20 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Apr, 2026

Dossieraggio ‘Squadra Fiore’, indagato l’ex Dis Giuseppe Del Deo: accuse di peculato

Giuseppe Del Deo

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla Squadra Fiore: tra gli indagati Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis, con accuse di peculato. Sul fronte Equalize inchiesta per estorsione a Leonardo Maria Del Vecchio: ricatto per immagini private


Da Milano a Roma, come in una intricata tela del ragno, si intrecciano filoni che rimandano alle maglie già fitte dell’inchiesta della Procura meneghina sul ‘caso Equalize’.

Scattata nell’estate 2022 ha disvelato un presunto traffico illecito di dati e spionaggio. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per gli uomini di Equalize e la seconda chiusura indagini per 81 persone nell’ambito dell’inchiesta milanese sulla centrale dei dossier, la procura di Roma accelera sulla squadra Fiore.

Sono scattate ieri diverse perquisizioni a carico della struttura clandestina che grazie a ex esponenti delle forze dell’ordine avrebbe confezionato dossier operando al di fuori di una cornice istituzionale.

I nomi coinvolti e le accuse

Un’operazione che ha riguardato 7 persone. Condotta dai carabinieri del Ros, incaricati dai pm romani titolari del fascicolo di indagine. L’aggiunto Stefano Pesci con le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfantiche. Tra gli indagati anche Giuseppe Del Deo (numero due dell’Aisi, in stretti rapporti con il governo) e Carmine Saladino, il fondatore di Maticmind. Tra i capi d’accusa per cui si procede c’è l’accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e l’esercizio abusivo della professione. Le perquisizioni, tuttavia, si intrecciano anche con l’altro fascicolo dell’indagine che è volta ad accertare i reati di truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi. Gli investigatori vogliono scoprire se c’è un legame tra l’Aisi e la società dell’imprenditore Carmine Saladino.

Appalti sotto la lente e legami con l’Aisi

In particolare, sotto la lente degli inquirenti sono finiti alcuni appalti che l’Agenzia informazioni e sicurezza interna avrebbe assegnato a Saladino tra il 2022 e il 2024. Il secondo filone è più centrato sugli spionaggi illeciti portati avanti da Squadra Fiore. L’inchiesta coinvolgerebbe anche l’ex vicedirettore del Dis (Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza) ora dirigente di Cerved Giuseppe Del Deo e Samuele Calamucci, l’hacker legato alla società di spionaggio Equalize. Nel filone che coinvolge Del Deo, quando era all’Aisi, i pm contestano il reato di peculato per cinque milioni di euro. Denaro che, in base all’impianto accusatorio, l’ex 007 affidava con contratti alla società ‘amica’ Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati anch’egli indagato. La Sind è una società acquisita da Maticmind, azienda fondata dall’imprenditore Saladino. Nel procedimento è anche indagato Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind, per truffa.

Intercettazioni e attività clandestine

I due filoni di indagine hanno collegamenti in base ad alcune intercettazioni in cui appartamenti alla Squadra Fiore tira in ballo Del Deo. Le contestazione riguardano presunti illeciti iniziati nel 2022. Secondo gli atti d’accusa dei pm di Roma, Del Deo è anche indagato con la seguente motivazione.

«con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, dapprima in qualità di dirigente del reparto economico fìnanziario dell’Aisi, nel periodo compreso tra il 2018 e l’agosto del 2024, avvalendosi di una squadra di collaboratori in corso di identificazione denominati convenzionalmente ‘i neri’ ai quali dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzava, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopo istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale».

Gli approfondimenti investigativi, spiega il Ros, hanno permesso di acquisire «nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose» per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale.

Peculato e truffa, i dettagli delle accuse

Gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati di peculato in concorso. Nel 2023, «si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi per alcuni milioni di euro, destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware».

L’accusa di truffa aggravata

Nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione, un imprenditore, al fine di «aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di ‘earn-out’. Che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali. Con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro. Il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa».

L’operazione avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro. Questi «non dovuti. Con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso Cdp Equity Spa, deteneva una parte del capitale della società acquirente».

Il terzo filone e il caso Del Vecchio

E ancora, a raccontare la complessità del sistema disvelato dal caso Equalize, il fatto che chi era indagato per dossieraggio e accesso abusivo a banche dati di rilievo nazionale potrebbe diventare presunta vittima. È il caso di Leonardo Maria Del Vecchio. Anche se nella chiusura del secondo fascicolo del dossier emerge ancora fra gli indagati, ci sono novità. Vincenzo De Marzio, ex carabiniere già coinvolto nell’inchiesta, e Mario Cella, ex addetto alla sicurezza, sono indagati in un terzo filone. I Carabinieri del Ros di Milano contestano loro, a vario titolo. Accessi abusivi, truffa ed estorsione ai danni proprio di Leonardo Maria Del Vecchio. Per una vicenda di immagini private, abusivamente acquisite, che sarebbero state al centro di un presunto ricatto. Questa tranche di indagine, che riguarda De Marzio e Cella, è sempre coordinata dai pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco. Così come gli altri due filoni che sono stati chiusi di recente, uno a carico di Enrico Pazzali, ex titolare di Equalize, e altre 12 persone sui presunti dossieraggi illegali e già arrivato a richiesta di processo, e l’altro sempre su Pazzali e altre 80 persone.

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