere ancora più complicata la rimonta di Lula.
L’affluenza è stata del 79%, sostanzialmente in linea con le ultime elezioni. Le schede nulle sono state il 2,93%, quelle bianche l’1,84%.

Il tesoretto del centrodestra
La partita ricomincia formalmente da zero, ma il risultato del primo turno mette Flavio Bolsonaro in una posizione di forza. I candidati esclusi dal ballottaggio appartengono infatti tutti al centrodestra e il loro elettorato potrebbe convergere, almeno in larga parte, sul candidato bolsonarista.
Era esattamente lo scenario che Lula avrebbe voluto evitare. Alla vigilia gli analisti ritenevano che il presidente avesse bisogno di arrivare al secondo turno con un margine di sicurezza di almeno cinque-sette punti su Bolsonaro per compensare il probabile spostamento a destra dei voti degli esclusi. È successo il contrario: Bolsonaro è arrivato davanti.
Il presidente uscente dovrà quindi cercare consensi anche fuori dal proprio perimetro e soprattutto mobilitare gli elettori che non sono andati alle urne, a cominciare dagli over 70 e dai ceti meno abbienti, tradizionalmente più favorevoli al leader del Partito dei lavoratori.
Lula dispone inoltre delle prossime settimane per provare a rilanciare l’azione del governo. Tra i provvedimenti che potrebbero entrare nella campagna per il secondo turno c’è il progetto di legge 6+1, atteso da una parte del mondo del lavoro, che ridurrebbe la settimana lavorativa da sei a cinque giorni.
Lo scrutinio che ha illuso Bolsonaro
La notte elettorale aveva inizialmente disegnato un vantaggio ancora più largo per Bolsonaro. Con circa il 40% dei voti scrutinati, il candidato era sopra il 50%, mentre Lula si fermava intorno al 41%.
Un divario destinato però a ridursi con il procedere dello spoglio. Tradizionalmente le prime schede conteggiate arrivano dagli Stati meridionali, più ricchi e favorevoli al campo bolsonarista, mentre successivamente entrano nel computo i risultati del Nord-Est, roccaforte elettorale di Lula.
Il recupero c’è stato, ma non è bastato: alla fine Flavio Bolsonaro ha conservato più di due punti di vantaggio.
Il bolsonarismo conquista anche il Senato
Il risultato delle presidenziali non è l’unica buona notizia per il campo conservatore. Il Partito liberale (Pl), principale forza bolsonarista, si avvia a diventare protagonista del nuovo Senato brasiliano.
Con oltre l’85% delle urne scrutinate, il Pl è in testa in 20 dei 54 seggi in palio, davanti al Movimento democratico brasiliano (Mdb), con sette, e al Partito dei lavoratori (Pt) di Lula, con sei.
Le elezioni rinnovano due terzi degli 81 componenti della Camera alta. Ai nuovi eletti vanno infatti aggiunti i 27 senatori scelti nel 2022, il cui mandato prosegue fino al 2031. Tra questi, otto appartengono già al Pl.
Se i risultati saranno confermati, il Partito liberale arriverà quindi a 28 senatori, diventando il gruppo più numeroso della Camera alta.
Un Congresso che può cambiare gli equilibri
Il nuovo assetto parlamentare peserà qualunque sia il vincitore del 25 ottobre. Una forte presenza bolsonarista al Senato può modificare profondamente i rapporti tra governo e opposizione nella prossima legislatura e rafforzare il campo conservatore nelle principali battaglie politiche e istituzionali.
Tra queste ci sono anche le iniziative contro alcuni giudici della Corte suprema, da tempo uno dei terreni dello scontro politico tra il bolsonarismo e le istituzioni brasiliane.
La prima notte elettorale, dunque, consegna al Brasile una fotografia molto diversa da quella che Lula sperava di portare al ballottaggio: il presidente uscente deve inseguire, Flavio Bolsonaro parte davanti e il campo conservatore si rafforza contemporaneamente in Parlamento. Il 25 ottobre si riparte. Ma non dallo stesso punto.
































