30 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Giu, 2026

Gaza, Pizzaballa: «I topi mordono i bambini, Rafah non esiste più»

Pierbattista Pizzaballa a Gaza

Il patriarca latino di Gerusalemme descrive una Striscia devastata: «Rafah non esiste più». Mancano scuole, materiali e assistenza psicologica per bambini e madri


«Gaza è un disastro». Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, racconta così la sua visita nella Striscia della scorsa settimana.

Lo ha fatto dialogando con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, dopo avere ricevuto a Bergamo il premio Limes per il Dialogo e la Pace.

La visita nella Striscia

«Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più», ha detto Pizzaballa, secondo quanto riportano i media vaticani. A colpirlo, spiega, è stato soprattutto ciò che le immagini non riescono a restituire: «Viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori».

I topi e i bambini

Tra le piaghe più gravi, racconta il cardinale, ci sono i topi. «Mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bimbi».

«Gaza è piena di bambini», ha aggiunto Pizzaballa. «Si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne».

Scuole senza materiali

Secondo il patriarca, la situazione non mostra veri segnali di miglioramento nemmeno dopo il cessate il fuoco. «Se un po’ di cibo ad oggi riesce ad entrare, tutto il resto è ancora proibito», ha spiegato. Il riferimento è ai prodotti considerati «dual use», cioè potenzialmente utilizzabili anche per fini militari. Ma, denuncia Pizzaballa, nella lista finiscono anche «i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre». «Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto», ha detto. «Si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là».

I traumi di madri e bambini

Gli operatori sanitari, racconta Pizzaballa, chiedono soprattutto personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle madri.

«Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità», ha detto il patriarca. Poi ha aggiunto: «Lo dirò in modo poco diplomatico, ma io provo una grande pena, non riesco a comprendere».

La Cisgiordania

Pizzaballa ha descritto come drammatica anche la situazione in Cisgiordania. «Non vige la legge e, se c’è, non è fatta per i palestinesi», ha detto.

Secondo il patriarca, «ai coloni israeliani viene permesso tutto». Check-point improvvisati, alberi tagliati, terre che non si possono coltivare, aggressioni, furti e insulti sono diventati, racconta, scene quotidiane.

«Spesso chiamiamo l’esercito israeliano affinché intervenga per placare i coloni», ha concluso, «ma quando arrivano sono già andati via, come se qualcuno li avesse avvisati per tempo, e così l’Idf finisce per prendersela con noi».

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