30 Set, 2026

Morti sul lavoro, settembre nero. Landini: «Il modello di appalti e subappalti uccide»

Fincantieri di Ancona

Due operai morti sul lavoro in poche ore ad Ancona e nel Milanese, un terzo in condizioni gravissime. Alla Fincantieri sciopero di otto ore e subappalti sotto accusa. Landini: «È una strage, non più sopportabile e accettabile»


I cantieri italiani non smettono di sporcarsi di sangue. Si chiude con due morti e un ferito gravissimo un settembre nero per le morti sul lavoro. Nella tarda serata di lunedì è morto ad Ancona Sofiane Boutraa, operaio tunisino di 55 anni. Stava svolgendo il turno di notte in un cantiere navale. La mattina dopo, in provincia di Milano, una tragica caduta da un solaio uccide Antonio Sperandeo, manovale, che di anni ne aveva 48.

La fiammata nel cantiere Fincantieri

È stata una fiammata improvvisa a sorprendere i manovali di Ancona, che stavano svolgendo il turno di notte alla Fincantieri della città marchigiana, uno stabilimento che produce grandi navi da crociera.

Erano intenti a un lavoro di carpenteria per una ditta appaltatrice, nel cuore dello stabilimento. Le cause del fuoco sono ancora da accertare, quel che si sa è che ha colto di sorpresa i due uomini, in un locale a quanto pare angusto: per Boutraa le ustioni sono state mortali, l’uomo è morto quasi all’istante, aveva tre figli. Il suo collega si chiama Kabir Mohidul, ha 29 anni ed è di origini bengalesi: dopo essere stato soccorso e ricoverato, è stato trasferito a Pisa, reparto grandi ustionati, si trova in condizioni gravissime.

Stava invece svuotando il solaio di un edificio di campagna a Robecco sul Naviglio, in provincia di Milano, Antonio Sperandeo: poco prima delle 11 di mattina l’uomo è scivolato, è precipitato per circa otto metri ed è morto all’istante, sotto gli occhi del suo collega che ha potuto solo assistere alla caduta, dall’alto del sottotetto dove si trovavano.

Ancona si ferma, sotto accusa i subappalti

Ancona si è fermata: sciopero di otto ore dei lavoratori dei cantieri che si sono ritrovati la mattina davanti allo stabilimento, senza però entrare. La protesta, indetta da Fim, Fiom e Uilm, coi rappresentanti sindacali che hanno raggiunto il presidio. Aspre critiche alla dinamica dei subappalti, valutata come un elemento che logora la sicurezza dei lavoratori: «Non è possibile che ci siano in questo cantiere 800 dipendenti Fincantieri e 4mila delle ditte di appalto – ha detto Sara Galassi, segretaria Fiom Cgil di Ancona – Occorrerebbe che quei 4mila, almeno in parte, venissero riassorbiti direttamente da Fincantieri».

Landini: «È una strage»

Sulle due tragedie è intervenuto anche il Segretario generale della Cgil, raggiunto dalla notizia mentre interveniva alla Scala di Milano dove si celebravano ieri i 120 anni del sindacato: «È una strage, non più sopportabile e accettabile», ha detto Maurizio Landini, per poi commentare che la sequela di morti del lavoro è legata «a un modello di fare impresa basato sull’appalto, sul subappalto, sulla logica dello sfruttamento». Un modello che, nelle parole del Segretario, «uccide perché considera che, anche se muori, trovi qualcun altro che al tuo posto ci va».

Oggi a Crognaleto, in provincia di Teramo, saranno celebrati i funerali di Andrea Moretti, il giovane morto la settimana scorsa al Colosseo, anche lui mentre stava lavorando in cantiere. Secondo l’Osservatorio Nazionale di Bologna, le vittime del lavoro sarebbero, da gennaio a settembre 2026, oltre mille.

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