13 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

13 Ago, 2026

Ceuta, Piantedosi: «Schengen resta sospeso». Madrid controlla 3 mila arrivi dall’Italia

Il ministro dell’Interno conferma che lo stop non sarà rivisto prima del 15 agosto e comunque solo quando saranno esclusi i rischi per l’Italia. La Spagna intensifica i controlli sugli arrivi dal nostro Paese


L’Italia tiene il punto sui controlli alla frontiera con la Spagna, almeno fino a dopo il 15 agosto. La data individuata dall’intelligence italiana e spagnola come target di una possibile seconda ondata di migranti diretta verso l’exclave di Ceuta.

È quanto ha ribadito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Detto colloquialmente Comitato Schengen. Si tratta di una commissione bicamerale di garanzia incaricata di vigilare sugli accordi di libera circolazione contratti dall’Italia in sede europea.

Di fronte al comitato presieduto dal senatore dem Graziano Delrio, il titolare del Viminale ha relazionato sulla crisi diplomatica in corso con Madrid.

Piantedosi: «Schengen sospeso almeno fino al 15 agosto»

Il caso di Ceuta, secondo il ministro dell’Interno, non è una «speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale. È per questo che stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia».

Nessuno scopo politico, dunque, come il governo socialista di Pedro Sánchez – a sua volta impegnato in una difficile campagna elettorale – ha lasciato intendere accusando Roma di strumentalizzare la crisi migratoria per fini di consenso.

Per Piantedosi la stella polare dell’azione del governo è sempre stata solo e soltanto la sicurezza pubblica e, per dimostrarlo, il capo del Viminale sciorina numeri e cifre: dalla reintroduzione dei controlli alla frontiera aerea e marina con la Spagna, misure che – va ricordato – si applicano solo ai cittadini stranieri provenienti dal Paese iberico e non ai cittadini spagnoli, le forze dell’ordine italiane hanno effettuato tre arresti e hanno respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini.

Meloni rilancia sui rimpatri

Certo, difficile credere alla completa bontà del ministro se – nelle stesse ore – la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie di intervenire nuovamente sul tema immigrazione.

«Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada», ha scritto la premier sui social, postando un video che ritrae alcuni migranti clandestini che, accompagnati dalla polizia, vengono fatti salire su un aereo per essere espulsi.

Si trattava di un gruppo di 17 cittadini egiziani che sono stati rimpatriati nel loro Paese. Un’operazione di routine, trasformata in spot secondo una strategia che ricorda da vicino quella della Casa Bianca di Donald Trump, che ha fatto della pubblicizzazione a scopo elettorale delle deportazioni dell’Ice uno dei suoi marchi di fabbrica.

Certo, la polizia italiana non è quell’insieme di brutalità e sopraffazione che gli agenti del tycoon hanno mostrato al mondo e, a dire il vero, la stessa Meloni negli anni passati si era astenuta dall’invocare l’immigrazione quale proprio cavallo di battaglia.

L’ombra della concorrenza di Vannacci

Il collegamento con la recente e sempre più forte concorrenza a destra rappresentata dal generale Roberto Vannacci salta subito in mente e il sospetto che gli spagnoli non abbiano poi tutti i torti è difficile da scacciare.

Del resto, lo stesso Vannacci ha dato esplicitamente ragione a Sánchez, secondo cui l’Italia agirebbe contro la Spagna per nascondere i guai in casa propria, vale a dire il fatto che il Belpaese sia terra di approdo di migranti clandestini in misura ben superiore al territorio spagnolo.

Il ministro ci ha tenuto anche a rispondere a questa accusa: «Dall’inizio dell’anno – ha spiegato Piantedosi – gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17.000 persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni».

Come a dire: gli sbarchi ci sono, ma la situazione non è certo fuori controllo come le immagini dell’exclave spagnola hanno mostrato nelle scorse settimane.

La paura di una nuova ondata a Ferragosto

Alle soglie del15 agosto, ormai da settimane, sui social marocchini si ventila un nuovo assalto alle frontiere iberiche. «Ceuta e Melilla sono totalmente spagnole. Non verranno toccate. La popolazione di Ceuta sappia che le loro forze armate saranno al loro fianco. Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarli», ha insistito la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles.

Le sue dichiarazioni sono suonate come una risposta diretta al ministro della Giustizia marocchino Abdellatif Ouahbi che, intervistato da una tv saudita, aveva ribadito le rivendicazioni territoriali storiche di Rabat sui due territori spagnoli.

Lo scontro tra Madrid e Rabat su Ceuta e Melilla

Il Guardasigilli marocchino aveva aggiunto che la questione di Ceuta e Melilla «resta sul tavolo» dei negoziati tra Madrid e Rabat. Prima di lanciare una velata minaccia: è la Spagna e non il Marocco la responsabile della crisi migratoria, ha detto il ministro. A causa delle sue politiche di «accettazione e regolarizzazione» dei clandestini.

Rabat, al contrario, si è sempre sforzata di prevenire invasioni delle exclavi. Ma, ha concluso Ouahbi, dopo Ceuta il Marocco starebbe considerando la sospensione degli accordi di estradizione che facilitano il rimpatrio dei marocchini entrati illegalmente in Spagna.

«La sovranità spagnola su Ceuta e Melilla è oltre ogni dubbio. L’integrità territoriale della Spagna non è mai stata e non sarà mai discussa con chiunque», è stato il commento gelido della diplomazia di Madrid.

Nonostante il solleone di Ferragosto, il freddo sembra essere calato sui due lati dello Stretto di Gibilterra.

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