17 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Lug, 2026

Alice, morta a 11 anni in piscina. Ogni anno decine di vittime, la metà sono bambini

Alice Ferrari

Alice Ferrari è morta dopo due giorni di ricovero al Gaslini. La procura indaga sul bocchettone e sulle misure di sicurezza, mentre resta fermo in Senato il disegno di legge sulle piscine. Dal 2022 a oggi sono morte 75 persone


La sciagura diventa una tragedia: Alice se n’è andata. Dopo due giorni di ricovero in terapia intensiva al Gaslini di Genova non ce l’ha fatta più. Si chiamava Alice Ferrari, aveva 11 anni e veniva dalla provincia di Bergamo, in vacanza a Sestri Levante, in Liguria, con i suoi. Mercoledì pomeriggio stava facendo il bagno in una piscinetta dello stabilimento balneare Bagni Segesta.

È rimasta impigliata con i capelli a una presa di aspirazione nella vasca: poi qualcuno se n’è accorto e, per tirarla fuori, hanno dovuto tagliarle i capelli. Ma era troppo tardi. Hanno cercato di rianimarla, ma lei non ha mai ripreso conoscenza. Troppo tempo sott’acqua senza respirare. Nella notte fra giovedì e venerdì, in ospedale, Alice è morta.

L’inchiesta per omicidio colposo

La procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, attualmente a carico di ignoti. Il sostituto procuratore Fabrizio Givri ha disposto l’autopsia. Solo dopo verrà autorizzato l’espianto degli organi: la famiglia vuole donarli.

Per ora c’è da ricostruire con più precisione la dinamica dell’incidente e vanno fatti accertamenti sulle misure di sicurezza relative all’impianto. Secondo una prima ricostruzione, Alice era sola a fare il bagno, mentre la madre e i nonni si stavano preparando per andare via. Ad accorgersi che la piccola non riusciva a risalire in superficie sarebbe stato un altro bambino, che ha avvertito gli adulti. Il titolare dello stabilimento ha dovuto usare un coltello per tagliare i capelli impigliati nel bocchettone e riportare la ragazzina in superficie.

I dubbi sulle misure di sicurezza

Quanto alle norme di sicurezza, variano da regione a regione. In Liguria, per una vasca di quella profondità e di quelle dimensioni, non c’è obbligo di sorveglianza. Le norme regionali, però, vietano l’uso ai minori di 12 anni se non ci sono adulti che controllano, questo divieto, per legge, va esposto con chiarezza, tramite cartelli, in prossimità della piscinetta.

Questi cartelli c’erano? Le autorità lo stanno accertando. Per ora sembrerebbe di no. La vasca, intanto, è stata messa sotto sequestro.

Settantacinque morti dal 2022

Tanti morti nelle piscine italiane, troppi. Sono 75 dal 2022 a oggi, una media di 16 decessi ogni anno e, nella metà dei casi, la vittima ha meno di 12 anni. Il conto l’ha fatto la Società italiana di medicina ambientale.

«Per prevenire incidenti nelle piscine italiane è necessario seguire alcune semplici regole – afferma il presidente della Sima, Alessandro Miani –. I minori devono essere sempre sorvegliati dai genitori, che non devono mai distrarsi, nemmeno quando i bambini non sono in acqua e sostano nei pressi delle piscine».

La legge ferma in Senato

Ma le norme? Sono confuse, poco rispettate. C’è molto da fare. C’è un disegno di legge, ancora fermo in Senato.

«La morte di Alice pone l’accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private», ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. «Il disegno di legge del governo Meloni, finalizzato a questo obiettivo, sarà licenziato entro il mese dalla competente Commissione e faremo il possibile per calendarizzarlo con urgenza».

«La piscina è pericolosa, ti tradisce»

Al di là di una nuova legge, servirà ascoltare chi di queste cose se ne intende. «La piscina è pericolosa, ti tradisce», ci dice Giancarlo Frera, titolare a Roma di un’azienda che le piscine le fa, Deltapiscine. «Costruisco piscine dal 1973, con mio padre. Ci sono norme, fortunatamente, che ci impongono rigore nell’installazione e nella sicurezza». Ma le migliaia di impianti costruiti prima?

«Troppe volte vedo incuria dei proprietari – continua Frera –, lacune nel personale addetto alla manutenzione. Quello che dovrebbe fare un tecnico formato lo fa un giardiniere». In certi casi basterebbe poco. «Per prima cosa andrebbe messo nelle normative un meccanismo di sgancio di emergenza, vicino alla vasca. Un classico pulsante rosso a portata di chiunque, che sgancia l’impianto aspirante e libera la persona incastrata».

Costa poche centinaia di euro, quel meccanismo. Chissà, se a Sestri ci fosse stato.

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