6 Nov, 2026

Altieri all'Anticorruzione, Meloni: «Era nelle nostre competenze»

Il deputato della Lega Trifone Altieri

Il governo indica il leghista Nuccio Altieri alla guida dell’Autorità anticorruzione. Ma nel 2024 era responsabile del dipartimento Difesa del Carroccio e la legge prevede tre anni di distanza dalle cariche politiche. Pd, M5s e Avs attaccano. Per la nomina serve il voto dei due terzi delle commissioni parlamentari


Il governo indica il leghista Trifone Altieri, detto Nuccio, alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione, ma sulla designazione si apre un caso di possibile incompatibilità.

Il nodo è un incarico ricoperto nel partito di Matteo Salvini appena due anni fa: il 18 settembre 2024 Altieri era stato nominato responsabile nazionale del dipartimento Difesa della Lega. La legge che disciplina l’Anac esclude dalla presidenza chi abbia ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti la nomina. Una circostanza che scatena le opposizioni e mette sotto pressione Palazzo Chigi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante una visita all’Eicma di Milano, rivendica la scelta: «Perché era nelle nostre competenze farlo».

Salvini difende la designazione e auspica che tutto sia regolare. Ma Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva contestano la decisione, mentre il percorso per la nomina definitiva deve ancora passare dalle commissioni parlamentari.

Cosa prevede la legge sull’Anac

Il punto controverso è contenuto nell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 150 del 2009, richiamato dallo stesso governo nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri.

La disposizione stabilisce che i vertici dell’Autorità debbano essere scelti tra esperti di elevata professionalità, di notoria indipendenza e con comprovata esperienza nel contrasto alla corruzione. Esclude inoltre chi abbia ricoperto cariche politiche nei tre anni precedenti la nomina e chi abbia interessi in conflitto con le funzioni dell’Autorità.

Il 18 settembre 2024, però, la Lega annunciava Altieri come responsabile nazionale del dipartimento Difesa. Da allora sono trascorsi poco più di due anni, non i tre previsti dalla norma. È su questo incarico, e sulla sua qualificazione come carica di partito, che si concentra la contestazione.

C’è poi un secondo elemento sollevato dalle opposizioni: Altieri è presidente di Fincantieri Infrastructure, società attiva nel settore delle infrastrutture e degli appalti. Secondo Angelo Bonelli, deputato di Avs, si porrebbe dunque anche una questione di potenziale conflitto d’interessi tra il ruolo di controllore e le attività della società presieduta dal candidato.

Meloni rivendica, Salvini: «Tutto regolare»

La presidente del Consiglio non entra nel merito delle contestazioni giuridiche. A chi le chiede perché il governo abbia indicato Altieri alla guida dell’Anac, risponde: «Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo».

Da Milano arriva anche la reazione di Salvini. «Conto che tutto sia assolutamente regolare», afferma il vicepremier dalla sede della Lega in via Bellerio.

Il leader del Carroccio respinge inoltre le critiche sulle altre designazioni riconducibili al suo partito, compresa quella di Giulio Centemero alla Consob: «Conosco e stimo entrambe le persone, mi sembrano polemiche ingenerose».

Il Pd e Conte: «Un fatto gravissimo»

Le opposizioni attaccano la scelta del governo, contestandone tanto l’opportunità politica quanto i requisiti previsti dalla legge.

Per Irene Tinagli, eurodeputata del Pd, la designazione di un esponente politico alla guida dell’Autorità anticorruzione rappresenta «un fatto gravissimo». Tinagli sottolinea il rapporto politico tra Altieri e Salvini, ministro responsabile di infrastrutture e trasporti, settori nei quali l’Anac esercita importanti funzioni di vigilanza sugli appalti.

La parlamentare europea collega la vicenda anche alla nomina di Elisabetta Pellegrini, collaboratrice di Salvini al ministero delle Infrastrutture, come commissaria per il terzo pilastro del Piano Casa. Secondo Tinagli, le due designazioni rischiano di concentrare in figure vicine al ministro funzioni di controllo particolarmente delicate.

Durissimo anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che accusa il governo di voler portare ai vertici dell’Anac «un uomo di partito» dopo le presidenze di Raffaele Cantone e Giuseppe Busia.

Conte richiama la norma sui tre anni di distanza dagli incarichi politici e annuncia battaglia nelle commissioni parlamentari, il cui parere favorevole è necessario per completare la procedura.

Bonelli: «La nomina è contraria alla legge»

Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, contesta direttamente la legittimità della designazione. Ricorda che Altieri era stato nominato responsabile del dipartimento Difesa della Lega nel settembre 2024 e sostiene che il termine triennale previsto dalla legge non sia stato rispettato.

Bonelli solleva anche il tema degli interessi potenzialmente incompatibili con la presidenza dell’Anac, richiamando il ruolo di Altieri in Fincantieri Infrastructure.

Critiche arrivano anche da Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, che allarga il caso alle altre nomine nelle autorità indipendenti. Cita Alberto Bagnai per l’Antitrust, Giulio Centemero per la Consob e gli incarichi assegnati a Mirco Carloni e Annalisa Tardino nelle autorità portuali.

Secondo Faraone, il rischio è trasformare organismi concepiti per essere autonomi dalla politica in strumenti di occupazione partitica.

La nomina non è definitiva: serve il voto dei due terzi in Parlamento

Il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina, ma Altieri non è ancora formalmente presidente dell’Anac. Il passaggio successivo riguarda le commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato, chiamate a esprimere un parere favorevole con la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti.

Solo dopo il completamento dell’iter potrà arrivare il decreto del Presidente della Repubblica.

Il governo ha intanto disposto una proroga fino a 45 giorni per l’attuale vertice dell’Autorità, guidato da Giuseppe Busia, limitandone l’attività all’ordinaria amministrazione e agli atti urgenti.

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