Mentre il dibattito nel centrosinistra ruota attorno alle primarie, sullo sfondo si muove un’altra ipotesi: la discesa in campo di Alessandro Di Battista. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, insieme all’associazione Schierarsi che ha cofondato, sta valutando la possibilità di presentare una lista alle prossime elezioni politiche. A rilanciare il tema è un sondaggio Ipsos Doxa, diffuso il 6 novembre, che stima una lista a suo nome sopra la soglia di sbarramento del 3%.
Cosa dice il sondaggio
La rilevazione attribuisce a una eventuale lista di Di Battista un’intenzione di voto superiore al 3%. Il potenziale complessivo, cioè la quota di elettori che potrebbe prenderla in considerazione, sfiora invece il 13%. I due dati misurano aspetti diversi. Il primo si riferisce a una domanda sul voto in cui si possono indicare più opzioni, il secondo alla disponibilità a valutare la proposta.
Secondo lo studio, l’85% degli italiani conosce Di Battista. Tra chi si esprime, il 41% dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nell’ex parlamentare. Il consenso risulterebbe più alto nel Mezzogiorno, nelle periferie delle grandi città e tra le persone in condizioni economiche più fragili. Il bacino principale sarebbe quello degli astensionisti e degli elettori insoddisfatti dell’offerta politica attuale.
Un sondaggio commissionato da Schierarsi
Va precisato che l’indagine è stata commissionata dall’associazione stessa e che i risultati sono stati resi noti da Schierarsi. Serve quindi cautela nella lettura delle cifre, che fotografano una possibilità e non un dato elettorale. Il sondaggio rientra nella valutazione dell’associazione sulla propria forza e sulle proprie proposte, incentrate su temi come pace, politica internazionale, sostenibilità e partecipazione dei cittadini.
Candidatura ancora aperta
Una decisione formale non è stata annunciata. Secondo le ricostruzioni, è attesa nelle prossime settimane, e l’associazione avrebbe già completato l’esame dei requisiti per presentare le liste, a partire dalla raccolta delle firme. Interpellato dal Fatto Quotidiano, il presidente di Schierarsi, Luca Di Giuseppe, ha detto di non escludere nulla sulla candidatura. Il passaggio da associazione a formazione elettorale richiederebbe comunque scelte organizzative e politiche specifiche.
Gli effetti sul centrosinistra
L’ipotesi viene letta come una possibile incognita per il campo largo, dove l’attuale leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sono da mesi impegnati in un confronto sulla leadership. Una lista di Di Battista potrebbe attingere in parte a un elettorato vicino al Movimento 5 Stelle delle origini. Gli stessi dati, però, indicano che la fonte principale sarebbero gli astenuti, e non è semplice stabilire quanto l’eventuale consenso sia sottratto ad altre forze. Una precedente rilevazione di un altro istituto aveva misurato il possibile consenso della formazione con risultati diversi.
Le incognite
Il 3% è la soglia che consente di accedere alla ripartizione dei seggi. Una stima che si colloca poco sopra quel limite lascia ampi margini di incertezza, soprattutto in assenza di una campagna elettorale strutturata. A pesare saranno anche l’organizzazione sul territorio, la capacità di raccogliere le firme e la scelta degli eventuali alleati. Per ora, Schierarsi fa sapere di essere pronta a valutare tutte le opzioni.
































