19 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Apr, 2026

Iran-Usa, tregua in bilico: Hormuz chiuso. Raid di Israele in Libano, operazione "Oscurità eterna"

Beirut

Cessate il fuoco Iran Usa per due settimane con riapertura di Hormuz. Ma dopo l’attacco in Libano di Netanyahu media iraniani già parlano di aver richiuso lo Stretto. Trump: «Solo scaramucce, va tutto bene»


A poche ore dall’ultimatum, Trump strappa un accordo grazie all’intervento del Pakistan. È un cessate il fuoco in cui nessuno perde o ammette di aver perso. Ed è già in bilico.

Israele non vuole applicare la tregua sul Libano. Con una massiccia ondata di raid l’Idf ha colpito Beirut in pochi minuti, investendo contemporaneamente centro, lungomare e periferia sud. Ci sono vittime per strada, sotto le macerie. Mai l’attacco così feroce. L’esercito israeliano ha impiegato circa 150 caccia, 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. L’operazione si chiama “Oscurità eterna”.

L’accordo, condizionato allo stretto di Hormuz, sono due settimane di riapertura. MarineTraffic segnala i primi attraversamenti. Ma dopo l’attacco in Libano di Netanyahu media iraniani già parlano di aver richiuso lo Stretto. L’umanità per ora resta a questa età delle pietre.

Trump: ‘I raid di Israele solo scaramucce’

In un’intervista esclusiva a Pbs, il presidente Usa ha confermato che il Libano “non era incluso nell’accordo” per la tregua stabilita con l’Iran “a causa di Hezbollah”. Interrogato sulla sua posizione in merito agli attacchi israeliani su Beirut, Trump ha detto che “fanno parte dell’accordo, lo sanno tutti”, definendoli “una scaramuccia a parte di cui ci occuperemo”. “Va tutto bene”, ha concluso.

Intanto la Casa Bianca afferma che il piano in dieci punti pubblicato dall’Iran non è quello attualmente in discussione con gli Stati Uniti.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Cessate il fuoco e tregua di 14 giorni su Hormuz

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane, raggiunto poche ore prima dell’ultimatum di Donald Trump sullo stretto di Hormuz. L’accordo, mediato dal Pakistan, prevede lo stop agli attacchi e la riapertura del passaggio strategico per petrolio e gas. Washington ha già sospeso i raid, mentre Teheran ha dichiarato che fermerà le operazioni “difensive” e consentirà il transito delle navi, purché coordinato con le proprie forze armate.

MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno a gestire il traffico nello stretto. Washington intende garantire sicurezza e continuità dei flussi energetici, mantenendo una presenza nell’area. Il presidente ha anche parlato di una possibile fase di “ricostruzione” per l’Iran, segnando un cambio di tono rispetto alle precedenti minacce. (In foto dimostranti contro la guerra davanti alla Casa Bianca)

Anche se il cessate il fuoco Usa Iran ha fatto crollare il prezzo del petrolio del 15%, fino a circa 93 dollari al barile, resta il dubbio sulla sicurezza reale della navigazione. Le compagnie marittime attendono segnali concreti prima di riprendere a pieno regime.

Dall’età della Pietra a quella dell’Oro: il post su Truth di Trump

«Un grande giorno per la pace nel mondo! L’Iran vuole che accada, ne ha abbastanza! Allo stesso modo, anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire l’accumulo di traffico nello stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si faranno grandi soldi. L’Iran può iniziare il processo di ricostruzione. Caricheremo forniture di ogni tipo e resteremo semplicemente “in giro” per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come sta accadendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente!!! Presidente DONALD J. TRUMP»

Israele frena: la tregua non vale per il Libano

A complicare il quadro è intervenuto Benjamin Netanyahu: Israele sostiene la pausa nei raid contro l’Iran, ma esclude il Libano dall’accordo. Le operazioni contro Hezbollah nel sud del Paese continuano e si intensificano, con nuovi ordini di evacuazione per la popolazione civile. Una posizione che contraddice la versione pakistana, secondo cui il cessate il fuoco dovrebbe essere totale.

“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l’impegno americano per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l’Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”. Lo comunica l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran.

“Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”

Beirut sotto le bombe, città nel caos

Una massiccia ondata di raid israeliani ha colpito Beirut in pochi minuti, investendo contemporaneamente centro, lungomare e periferia sud. Esplosioni in aree densamente popolate, edifici distrutti e colonne di fumo visibili in tutta la città. Testimoni parlano di “scene apocalittiche”, con vittime nelle strade e centinaia di feriti. Gli ospedali sono sotto pressione e le autorità sanitarie hanno lanciato un appello urgente per la donazione di sangue, mentre i soccorsi continuano tra macerie e infrastrutture danneggiate.

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Offensiva contro Hezbollah

L’esercito israeliano ha impiegato circa 50 caccia, sganciando 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti nell’operazione denominata “Oscurità eterna”. Colpiti centri di comando e infrastrutture di Hezbollah a Beirut, nella valle della Beqaa e nel sud del Libano. Il bilancio parla di oltre 300 tra morti e feriti, con molte persone ancora sotto le macerie. Intanto l’Iran alza il livello dello scontro: i Pasdaran dichiarano di essere “pronti a rispondere” e avvertono che ogni nuovo attacco avrà conseguenze, mentre da Ginevra Teheran chiede a Israele di fermarsi per evitare un’ulteriore escalation.

Missili su Israele e droni nel Golfo

Nonostante il cessate il fuoco Usa Iran, nelle ore successive sono proseguiti attacchi e lanci di missili. Sirene d’allarme in Israele per razzi balistici iraniani, mentre Kuwait, Qatar, Emirati e Bahrein hanno segnalato droni e attacchi missilistici.

Il sistema iraniano, decentralizzato, consente ai comandanti locali di agire autonomamente: elemento che rende la tregua estremamente instabile nelle prime ore.

I Negoziati attesi a Islamabad

La tregua dovrebbe servire ad aprire un vero negoziato. Il Pakistan ha invitato delegazioni di Stati Uniti e Iran a incontrarsi venerdì a Islamabad. Teheran ha dato disponibilità, mentre Washington resta cauta: “Nulla è deciso finché non viene annunciato ufficialmente”. L’obiettivo è trasformare la pausa in un accordo più stabile.

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano riporta l’agenzia iraniana Isna, citata da Tass. Secondo l’agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana.

Mercati reagiscono: petrolio giù, borse in rialzo

I mercati hanno reagito subito al cessate il fuoco Usa Iran. Il petrolio è crollato, mentre le borse asiatiche hanno registrato forti rialzi: +5,4% a Tokyo, quasi +7% in Corea del Sud. Anche i futures americani sono in crescita. Secondo la International Air Transport Association, serviranno mesi per tornare alla normalità nelle forniture di carburante aereo, a causa dei danni alle raffinerie in Medio Oriente. I prezzi del greggio potrebbero scendere, ma quelli del jet fuel resteranno elevati più a lungo.

Il bilancio della guerra e il richiamo del Papa

Dopo oltre cinque settimane di conflitto, il bilancio è pesantissimo: oltre 5 mila morti complessivi, più di 1600 in Iran, centinaia di civili e bambini. Papa Leone XIV ha definito “inaccettabili” le minacce di distruzione totale, richiamando la necessità di fermare la guerra.

Starmer e Macron nel Golfo: garantire Hormuz aperto

Il premier britannico Keir Starmer è in viaggio verso il Golfo Persico per incontrare gli alleati e discutere come mantenere aperto in modo stabile lo stretto di Hormuz al traffico internazionale. La missione era stata pianificata prima del cessate il fuoco e segue i colloqui promossi da Londra con diplomatici e pianificatori militari di oltre 40 Paesi per evitare nuove interruzioni.

“Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l’attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l’Iran per facilitare la ripresa del traffico”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo.

Hormuz, tutti gli ultimatum

Nelle ultime due settimane Trump ha minacciato più volte di colpire centrali elettriche, ponti e infrastrutture energetiche iraniane, fissando deadline poi spostate. L’ultima martedì 7 aprile alle 20 ora della East Coast, “un’intera civiltà morirà”. Il 21 marzo aveva parlato di “distruzione totale”. Il 30 marzo aveva incluso pozzi petroliferi e impianti di desalinizzazione tra i possibili obiettivi. Il 4 aprile aveva dato: “48 ore prima che si scateni l’inferno”.

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