Spagna e Marocco rafforzano i controlli a Ceuta e Melilla nel giorno più temuto. Intanto Roma e Berlino si scontrano sui trasferimenti dei dublinanti e Abdirisaq Warsame, 22enne somala diventa il volto della contesa
Il temuto 15 agosto è arrivato e per Ceuta e Melilla. Un Ferragosto di paura e di sospetti, dopo che un’intensa campagna social ha preannunciato una seconda potenziale invasione di migranti nelle due exclavi spagnole.
Preoccupazione confermata dai servizi d’intelligence spagnoli e italiani, che hanno notato la complicità del governo marocchino nel precedente assalto e messo in guardia da possibili infiltrazioni jihadiste.
Allo stesso tempo, quella di oggi potrebbe anche essere una data-diversivo. Qualcosa per far abbassare la guardia e poi cercare di varcare le frontiere in massa in un secondo momento. La paura, dunque, non finirà presto.
Su pressione spagnola, intanto, Rabat ha rinforzato le proprie postazioni di confine, schierando centinaia di agenti di sicurezza supportati da reparti militari.
«Tutte le misure necessarie sono state adottate per prevenire qualunque tentativo di un attraversamento illegale», ha spiegato il portavoce del ministero dell’Interno marocchino. Che ha invitato i propri concittadini a non seguire le telefonate «ingannevoli e sospette, che mettono a rischio l’incolumità delle persone».
Parole apparentemente concilianti, che sembrano voler ricucire dopo che giovedì il ministro della Giustizia marocchino Abdelatif Uahbi aveva rivendicato la sovranità del paese sulle due exclavi spagnole. Provocando la dura reazione di Madrid.
Madrid schiera polizia, Guardia Civil ed esercito
Da parte sua, la Spagna non è stata da meno: Madrid ha schierato 1.600 tra poliziotti e gendarmi della Guardia Civil solo a Ceuta, con il supporto di circa 2.000 soldati dell’esercito.
Non solo, ma è stata anche completata una lunga barriera idraulica che interdirà l’accesso alle due exclavi dopo che durante la precedente invasione migliaia di migranti avevano superato i controlli di frontiera a nuoto.
La barriera è alta tra i 30 e i 70 centimetri. Non impossibile da scavalcare, dunque, ma abbastanza alta da rendere invalida per i migranti che decidessero di sfidarla la recente sentenza della corte suprema spagnola, che ha stabilito che i clandestini soccorsi in mare non possano essere automaticamente espulsi senza che sia stata prima vagliata la loro posizione.
Uscire dall’acqua per oltrepassare la barriera, infatti, renderebbe tecnicamente lo sconfinamento un atto realizzato non a nuoto, consentendo alla polizia spagnola di procedere al rimpatrio immediato, criticato dalla stampa che ha tacciato l’esecutivo socialista di ipocrisia dopo anni di aperturismo all’immigrazione anche clandestina.
Italia e Germania, nuovo scontro sui dublinanti
A tal proposito, non si arresta il braccio di ferro tra Italia e Germania sui dublinanti, vale a dire i migranti che approdano nel Belpaese e che poi si trasferiscono altrove.
Secondo gli accordi di Dublino (da cui il nome), dovrebbero essere trasferiti ai Paesi di primo approdo (cioè l’Italia) che dovrebbero farsi carico della loro permanenza. Ma dal 2022 il governo guidato da Giorgia Meloni, spalleggiata su questo anche dalla Grecia, ha smesso di accettare tali migranti sostenendo che questa politica sfavorisse grandemente gli Stati mediterranei.
Nel dicembre scorso Italia e Germania avevano raggiunto un’intesa per azzerare i dublinanti che Roma avrebbe dovuto accettare ma poche settimane fa Berlino ha affermato di voler riprendere i trasferimenti, considerando l’intesa italo-tedesca nulla alla luce del nuovo patto sulle migrazioni nel frattempo entrato in vigore a livello europeo.
Il trasferimento del 19 agosto e il no di Roma
Il primo trasferimento dovrebbe avvenire il 19 agosto ma non si farà perché l’Italia ha rifiutato di ammettere i tre migranti che Berlino voleva affibbiarle.
La 22enne somala Abdirisaq Warsame è divenuta simbolo suo malgrado di questa contesa: giunta in Italia via Lampedusa lo scorso marzo si è trasferita in Germania per ricongiungersi con la famiglia. Essendo immigrata illegalmente in Europa, per le autorità tedesche deve tornare nel Belpaese ma Roma rifiuta di autorizzare il trasferimento.
In questo 15 agosto infuocato dalle temperature record, a quanto pare la paura striscia nei cuori e nelle menti anche a grande distanza da Ceuta.































