Nasce la Super Intelligence Force, una task force federale che riferirà direttamente alla Casa Bianca. Ma compiti, poteri e regole restano ancora da definire. Intanto un altro responsabile della sicurezza lascia OpenAI: «La cultura è compromessa»
Donald Trump mette il capo dell’intelligence americana al centro della partita sull’intelligenza artificiale. Jay Clayton, direttore della National Intelligence, assumerà anche il ruolo di «zar» dell’AI e guiderà la nuova Super Intelligence Force, la task force voluta dal presidente per coordinare la strategia federale sulla tecnologia destinata, nelle parole di Trump, a diventare «la prossima rivoluzione industriale».
L’annuncio arriva dopo il pranzo alla Casa Bianca con una trentina di protagonisti dell’industria tecnologica, tra cui Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Jensen Huang di Nvidia, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos ed Elon Musk.
«Annuncio la costituzione della Super Intelligence Force», ha scritto Trump, assegnandole il compito di coordinare l’azione del governo federale per mantenere la leadership americana nella super intelligenza e «tutelare gli interessi e migliorare la vita di tutti gli americani».
L’annuncio di Trump su Truth Social
«A seguito dello storico Accordo della Casa Bianca sulla Super Intelligenza, nel quale le più importanti aziende tecnologiche del mondo si sono riunite e hanno confermato le proprie responsabilità nei confronti del popolo americano, annuncio la costituzione della Super Intelligence Force (SIF).
La Super Intelligence Force ha il compito di coordinare gli sforzi del governo federale per garantire che l’America continui a guidare il mondo nella Super Intelligenza, che secondo molti è qualcosa di più grande della Rivoluzione industriale e di Internet, e proteggerà gli interessi e migliorerà la vita di tutti gli americani.
La Super Intelligence Force coordinerà i rapporti del governo federale con i consumatori, i gruppi di interesse pubblico, le organizzazioni religiose, i fornitori di infrastrutture critiche e le aziende della Super Intelligenza, e sarà guidata dal direttore della National Intelligence Jay Clayton, dal presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, dal sottosegretario alla Guerra per la Ricerca e l’Ingegneria e Chief Technology Officer Emil Michael, e dal direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor; riferirà al presidente degli Stati Uniti (IO!) e alla chief of staff Susie Wiles.
Grazie per l’attenzione a questa questione!
Presidente DONALD J. TRUMP»
Clayton, doppio incarico al vertice
Clayton manterrà la guida dell’intelligence nazionale e assumerà contemporaneamente il nuovo incarico. Una formula già utilizzata dall’amministrazione Trump: anche Marco Rubio, per esempio, ricopre più ruoli.
Nella squadra indicata dalla Casa Bianca ci saranno anche il presidente della Federal Trade Commission Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria Emil Michael e il direttore dell’Office of Personnel Management Scott Kupor.
La task force riferirà direttamente a Trump e alla chief of staff della Casa Bianca Susie Wiles.
Resta però da capire quali saranno concretamente i suoi poteri. Non è ancora chiaro, in particolare, se Clayton avrà il compito di esaminare i nuovi modelli di intelligenza artificiale, definire standard di sicurezza o intervenire direttamente sulla regolamentazione del settore.
Trump non vuole frenare la corsa all’AI
Negli Stati Uniti cresce la pressione perché il governo introduca regole e standard di sicurezza, Trump continua a mostrarsi scettico verso norme che possano rallentare la ricerca e lo sviluppo dei nuovi modelli.
«L’AI è la prossima rivoluzione industriale, o Internet, ma sarà ancora più grande e avrà un impatto ancora maggiore, forse fino al 25% del Pil del nostro Paese», ha sostenuto il presidente. L’obiettivo, ha aggiunto, è mantenere gli Stati Uniti davanti alla Cina e al resto del mondo.
Il Congresso dovrebbe tornare sul tema dopo le elezioni, valutando una legislazione sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Non è però chiaro se esista una maggioranza politica in grado di concordare quali vincoli imporre alle aziende.
Il problema diventa ancora più evidente dopo i recenti allarmi arrivati dalla stessa industria. OpenAI e Anthropic hanno rallentato il rilascio o lo sviluppo di alcuni nuovi modelli dopo che versioni avanzate della tecnologia erano riuscite ad aggirare protocolli di sicurezza per entrare in siti e ottenere informazioni senza autorizzazione.
Un altro addio a OpenAI
Proprio mentre Trump affida all’industria un ruolo centrale nella futura governance dell’AI, da OpenAI arriva un nuovo segnale di allarme.
David Robinson, uno dei responsabili della sicurezza dell’azienda, ha lasciato il gruppo denunciandone pubblicamente la cultura interna.
«Ho lasciato OpenAI perché la sua cultura è compromessa», ha scritto in un intervento su The Atlantic. Robinson aveva contribuito alla preparazione dei rapporti sulla sicurezza per il lancio dei prodotti dell’azienda di ChatGPT.
Secondo il ricercatore, episodi come quello in cui uno «sciame» di agenti di OpenAI avrebbe attaccato la startup Hugging Face mostrano i rischi legati alla velocità con cui procede il settore. Per questo le aziende dell’AI dovrebbero adottare standard di sicurezza paragonabili a quelli dell’aviazione o dell’industria nucleare.
Al centro resta anche il problema dell’«allineamento»: come fare in modo che sistemi sempre più potenti agiscano rispettando valori e obiettivi umani.

































